Roger Rosenblatt.
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Una nuova vita.
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Titolo originale: Making Toast. A Family Story.
Traduzione di: Nicola Manuppelli.
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2016. Nutrimenti Editrice, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 un giorno d'inizio dicembre quando Roger Rosenblatt, scrittore con un passato di giornalista di successo, riceve la sconcertante notizia della morte della figlia Amy, colpita da un infarto ad appena trentotto anni.
Scossi dal dramma ma decisi a intervenire, Rosenblatt e la moglie lasciano la loro casa di Long Island e si trasferiscono dal genero, nel Maryland, per aiutarlo a occuparsi dei tre bambini, Jessica e Sammy, di sei e quattro anni, e il piccolo James, di quattordici mesi. La convivenza quotidiana dei nonni con i nipoti, nata da una tragica fatalit, diventa un modo per imparare ad affrontare la perdita, partendo da gesti solo in apparenza ordinari, come accompagnarli a scuola, leggere insieme prima di addormentarsi, insegnare loro a riflettere sul significato delle parole, o semplicemente preparare la colazione al mattino.
Questo memoir, che ha scalato le classifiche statunitensi appassionando anche critici e scrittori, racconta il difficile ritorno alla vita di una famiglia attraversata da un lutto devastante e incomprensibile. Con una prosa misurata, chirurgica, capace di commuovere senza alcuna enfasi o retorica, Rosenblatt conduce il lettore in un percorso a ostacoli, doloroso ma emozionante, trasformando l'esperienza personale in vicenda universale e consegnandoci un libro toccante su tutto ci per cui vale la pena di vivere.
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L'AUTORE.
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Roger Rosenblatt (New York, 1940)  uno dei decani della stampa americana, per trent'anni firma riconosciuta di testate come Time, Washington Post, New York Times e New Republic. Nel 2006 ha lasciato il giornalismo per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. E autore di oltre venti libri, molti dei quali hanno riscosso negli Stati Uniti il plauso unanime di pubblico e critica. Dal 2008  Distinguished Professor della Stony Brook University. Nel 2015  stato insignito del prestigioso Kenyon Review Award for Literary Achievement.
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Una nuova vita.
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Il trucco quando cerchi un dente perso fra i fondi di caff 
non farsi trarre in inganno dai grumi. Il solo modo per esserne
sicuri  strofinarli tutti, a uno a uno, fra pollice e indice, finendo
per impiastricciarsi completamente le mani. Da venti minuti,
questa mattina, io e Ginny stiamo perlustrando il cestino
della cucina a caccia dell'incisivo superiore sinistro della nostra
nipotina di sette anni, Jessica. Il dentino, che dondolava
da giorni senza staccarsi, alla fine si  deciso a cedere, precipitando
dentro una ciotola di cereali Apple Jacks. Per tenerlo da parte, l'avevo avvolto in un tovagliolo di carta e messo
sul bancone della cucina, ma Ligaya, la tata di Bubbies, deve
averlo scambiato per spazzatura. Bubbies (James) ha solo venti
mesi ed  il pi piccolo dei tre bimbi avuti da nostra figlia
Amy. Sammy, che di anni ne ha cinque, non sembra interessato
alla ricerca del dente, mentre Jessie non sa dell'accaduto.
Speriamo di trovare l'incisivo in modo che Jessie non si preoccupi
che la fatina dei denti non passi a farle visita.
Questo tipo di attivit ha caratterizzato la nostra vita da
quando Amy  morta, l'8 dicembre del 2007, alle due e mezza
del pomeriggio, sei mesi fa. Oggi  il 9 giugno del 2008. Il giorno
della morte di nostra figlia, io e Ginny abbiamo viaggiato
in auto dalla nostra casa di Quogue, sulla sponda meridionale
di Long Island, fino a Bethesda, nel Maryland, dove vivevano
Amy e suo marito Harris. Su richiesta di Harris, siamo l da
allora. Per quanto tempo vi fermate?, ci ha chiesto Jessie la
mattina dopo. Per sempre, le ho risposto.
Amy Elizabeth Rosenblatt Solomon, trentotto anni, pediatra,
moglie di Harrison Solomon, medico specializzato in chirurgia
delle mani, e madre di tre figli,  collassata sul tapis roulant
nella sala giochi al piano di sotto della sua casa. Sono
stati Jessie e Sammy a trovarla, ci ha raccontato nostro figlio
maggiore Carl, al telefono. Carl vive a Fairfax, in Virginia,
non lontano da Amy e Harris, insieme alla moglie Wendy e ai
loro due ragazzi, Andrew e Ryan. Jessie  subito corsa di sopra
da Harris. Mamma non parla, ha detto. Harris ha raggiunto
Amy in pochi secondi e ha provato la rianimazione cardiopolmonare,
ma il cuore di Amy si era fermato e ogni tentativo  stato inutile.
Quella di Amy  stata registrata come morte improvvisa a
causa di un'anomalia dell'arteria coronaria destra - in pratica,
le sue due arterie coronarie alimentavano il cuore dallo
stesso lato. Di norma, le arterie si trovano su entrambi i lati
del cuore in modo che se una smette di lavorare, l'altra pu
continuare a svolgere il proprio compito. Nel cuore di Amy, le
arterie correvano fianco a fianco. Pu darsi che siano rimaste
schiacciate fra l'aorta e l'arteria polmonare, che pu espandersi
durante l'esercizio fisico. Il flusso di sangue si  interrotto.
La condizione di Amy, di cui  vittima meno del due per mille
della popolazione, era asintomatica; sarebbe potuta morire in
qualsiasi momento della sua vita.
Amy avrebbe apprezzato la chiarezza del verdetto. Era una
persona molto chiara, anche da bambina, in grado di capire
istintivamente quanto buon senso richiedesse una determinata
situazione. Aveva la fronte ampia e spaziosa, gli occhi
nocciola e i capelli scuri, quasi neri. Sicura di s e altruista
al tempo stesso, quando era faccia a faccia con te non potevi
dubitare di essere l'unica cosa a cui stesse pensando in quel momento.
La sua chiarezza poteva indurla a essere severa nei confronti
della famiglia, in particolar modo verso i due fratelli, Carl e
il nostro ultimogenito John, che ammutolivano quando li criticava
aspramente per quelli che riteneva degli affronti, come
entrare senza permesso nella sua stanza. Sapeva anche usare
l'intelligenza per mostrare educatamente la propria disapprovazione.
Quando stava per laurearsi in medicina alla New
York University, la sua classe mi chiese di fare da oratore. Una
tradizione dell'universit permette a un laureato del passato di
infilare il cappuccio della toga a un laureando. Harris, che si
era laureato l l'anno precedente, avrebbe messo il cappuccio a
Amy. A cena, la sera prima della cerimonia, un amico le disse:
Amy, non  grandioso? Tuo padre far il discorso per la consegna
delle lauree e il tuo ragazzo ti metter il cappuccio. Sicuro,
rispose Amy, ma credo che sia abbastanza grandioso
anche il fatto che io mi stia laureando.
Tuttavia, quella stessa chiarezza contribuiva anche a renderla
gentile. Quando aveva sei anni, stavo accompagnando
in auto lei e tre sue amichette a una festa di compleanno. Una
delle bambine cominci a sentirsi male e a vomitare. Le altre
due, comprensibilmente, si ritrassero esclamando ohh! e
che schifo!. Amy, invece, si avvicin alla bambina che stava male per consolarla.
Io e Ginny ci siamo trasferiti da una casa con cinque camere
da letto, uno studio e una cucina spaziosa, a una semplice
stanza da letto con bagno; cio l'appartamento per gli ospiti
ricavato da una nicchia della sala giochi al piano di sotto, lo
stesso che un tempo occupavamo ogni volta che venivamo in
visita. Ci abbiamo messo un armadio e una scrivania, e Harris
ha aggiunto una televisione e un tappeto. Potrebbe apparire
come una diminuzione di tutte le nostre comodit, ma la
realt  che pi si invecchia, meno si ha bisogno di spazio e
meno se ne desidera. In ogni caso, abbiamo ancora la nostra casa di Quogue.
Ho scoperto che non riuscivo a scrivere e nemmeno mi andava
di farlo. Ma potevo insegnare, e la cosa mi ha aiutato
a sentirmi utile. Vado in auto ogni domenica da Bethesda a
Quogue, dove tengo le mie lezioni di letteratura inglese e i corsi
di scrittura alla Stony Brook University nei primi giorni della
settimana, per poi tornare a Bethesda. Il viaggio richiede
circa cinque ore e ogni volta se ne va un pieno di benzina. Ma
 pi facile e pi veloce che prendere un aereo o un treno.
Nelle prime settimane lo stress da guida  stato pericoloso.
Nei negozi litigavo con i commessi senza motivo. Ho perso la
pazienza con una studentessa che mi telefonava troppo spesso
per parlarmi del suo lavoro. Mi sentivo ribollire il sangue
quando qualcuno parlava della morte di Amy usando i clich
che vanno adesso, come si  spenta o  scomparsa. Ho maledetto
Dio. In un certo senso, credere in Dio ha reso la morte
di Amy pi comprensibile, non meno, dato che il Dio in cui
credo non  benevolo ma indifferente. Un amico era in viaggio
a Gerusalemme quando ha saputo della morte di Amy. Ha
preso a calci il Muro del Pianto urlando: Vaffanculo, Dio!.
Esattamente quello che provavo io.
Qual  il giaccone preferito di Jessie? Quello blu, non quello rosa, anche se il rosa  il suo colore preferito. Sammy vuole
il latte intero per inzupparci i Froot Loops o i Multi Grain
Cheerios. Lo chiama latte di mucca. Jessie vuole solo latte
di soia Silk. Le piace berne un bicchiere a colazione. Sammy
preferisce l'acqua. Abbiamo dovuto assimilare queste informazioni
in fretta. A Sammy piace fingere di essere il Power
Ranger d'argento; Jessie preferisce quello rosa. Gli amichetti
di Sammy sono Nico, Carlos e Kipper. Le amichette di Jessie
sono Ally, Danielle e Kristie. Ci siamo ritrovati a organizzare
gli incontri di gioco dei bambini, a rispondere agli inviti per
le feste, a compilare i moduli scolastici. Sammy frequenta una
scuola materna privata, la Geneva Day School; Jessie va alla
Burning Tree, la scuola pubblica locale. Abbiamo dovuto imparare
a padroneggiare tutti i loro orari.
Ho ripreso confidenza con le cose dei bambini che avevo
dimenticato. I giocattoli parlanti sono tornati a far parte della
mia vita. Cammino con la famiglia in un aeroporto, ed ecco
che la voce di un pupazzo da ventriloquo, come in un film
dell'orrore, mi parla attraverso la valigia. Buzz Lightyear esclama:
Verso l'infinito e oltre!. Un telefono parlante mi dice:
Aiutami!. Un altro giocattolo dice: Sono un maialino. Possiamo fermarci?.
In tutto questo, due cose sono state di immensa utilit. In
primo luogo, Leslie Adelman, un'amica di Amy e Harris, e
madre di amici dei bambini, che ha creato un sito internet invitando
gli altri a preparare cene per la nostra famiglia. Le
e-mail sono state inviate da Leslie, da Wendy, la moglie di
uno dei nostri figli, da Laura Gwyn, un'altra amica e madre
di compagni di classe, e da Betsy Mencher, che ha frequentato
l'universit con Amy. In breve tempo un centinaio di persone
- genitori di varie scuole, amici e colleghi di Amy e Harris,
vicini di casa - si sono aggiunte alla lista. Chi partecipava lasciava
il cibo gi pronto dentro una borsa frigo azzurra fuori
dalla porta di casa. I rifornimenti sono arrivati una sera s
e una no, sufficienti a coprire anche le sere di mezzo, da met
dicembre fino ai primi di giugno.
La seconda cosa enormemente utile  stata una perla di genuina
saggezza che la tata di Bubbies ha donato a Harris. Ligaya
 una donna piccola e agile di poco pi di cinquant'anni.
So poco della sua vita, a parte il fatto che viene dalle Filippine
e che ha una figlia laggi e un figlio grande negli Stati Uniti,
manager in un ristorante; ha un'etica del lavoro ferrea e la
flessibilit necessaria per far fronte a qualsiasi emergenza. Sa
essere pratica anche nei modi: chiama Bubbies con il suo vero
nome James, e non con il soprannome coniato da Amy, per
far s che si abitui a un nome pi serio da grande. Ligaya ha
cambiato i propri orari per stare con noi dodici ore al giorno,
cinque giorni alla settimana - un dono indispensabile, specialmente
per il piccolino, che ridacchia di gioia quando sente la
tata girare la chiave nella porta. Nessuno, al di fuori dei familiari,
avrebbe potuto risentire della morte di Amy pi di Ligaya.
Eppure, quando ha parlato con Harris e con tutti noi dopo
l'incidente, non si  fatta travolgere dalle emozioni. Non siete
i primi a dover affrontare una cosa del genere, e avete la possibilit
di gestirla meglio di altri.
Bubbies si guarda intorno in cerca di Amy, dice Mamma
quando vede le fotografie della madre e non si stacca mai dal
padre. Ha i capelli biondi e un atteggiamento il pi delle volte
attento e silenzioso. Quando resto da solo con lui, gioca in
modo piuttosto spensierato. Gli ho insegnato a battere il cinque
e, tutte le volte che colpisce la mia mano, barcollo all'indietro
per la stanza per mostrargli quanto  forte. Gli piace
prendere una pentola da un armadietto della cucina, le barrette
Zone da un altro, infilare le barrette nella pentola e rimettere
il coperchio. Basta questo a farlo contento per diverso
tempo. Se Harris entra in cucina, Bubbies lascia tutto, corre
da lui e si attacca alle sue ginocchia.
Jessie  alta, anche lei bionda, il viso di chi  sempre pronto
a entusiasmarsi. Amy diceva che la figlia era la persona pi
ottimista che avesse mai conosciuto. Si appassiona per il corso
di danza hip-hop, per il concerto che faranno a scuola in ricordo
di Amy - utile a raccogliere fondi per una borsa di studio in
sua memoria istituita presso la facolt di medicina della New
York University -, per il fatto che andr a vedere Lo scigiaccianoci.
Fai la danza dello schiaccianoci, Boppo, mi dice.
(Ginny  Mimi, io sono Boppo). Oscillo i fianchi in un balletto
improvvisato, al culmine del quale muovo il sedere come il
topo danzante della favola. Jessie  entusiasta anche del viaggio
che faremo a Disney World a gennaio, un'avventura che
Amy e Harris avevano pianificato per s e i bambini mesi prima
della morte di Amy. Parliamo dei nostri programmi per l'estate
ancora lontana a Quogue e Jessie  entusiasta.
Anche Sammy  alto, con i capelli scuri e gli occhi grandi e
meditativi. Mi porta un libro da leggere che parla di un bruco.
Me ne porta un altro, che per caso si trova in casa. Si intitola:
Le stagioni della vita. Un bel modo di spiegare la morte
ai bambini. Il libro dice: C' un inizio e una fine per tutto
ci che  vivo. In mezzo c' la vita. Il testo illustra ogni lezione
con immagini di uccelli, pesci, piante e persone. Mi siedo
sul divano con Sammy infilato sotto il mio braccio e gli leggo
quelle parole sulla bellezza della morte.
Come altre famiglie non religiose, anche la nostra  abituata a
fare una selezione all'interno delle feste, adottando gli aspetti
che piacciono di pi ai bambini: a Pasqua le uova e il coniglietto,
a Natale l'albero e Babbo Natale. Amy, come al solito,
si era preparata al giorno di Natale con largo anticipo. Nascosti
per tutta la casa c'erano i regali impacchettati per Jessie,
Sammy e Bubbies. I tradizionali ornamenti, pi quelli che aveva
fatto lei stessa, erano gi stati tirati fuori dalle scatole dove
riposano tutto l'anno. C'erano delle statuette d'argilla dipinte
che rappresentavano una famiglia, in piedi, in fila uno dietro
l'altro, che cantavano canzoni di Natale, e poi fotografie della
famiglia di Amy, come era cresciuta anno dopo anno, insieme
con decorazioni natalizie pi vecchie che le avevamo regalato
io e Ginny. Il mattino in cui Amy  morta, lei e Harris avevano
scelto l'albero. E rimasto sul patio nei primi giorni di lutto,
appoggiato in diagonale contro un pilastro, con il tronco
in ammollo dentro un secchio d'acqua. Alla fine lo abbiamo
portato in casa e ci siamo sforzati di far apparire la festa il pi
normale possibile.
La vigilia di Natale, Ginny ha cucinato un tacchino per
Harris, per me e per John, che  venuto da New York per stare
alcuni giorni. Ho letto a Jessie e Sammy La notte prima di
Natale, come facevo con i nostri tre figli, aggiungendoci qualche
commento frivolo e fingendo di interrogarmi su parole come
corsieri nel tentativo di catturare la loro attenzione. Lo
scorso anno, gi al punto in cui la poesia dice quando in tutta
la casa, avevano mostrato segni d'insofferenza. Quest'anno
l'hanno ascoltata per intero. Quando i bambini sono andati a
letto, insieme a Ginny e Harris abbiamo aperto alcuni dei giocattoli
che gli avrebbe portato Babbo Natale. Jessie ci crede
ancora, perch vuole crederci. Ha ricevuto in dono una bambola
American Girl; Sammy, invece, un costume da Power
Ranger e dei dvd; Bubbies, un cane telecomandato, simile a un
cucciolo di beagle, che cammina, si siede e guaisce. Harris ha
montato i giocattoli che dovevano essere montati. Gli ci  voluta
mezz'ora per assemblare una pista elettrica, una cosa che
a me, quando ero un giovane padre, avrebbe richiesto mezza
giornata. La pista non  crollata. Lui e i bambini avevano anche
decorato l'albero. Harris aveva messo le lucine bianche.
Carl e Wendy con i loro ragazzi di solito trascorrono il Natale
con la famiglia di Wendy a Pittsburgh, cos sono venuti il
giorno prima della vigilia per scambiare i regali. Io e Carl abbiamo
regalato a Harris i biglietti per il Masters di golf che
si sarebbe tenuto ad aprile. Aveva sempre desiderato andarci.
Gli avevamo preso due biglietti in modo che potesse portarci
un amico. Come abbiamo saputo in seguito, aveva gi programmato
di andarci con Amy l'anno seguente per festeggiare
il suo quarantesimo compleanno. Dato che l'idea ci  venuta
in mente solo all'ultimo, non siamo riusciti a recuperare fisicamente
i biglietti, che avevamo prenotato, cos Carl ha compensato
con una presentazione elegante, che annunciava il dono
come se fosse un premio. Sul biglietto di auguri le lettere spiccavano
davanti all'immagine del campo da golf di Augusta.
Volevamo nascondere il regalo in una giacca verde brillante
come quella che viene consegnata ai vincitori del Masters, ma
non siamo riusciti a trovarne una. Abbiamo dovuto accontentarci
di una giacca a vento verde oliva. Quando gli abbiamo
dato il regalo, Harris ha creduto che la giacca fosse il dono ed
era felice. Gli abbiamo detto di guardare nella tasca interna.
Ha preso il pezzo di carta in mano, si  fermato, poi  scoppiato
a piangere.
L'idea di regalargli i biglietti per il Masters  stata di Carl. 
tipico suo. In un certo senso, in Carl si fondono le qualit di
Amy e di Harris: si prende sempre cura degli altri e al tempo
stesso sembra cavarsela alla grande in tutto ci che fa. Ha il
viso onesto e disponibile di chi ti fa sentire a tuo agio in luoghi
estranei, chiamandoti e invitandoti in mezzo alla folla. Dopo
il college ha iniziato a lavorare come giornalista sportivo, ma
non c'erano sbocchi. Si  dato alla finanza e subito ha raggiunto
incarichi di prestigio, senza nemmeno un master in gestione
d'impresa. Fa sentire i suoi sottoposti utili e apprezzati. E un
gentiluomo. Sta imparando a essere un bravo padre. E non ho
mai visto nessuno pi rapido di lui nell'apprendere le cose. A
tre anni ha imparato le frazioni studiando il contachilometri
della nostra auto che avanzava un decimo di miglio alla volta.
Quando si metteva a contare sembrava in trance, proprio come
oggi, ogni volta che gli chiedo di spiegarmi quello che per
me  un problema di matematica. Pare ricordare ogni minuto
della sua infanzia. La maggior parte dei suoi ricordi sono
positivi, fortunatamente per Ginny e per me, che tendiamo a
ricordarci soprattutto dei nostri sbagli. I suoi ricordi di Amy
- quando la irritava o la esasperava - sono molto divertenti. I
capelli gli stanno diventando grigi.
 il gennaio del 2008. Nel tardo pomeriggio, nella nostra camera
d'albergo a Disney World, Ginny  seduta sul letto con
Bubbies in braccio. Alla fine si  addormentato, dopo aver corso
per un paio d'ore sul prato, allontanandosi da noi ogni volta
che cercavamo di farlo tornare sul passeggino. Quando ero
solo con lui, ieri,  caduto per strada, ha pianto a squarciagola
per un paio di minuti, poi ha insistito perch lo mettessi gi in
modo che potesse continuare a correre nell'aria fredda.  l'inverno
pi gelido che ci sia mai stato nella Florida centrale da
molti anni a questa parte.
Mentre Harris portava Jessie e Sammy allo Space Mountain,
siamo rimasti con Bubs, che ha di nuovo ripreso a correre senza
sosta. James, hai perso il controllo,  la frase che gli ripeteva
sempre Amy. Alla fine si  stancato, e l'ho portato nella
nostra camera, dove si  ripreso e ha corso per un altro po'.
Gli ho dato da mangiare dei pezzi di mela, che erano duri, cos
prima li ho masticati un po'. Infine, si  addormentato.
Jessie era cos agitata per questo viaggio che ha rivelato alle
sue compagne di classe le date in cui i genitori avevano pianificato
di farlo. Quel giorno si d il caso che Amy si trovasse nella
classe della figlia per dare una mano. Anche il preside della
scuola stava facendo visita alla classe. Quando Jessie ha svelato
le date del futuro viaggio, il preside  sembrato sbigottito.
Oh, non puoi andarci in quei giorni, Jessie, ha detto. Sono
giorni di scuola. Amy, cercando di nascondersi dietro uno
dei banchi dei bambini, lo ha salutato con la mano con un gesto
bonario e amichevole.
La luce che proviene dalla finestra  pallida e fredda. La tv
 spenta. Nessun suono arriva dal corridoio dell'hotel. Tutto 
immobile a Disney World. Ginny siede ai piedi del letto con la
schiena rivolta verso di me. Vedo la parte posteriore della sua
testa e la parte superiore di quella di Bubbies proprio sopra la
spalla sinistra di Ginny.
Cominciamo a adattarci alla casa di Amy e Harris. Conoscevamo
la casa solo come una famiglia in visita, abituati a
fermarci ogni volta per un paio di giorni, al massimo una settimana.
Ora  nostra, anche se non ci appartiene, familiare ed
estranea al tempo stesso. Impariamo come chiudere la porta
di vetro fra la cucina e il patio. Impariamo come far funzionare
la lavastoviglie e il termostato. Impariamo dove si trovano
gli attrezzi, le prolunghe, il nastro adesivo e le lampadine.
Conosciamo i diversi cassetti per i vestiti dei bambini, la posizione
dei loro libri e giochi preferiti, come Balloon Lagoon,
Cariboo, The Uncle Wiggily Game e Perfection. Dato che una
delle tante occupazioni di Bubbies  frugare nell'armadietto
dei giochi e rovesciarne il contenuto sul pavimento, spesso
perdendo pezzi fondamentali per giocare, sapere dove si trovano
i giochi  diventato presto di fondamentale importanza.
Ginny gestisce la maggior parte delle cose essenziali. Prepara
gli abiti dei bambini per la giornata, controlla che si lavino
i denti, fa le trecce a Jessie e verifica che ci sia tutto negli
zainetti. Non c' quasi un momento in cui non sia reperibile.
Harris le ha dato il cellulare di Amy, dove Ginny ha registrato
la propria voce nella segreteria. Chiunque chiami, pu sentire
Ginny che dice: Salve, state chiamando il 301.... E poi:
Mimi! - Jessie che ha bisogno di qualcosa nel bel mezzo della
registrazione.
Io faccio tutto il resto, come accompagnare in auto i bambini
ai loro appuntamenti, fare la spesa da Whole Foods o da
Giant. Di tanto in tanto contribuisco con qualche idea. Poco
dopo che Amy  morta, ho istituito la parola del mattino.
All'inizio della giornata, scrivo una parola su un post-it giallo,che attacco sul lato di un portatovaglioli di legno sul tavolo della cucina. Di solito faccio un gioco, chiedendo a Jessie
e Sammy di trovare quali altre parole siano incluse in quella
da me scelta; oppure l'accompagno con un disegno. La mattina
in cui la parola era equestre, ho disegnato un cavallo che
somigliava tantissimo a un cavallo vero. Cerco di scegliere parole
che anche Sammy possa capire ma che non siano troppo
facili per Jessie e, quando riesco a trovarle, che contengano
qualcosa di interessante, come ad esempio una lettera muta.
La prima parola del mattino  stata hotel. Domani dacci
una parola ridicola, Boppo, ha detto Sammy. Il mattino dopo
ho scelto cacca.
Mi sveglio prima degli altri, di solito verso le cinque, per fare
l'unico mestiere di casa che abbia imparato. Dopo aver scritto
la parola del mattino, svuotato la lavastoviglie, preparato
la tavola per la colazione dei bambini e versato i Multi Grain
Cheerios o i Froot Loops o gli Apple Jacks o gli Special K o
i Fruity Pebbles, preparo i toast. Prima tiro fuori il burro per
farlo ammorbidire, poi infilo tre fette di pane bianco Pepperidge
Farm nel tostapane. A me e Bubbies piacciono i toast con
sopra soltanto il burro; Sammy li preferisce con la cannella e
senza i bordi. Quando il timer del tostapane suona, sposto le
fette sui piatti e le imburro.
Harris di solito trascorre met della notte nel lettino di
Bubbies. Quando salgo di sopra, verso le sei, Bubbies  riluttante,
ma basta lanciargli uno sguardo per intenderci. Spalanca
le braccia verso di me. Toast?, dice. Lo tolgo dalle braccia
del padre, lo cambio e lo porto al piano di sotto per concedere
a Harris altri venti minuti di sonno.
Sammy non capisce ci che non pu toccare o vedere. Un tardo
pomeriggio, guardiamo insieme la televisione. Nello spettacolo
compare una madre. La mia mamma non c', dice
Sammy. All'inizio abbiamo provato a spiegargli che Amy continuava
a vivere nei nostri pensieri e ricordi. La mamma 
ancora con noi, gli ho detto. Sammy ha chiesto dove, esattamente.
Ha indicato un punto nell'aria.  l la mamma?. Gli
ho detto di s. Ha indicato un altro punto. E l?. Ho detto di
s. E sempre con noi, ho aggiunto, dovunque. Non possiamo
vederla, ma possiamo sentire il suo spirito. E anche l?,
ha insistito lui.
Mentre Ligaya e Ginny si occupano di Bubbies e Sammy, accompagno
Jessie alla fermata dello scuolabus. E una mattina
grigia e umida e siamo fermi, uno accanto all'altra, a un angolo
della strada di casa. In rapida sequenza, gi dalla collina
ecco arrivare le mamme del quartiere, con i bambini che
corrono accanto a loro. Si improvvisa una partita di calcio
e Jessie si unisce agli altri. La scena pu sembrare piacevole
e normale, a meno che non si noti la strana presenza di quel
nonno solitario.
Con un po' di fortuna, io e Ginny vivremo abbastanza da
vedere tutti e tre i bambini farsi adulti, e Jessie diventare un'adolescente,
fare i capricci per i ragazzi, pestare i piedi e urlarci
che non capiamo nulla, niente. Ma oggi l'aiuto a caricarsi
l'enorme zainetto rosa e il piccolo ombrello con le farfalle rosa,
prima di vederla salire a bordo. Rimango immobile a fissare
lo scuolabus che si allontana, poi auguro alle madri una
buona giornata.
La casa che Amy e Harris hanno acquistato nel 2004 era una
casa giallo sabbia in stile coloniale, costruita negli anni Sessanta,
con un aspetto solido; una casa dove una famiglia pu
pensare di passare un'intera vita. Le pareti spesse, il pavimento
in parquet, i vecchi alberi nel cortile: la quercia, il noce nero,
i pioppi. Anche se era cresciuta in citt, Amy aveva sempre
desiderato una casa nei sobborghi. Harris  cresciuto a Bethesda,
ha frequentato prima la Burning Tree e poi la Walt
Whitman High School, che si trova a meno di un quarto di
miglio dalla casa. Il suo amore per la citt natale si adattava
bene a Amy. Ogni volta che io e Ginny passavamo a trovarli,
telefonavamo a Amy dalla macchina quando eravamo a pochi
minuti di distanza. Lei si faceva trovare davanti alla porta
d'ingresso di colore rosso scuro, tenendo per mano uno o due
dei figli. Sorridevano tutti.
Lavorava come medico solo due giorni alla settimana, per
poter stare con i bambini. La sua casa era come lei: piena di
vitalit, ma anche perfettamente organizzata. Nella cantina
al piano di sotto c'era sempre una scorta di bende, tovaglioli e
bicchieri di carta, filtri per il caff, rotoli da cucina e fazzoletti,
cos come batterie di ogni dimensione. Ancora oggi non abbiamo
finito le scorte di ibuprofene.
Aveva il dono di rendere tutto rito e tradizione, le due qualit
che Yeats desiderava per la figlia nei versi di Una preghiera
per mia figlia. Ha conservato il ricordo dei primi anni di
vita dei figli scattando foto a ciascuno nei loro primi dodici
mesi, incorniciandole e appendendole alle pareti delle loro camere.
I dettagli di compleanni e feste per lei erano importanti:
per Jessie aveva organizzato una festa ispirata al cartone
Dora l'esploratrice, disegnando anche una mappa del tesoro;
per Sammy si era ispirata a Bob aggiustatutto, procurandosi
degli elmetti da manovale. Per la festa del Ringraziamento
che ha preceduto la sua morte, in casa erano radunati diciassette
familiari, fra cui i genitori di Harris, Dee e Howard, la
sorella maggiore di Harris, Beth, e i genitori di Wendy, Rose
e Bob Huber. Alcuni di noi, non troppi, hanno dato una mano
in cucina, tutti supervisionati da Amy. Harris, Howard,
Bob, Carl, John e io abbiamo guardato tutto il football che
ci  stato permesso. E stato il chirurgo delle mani a tagliare il
tacchino, servendosi del proprio talento e di un coltello enorme
e inquietante. Abbiamo occupato i nostri posti a tavola.
Abbiamo sollevato i bicchieri. L'anno precedente Howard si
era dovuto operare a una valvola cardiaca, mentre io ero stato
sottoposto con successo a un trattamento per un melanoma e
un cancro alla prostata. Harris ha brindato alla rinnovata salute
della famiglia.
Lo stoicismo di Harris  silenzioso.  un uomo forte, dotato
di un fisico possente, che non ha difficolt a portare in braccio
tutti e tre i figli su per le scale. Quando lo vedo di spalle, mi
sento triste. Passa in sala operatoria due giorni alla settimana
e dirige il reparto di ortopedia dell'Holy Cross Hospital. A casa,
le'poche ore rimanenti sono dedicate a organizzare gli impegni
dei bambini insieme a Ginny e Ligaya, a giocare con i
figli e a guardare SpongeBob con loro. Fa il bagno ai bambini
e li mette a letto.
Il giorno in cui Amy  morta,  rimasto seduto accanto al
suo corpo in ospedale per un'ora, forse di pi. Ora parla raramente
dei propri sentimenti. Chiacchieriamo di sport e
politica, e siamo d'accordo il pi delle volte su entrambi gli
argomenti. Parliamo molto dei bambini. Ginny mi dice che
quando io non ci sono, e lei e Harris finalmente riescono a sedersi
a cenare in cucina, le si spezza il cuore per lui. Ci dovrebbe
essere sua moglie seduta dall'altra parte del tavolo.
Harris dice che dubita di risposarsi. E autosufficiente e tende
a tenere tutto dentro di s. Sa aggiustare una lampada o un
gabinetto. Sa cucire. Se la sa cavare con fili elettrici e fusibili.
Fa s che altre persone recuperino l'uso delle proprie mani. E
ha fatto tutto ci che  possibile nella sua situazione, incoraggiando
i bambini a parlare di Amy ogni volta che se lo sentivano
e a non trattenere le lacrime. Quando  necessario, lui e
i bambini vanno da una psicoterapeuta specializzata su come
affrontare il dolore. E sempre in contatto con gli insegnanti di
Jessie e Sammy. Ma merita anche una vita propria.
Si pone di fronte a ogni nuova incombenza con un entusiasmo
in grado di risollevarti il morale, e nei momenti di cedimento
cerchiamo di tenerci a galla a vicenda. Una sera di
febbraio, Jessie e Sammy hanno avuto un tracollo nervoso prima
di andare a letto. Io e Ginny sedevamo in salotto, ascoltando
la voce ferma di Harris fra un pianto e l'altro dei bambini.
Alla fine si sono calmati. Harris  sceso ed  rimasto a fissare
il vuoto, con lo sguardo rivolto verso il suo computer portatile.
Ascolta, gli ho detto, andando verso di lui. Noi non supereremo
mai tutto questo. E un dato di fatto. Ma i bambini
ce la faranno. Te lo prometto. L'ho gi visto accadere.
Sono un uomo di scienza, mi ha detto.  difficile per me
rapportarmi con cose che non sono fatti.
Harris si arrangia, diceva di solito Amy, trasformando la capacit
del marito di adattarsi a situazioni scomode o difficili
in una sorta di difetto. Harris contraccambiava prendendola
in giro per il suo perfezionismo. Una volta, quando Carl gli
chiese se a Amy piacesse il nuovo sistema di pay-tv e internet,
Harris disse: A lei non piace nulla. Mi raccont che aveva
stabilito il record nordamericano per le richieste pi particolareggiate
da Starbucks. Gli ordini variavano a seconda delle
stagioni. D'inverno chiedeva un caffellatte triplo scremato
al gusto di pan di zenzero. D'estate un caff americano con
ghiaccio nel bicchiere grande con panna e quattro dosi di sciroppo
di vaniglia senza zucchero.
Era prevedibile. Quando Amy non aveva pi di tre anni,
e ci fermavamo da McDonald's durante un viaggio, voleva
sempre l'hamburger semplice. Siccome gli hamburger semplici
non erano previsti fra i miliardi di hamburger preparati da
McDonald's ogni giorno in tutta l'America, passavano qualcosa
come venticinque minuti prima che il fast food ne preparasse
uno.
Sai, Amy, quando ero una bambina come te....
Oh, pap!, diceva lei, stufa di quella battuta.
Una volta eravamo in viaggio da Cambridge, dove insegnavo
a Harvard, diretti a New York; era il giorno prima del Ringraziamento,
pertanto ci stavamo impiegando pi del solito.
Dopo un'interminabile attesa per l'hamburger, Amy volle anche
una fetta di torta di mele del McDonald's. E cominci anche
a perdere parecchio tempo per gustarsela. Sbrigati, A,
le dissi. (La chiamavamo A). Gett la torta nella spazzatura.
Quando arrivammo a casa dei miei genitori, mio fratello pi
giovane, Peter, le chiese se il viaggio fosse andato bene. Pap
non mi ha lasciato finire la torta, rispose lei.
Amy e Harris potevano prendersi in giro a vicenda senza
pericolo perch erano come una coppia affiatata di tennisti.
Nessuno dei due aveva bisogno di controllare dove l'altro fosse
sul campo. Qualche anno fa, un sabato sera, io e Ginny abbiamo
tenuto i bambini mentre loro andavano a una cena di
beneficenza dell'ordine dei medici. Non avevano quasi mai il
tempo o la forza di uscire, o vestirsi eleganti, anche se, come
la maggior parte dei genitori giovani, sembravano infaticabili. Prima di andarsene, si erano fermati entrambi in corridoio.
Erano stupendi. Un'altra volta, siamo venuti da Quogue
per prenderci cura dei loro tre figli. Bubbies aveva undici mesi.
Amy e Harris partivano per le Bermude con Liz e James
Hale, amici di lunga data, dai tempi della facolt di medicina.
Quando sono tornati, dopo quattro giorni, io e Ginny eravamo
accasciati sul divano componibile, a stento in grado di
parlare. Li abbiamo accolti canticchiando una canzone in voga
quell'anno, cambiando le parole: Hanno provato a mandarci
in rehab. Abbiamo detto s, s, s!.
Ginny ha insegnato alla materna e alle elementari a Cambridge
e a Washington durante i primi anni del nostro matrimonio.
Ora fa volontariato nelle scuole, come faceva Amy. Aiuta Jessie
con i compiti a casa. Le osservo al tavolo della cucina, chine
su un libro, e origlio la loro conversazione sottovoce. In
che modo la crisalide si protegge contro i predatori?, chiede
Ginny. Si scuote per spaventarli, risponde Jessie.
Faccio i cruciverba con Jessie, mentre Sammy continua a
farmi domande sugli animali e le stelle e i pianeti. Alla maggior
parte, non sono in grado di rispondere. Come sono i pomeriggi
su Giove?, mi chiede. Devo controllare.
Spesso a confondermi  un'altra caratteristica dei bambini
che avevo dimenticato: non rispettano assolutamente la
sequenzialit dei pensieri. Rispondendo a una delle loro interminabili
domande, mi addentro il pi possibile, per esempio,
nella spiegazione di cosa sia un'eclissi solare, ed ecco che
Sammy mi chiede: Qual  il numero pi grande del mondo?.
Contemporaneamente Jessie mi domanda: Quanto diventer
alta, Boppo?. E poi Sammy: I marlin hanno le labbra?.
Cos, quando la Luna si muove fra la Terra e il Sole....
Di cosa stai parlando, Boppo?.
Bubbies  in fase di apprendimento: da una parola  passato
a due, poi a frasi con due, tre e pi parole. Alcuni dicono che i
bambini imparano a parlare per raccontare storie che sono gi
dentro di loro. Una delle prime parole che Bubbies ha imparato
 stata torna. Voleva rassicurazioni che quando uno di noi
lasciava la casa, o anche solo una stanza, sarebbe tornato. Ha
sempre usato frasi di una sola parola a proprio vantaggio, dato
che il suo vocabolario  costituito principalmente di riferimenti
a cose che gli piacciono: il tosaerba, la stufa, gli uccelli,
le banane. Le singole parole soddisfano la sua vena dispotica.
Fuori significa: Portami a fare un giro, Boppo!.
L'insegnante di prima elementare di Jessie, Coleen Carone, mi
ha invitato in classe alla Burning Tree per parlare di scrittura.
Miss Carone  giovane e alla moda, con occhi guizzanti e vivaci.
Chiama i bambini cuccioli. Jessie mi presenta ai suoi
compagni di classe, che siedono con le mani giunte sul banco
e mi lanciano un'occhiata veloce. Lui  mio nonno. Noi
lo chiamiamo Boppo. I bambini parlano dei racconti a cui
stanno lavorando. Comincio a sospettare di essermi messo in
qualcosa che va oltre le mie capacit.
Come si sviluppa un personaggio?, mi chiede Miss Carone.
Con un po' di impaccio cerco di rispondere, parlando
di questioni come coerenza e variabilit nel delineare un personaggio.
Pi provo a temperare il mio linguaggio, pi suono
confuso. Il mio discorso viene accolto con sguardi gentili.
Jessie  orgogliosa di me comunque, e sta al mio fianco. Miss
Carone mi guarda con aria allegra, come per dire: Non si
preoccupi. Ce la caveremo. Chiede ai bambini di pensare a
un personaggio principale, maschio o femmina, e poi elencare
le sue qualit:  fedele, geloso, scortese, coraggioso, generoso.
Ogni bambino si alza in piedi davanti alla classe per rispondere
alle domande. Arthur ha scelto un supereroe.
C' qualcosa che volete chiedere a Arthur?, domanda
Miss Carone agli altri.
Il tuo supereroe dice la verit?, chiede una bambina.
Arthur ci pensa e dice di s.
Sempre?, chiede la bambina.
Alla fine di febbraio, tengo una conversazione letteraria con
Alice McDermott come parte di una serie di incontri al 92nd
Street Y di New York, dove intervisto gli scrittori sul loro lavoro.
Io e Alice sediamo su delle poltroncine posizionate una
di fronte all'altra su un grande palco di un auditorium. Centinaia
di persone guardano verso di noi. Di solito mi sento a
mio agio in questo genere di eventi, pi che in situazioni sociali
meno formali, perch quando sei al centro di un evento
pubblico  come se fossi da solo. Ma visto che  la mia prima
apparizione in pubblico dopo la morte di Amy, mi sento teso
e fuori luogo. La gentilezza e la premura di Alice mi aiutano a
rimettermi a mio agio.
Parliamo di Dopo tutto questo, il romanzo sulla famiglia
Keane, il cui figlio muore in Vietnam. Il romanzo si concentra
non sulla morte, ma piuttosto sul dolore della famiglia che
mette a dura prova la loro fede in Dio. Chiedo a Alice che cosa
c'entri Dio con questo. La vita non  solo una questione di sorte,
buona o cattiva? Mi risponde che dobbiamo credere nell'onnicomprensiva
buona volont di Dio. Anche quando affrontiamo
un dolore insopportabile, dice, accadono piccole cose che
ci rendono in grado di sopportarlo. John e Mary Keane affrontano
la pi grande tragedia che possa investire una coppia,
eppure accadono cose nella loro vita che li riportano a momenti
di gioia. Alice attribuisce tali momenti alla benevolenza di
Dio. Non so dire se si accorga che io non la penso cos.
Ogni volta che mi coglie l'ispirazione, mi lancio nell'Inno
nazionale di Boppo, il cui esordio risale a due anni fa, a
Bethesda, ed  subito parso un grande successo grazie all'esuberanza
del compositore:
Boppo il Grande!
Boppo il Grande!
Quando arriva Boppo il Grande?
Spero che non tardi!
A volte Sammy cambia l'ultimo verso in Spero che non puzzi!,
lasciando intendere che l'adozione dell'inno non sar universale.
Quando gli dico che ho intenzione di insegnare l'inno
all'intera scuola, sembra esterrefatto. Davvero? Ma ci sono
cinquecento bambini nella scuola!.
Gi! Pensaci!, gli dico. Cinquecento bambini tutti a cantare
Boppo il Grande. Ne sarai cos orgoglioso. E poi tu adori
quella canzone!.
La odio!, dice lui. La canto solo per farti felice. Lo afferro
e canto Il tamburo che ride, un'altra canzoncina che mi
sono inventato, dove mi diverto a fargli tum-tum con il dito
sulla pancia e il solletico per farlo ridere.
Anche Amy si inventava delle canzoni per i bambini. Di solito
canticchiava o ripeteva scandendo:
Piccolo, piccolo Sammy, che spasso.
Piccolo, piccolo Sammy, ma buffo.
Piccolo, piccolo Sammy, carino.
Con quelle ditone sul piede piccino.
Secondo Carl ma buffo era un'espressione un po' traballante
dal punto di vista linguistico e Amy avrebbe dovuto aggiungere
un che per migliorare grammaticalmente la frase.
Amy gli rispondeva dicendogli quanto apprezzasse la sua critica
costruttiva. A me la canzoncina sembrava carina, anche
se, come le dissi, sentivo che non aveva la magnificenza di un inno.
Poco prima che Jessie nascesse, Amy chiese a me, Ginny, Dee
e Howard in che modo volevamo che i suoi figli chiamassero
i nonni. Tutti gli altri scelsero qualcosa di sensato. Ginny
scelse Mimi, come sua nonna. Io scelsi El Guapo - in spagnolo
il bello - il nomignolo con cui veniva chiamato un disastroso
ex lanciatore di rilievo dei Red Sox. In quanto tifoso
degli Yankees, adoravo l'incapacit di El Guapo. Amy disapprov
il nome, ma lasci correre. I fatti giocarono a suo favore.
I bambini non riuscivano a pronunciare El Guapo, che cos
divenne Boppo. Una storia cos triste, disse Amy. Voleva
fare la parte di quello bello e invece si  ritrovato con un nome da clown.
Tuttavia, ci sono anche dei vantaggi in questo nome. Una
mattina Jessie stava ascoltando Nobody's Perfect da Hannah
Montana a un volume assordante. Abbassa, Jess, le ho detto.
Jessie ha obbedito riluttante, girando la manopola del telecomando
di un centesimo di millimetro. Le ho lanciato
un'occhiataccia. Ha girato la manopola ancora meno. Abbassa,
Jess!. Si  diretta a passi pesanti verso il lettore CD, lo
ha spento con un teatrale scatto della mano ed  corsa infuriata
al piano di sopra, senza pi rivolgermi la parola per quasi
tutto il resto del giorno. Se l' presa anche con una sua amica.
Che cos'hai?, ho sentito che le chiedeva Harris. Sono arrabbiata
con Boppo!. Per quanto tempo si pu essere arrabbiati
con uno che si chiama Boppo?
Nessuno in questa famiglia vuole giocare a Twister con me?.
Jessie  in piedi davanti al divano nella sala tv dove Ginny,
Harris e io siamo seduti. Ginny e Harris rimangono in silenzio.
Non c' mai nessuno in questa famiglia che vuole giocare
a Twister con me?. La voce  lamentosa, i palmi rivolti verso
l'alto come un predicatore evangelico. Da Ginny e Harris non
giunge una sola parola o un gesto. Giocher io con te, Jess,
dico, scordandomi del perch Twister si chiami cos. Harris
ridacchia malignamente. Oh grazie, Boppo!, dice Jess. Sei
l'unico in tutta questa famiglia che gioca sempre con me!.
Carl mi viene a prendere a casa e andiamo al Verizon Center,
nel centro di Washington, per assistere a una partita di basket
di Georgetown. Uno dei lati positivi della nostra nuova vita 
che io e Ginny abbiamo pi occasioni di vedere lui, Wendy e i
ragazzi. Mi racconta che Amy aveva chiamato Wendy il mercoled
prima di morire e le aveva lasciato un lungo messaggio
in segreteria. Ho conservato il messaggio di A, dice. Ti va
di sentirlo?. Rispondo di no. Capisco, dice. Ma se cambi
idea, fammi sapere. Il messaggio  cos tipico di Amy. Stava
comprando i regali di Natale per Andrew e Ryan, ma mentre
parlava si  resa conto che i ragazzi avrebbero potuto ascoltare
il messaggio. Cos cercava di far capire a Wendy quali fossero i regali senza rivelarlo. E parecchio divertente. Non
 triste. In realt mi fa sentire bene ascoltarlo. Gli dico grazie, ma no.
Io, Carl e John abbiamo passato il giorno successivo alla morte
di Amy insieme sul patio della casa di Bethesda a piangere.
Abbracciati l'uno all'altro, abbiamo formato un cerchio, come
dei paracadutisti, con i vestiti che sventolavano nell'aria. Non
ricordavo di averli pi visti piangere da quando erano molto
giovani. Non saprei dire se i miei figli mi avessero mai visto
piangere, a parte in occasioni sentimentali. A John le lacrime
si erano fermate sulle guance; somiglia tantissimo a Carl, anche
se ha lineamenti pi marcati. E spiritoso e sarcastico, come
la sorella, ma le sue battute sono pi mirate. Ha fiuto nello
stanare le cazzate culturali e scimmiotta i luoghi comuni con
voce squillante e derisoria. Io e Ginny ci affidiamo ai suoi giudizi
per valutare i film che escono. Come Carl,  gentile con gli
altri. E come Carl,  un fanatico di sport, e rischia di spaccarti
il televisore tutte le volte che un giocatore butta via la palla
o l'arbitro prende una decisione sbagliata. Sono molto uniti
fra loro, come lo erano con Amy. Lei era di quasi tre anni pi
giovane di Carl e nove pi grande di John, e la sua forza di carattere
sembrava in qualche modo tenere a bada entrambi i
fratelli. Il problema di una famiglia unita  che anche la sofferenza
viene vissuta insieme. Sono rimasto l fuori, al freddo,
con i miei due figli, stringendo fra le braccia le loro spalle da
uomini.
La morte di Amy ha reso apprensivi i figli di Carl. Dopo
aver visto che  possibile perdere la madre, si agitano quando
Wendy non  in casa e domandano in continuazione dov'
e quando torna. Fissano la finestra. Rimuginano su Amy. Mi
piacerebbe poter saltare fino in cielo, ha detto Ryan, il figlio
di tre anni di Carl, rivolgendosi al padre. Ryan  grande per
la sua et: quando  nato pesava poco meno di quattro chili e
mezzo, e da allora  cresciuto al ritmo di un gigante. A volte
pensa a s stesso come a un supereroe dai poteri speciali. Perch
vuoi saltare fino in cielo?, gli ha domandato Carl. Mi
piacerebbe saltare fin lass per afferrare la zia Amy e riportarla
qui, ha risposto.
N Wendy n Amy avevano sorelle, ma per ognuna delle due
 stato come trovarne una. Era divertente sentirle ridere e
complottare. Se le osservavi di spalle mentre camminavano,
sembravano gemelle: stessa altezza, stessa corporatura,
le teste inclinate una verso l'altra. Wendy ha messo la famiglia
al primo posto, sopra il lavoro, come aveva fatto Amy,
e dopo la nascita dei figli ha rinunciato a un ruolo di capo
analista in politica di ricerca sanitaria. Come Amy,  una
persona schietta, che risponde a una domanda senza troppi
giri di parole. Come Amy, sa rimettermi al mio posto: un'estate
mi ha regalato un'edizione speciale di Trivial Pursuit
chiamata So tutto io. Fra loro, per, c'erano anche abbastanza
differenze da rendere l'amicizia interessante. Nell'elogio
funebre Wendy ha raccontato la storia della reazione
divertita e sarcastica di Amy di fronte alla carta ecologica
che Wendy usava in casa. Con loro, quel giorno, c'era anche
Risa Huber, la cognata di Wendy. Era stata lei a prendere in
mano un foglio di quella carta per vederlo subito sfaldarsi
fra le dita. Ma cos' questa roba?, aveva chiesto Risa.
Ottima domanda, aveva commentato Amy. Quando Amy
 morta, Wendy ha detto a Carl: Siamo tutti arrabbiati. Ma
nessuno  pi arrabbiato di A.
Ci sono cose che io non voglio sapere e cose che Ginny non
vuole sapere. I medici che abbiamo consultato dopo la morte
di Amy hanno espresso opinioni differenti quel tanto che
basta da lasciare spazio all'angoscia. Ginny vuole continuare
a indagare per arrivare a una risposta pi precisa. Io ho molti
pi dubbi. Non mi va di sentire quanto fosse straordinaria
e rara la condizione di Amy, e quanto sia ancora pi raro che
qualcuno possa morirne. Un cardiologo con cui ho parlato poco
dopo la morte mi ha detto senza mezzi termini che le probabilit
che qualcuno nasca con una struttura cardiaca come
quella di Amy sono molto basse, e che l'anomalia non  quasi
mai letale. Scoprire con certezza se la morte di Amy riguardi
solo un caso su un milione o un trilione di persone non farebbe
che accrescere la mia rabbia.
D'altro canto, Ginny non ha voluto vedere la bara aperta
prima del funerale. L'impresario delle pompe funebri ci aveva
chiesto se volessimo che la bara rimanesse aperta, e non avendo
pratica per questo genere di scelte io e Harris gli abbiamo
detto di s; limitatamente a una visita prima delle esequie, per,
e non durante la funzione. Harris, Carl, Wendy, John, io
e gli Hale, gli amici di Amy e Harris, abbiamo visitato la camera
mortuaria. Ginny non ha voluto. Non voleva che quella
fosse la sua ultima immagine di Amy. Forse aveva ragione.
La figura nella bara - con i capelli come li portava Amy, e il
suo nuovo vestito marrone preferito, con uno scialle marrone
e rosso - non aveva nemmeno la parvenza di nostra figlia. Uno
per uno ci siamo avvicinati per salutarla. Mosso dall'abitudine,
le ho accarezzato i capelli.
Harris ha comprato a Sammy un sacco da boxe, un sacco pesante
della Everlast, che pende dal soffitto della sala giochi appeso
a delle catenelle. Quando Sammy non lo usa, lo uso io.
Io e Ginny ci siamo incontrati alle scuole medie, e ci conosciamo
da pi di cinquant'anni. Stavo ridendo rumorosamente
con i miei amici, quando sollevai lo sguardo dal banco e vidi
la nuova arrivata, la prima tredicenne elegante che si vedesse
dai tempi della monarchia inglese. Eppure per molti versi  ancora
un mistero per me. Non  per niente vanitosa. Quando la
interrogo sull'argomento, mi dice semplicemente: Ho avuto
la fortuna di essere nata con un bel viso. Quella che potrebbe
sembrare un'affermazione arrogante o un'illusione in altre
persone, in lei  la constatazione di un dato di fatto. Ha un
bel viso, del genere che avrebbe colpito un regista degli anni
Trenta o Quaranta. Non  un bel viso da sirena, o da ragazza
innocente;  un volto consapevolmente virtuoso, sul quale si
leggono qualit come competenza, resistenza e accettazione di
ci che la vita le ha riservato, insieme a una velata sensualit:
il volto di una buona moglie e madre. Claudette Colbert aveva
un viso simile, e anche Joan Fontaine e Irene Dunne. Ginny 
pi bella di loro. Riconoscendo la propria bellezza, Ginny ne
sminuisce l'importanza. La vanit  qualcosa che non appartiene
alla sua vita.
Non ha mai fatto lifting, plastiche o trattamenti di botulino.
I capelli e le unghie, dice. Ecco dove sono vanitosa.
Che sta a significare che, quando ha tempo, lo dedica a quello.
In questi giorni ci capita di parlare delle concessioni che uno
fa a s stesso, perch adesso non ci sono permesse. Prima che
Amy morisse, la decisione principale che dovevamo prendere
durante la giornata era dove pranzare. I nostri amici vivono
potendo scegliere, dice. Io che scelta ho?. Pronuncia questa
domanda con una sorta di soddisfazione, nonostante l'orrore
che l'ha causata.
Penso che tutta la mia vita mi abbia condotto a questo momento,
mi dice. Quando Carl  nato, mi sono sentita come
se finalmente fossi me stessa, diventando madre.  la cosa che
amo fare. So chi sono. Le sue decisioni materne sono estemporanee,
come quelle di un atleta. Quando Bubbies inizier la
scuola, sar lei ad accompagnarlo ogni giorno, e non lascer il
compito a Ligaya, perch sa che, per quanto Ligaya sia brava,
Mimi sar ci che di pi simile a una madre potranno avere
d'ora in poi Bubbies, Jessie e Sammy. Non mi dispiace, dice.
E nessuno di noi due ce l'avrebbe fatta in questa situazione
se non avessimo avuto modo di goderci il tempo prima che
Amy morisse.
Ha i suoi sfoghi. Scrive poesie di tanto in tanto e si diletta
di fotografia. Ha fondato un club del libro con Meredith Brokaw,
formato da una ventina di donne magnifiche che si sono
sempre tenute in contatto con lei dopo la morte di Amy. Durante
una festa di compleanno che le hanno organizzato a sorpresa,
i loro brindisi sono stati divertenti e commoventi, e allo
stesso tempo hanno rappresentato un tributo all'altruismo di
Ginny. Come Amy, Ginny alimenta queste amicizie perch sa
ascoltare. Se una delle amiche le racconta qualcosa di buono
o cattivo, Ginny non cerca mai di sovrapporsi con una propria
storia, in quella specie di inutile competizione in cui tanta
gente spesso si lancia, ma si concentra sulla persona che in
quel momento le sta chiedendo attenzione. Avevo sempre pensato
all'altruismo come a una qualit che si impara, ma in lei
sembra far parte del codice genetico. E adesso, nel dolore, 
come se Ginny navigasse nel proprio elemento. Sto facendo
la vita di Amy, dice disperata, eppure, in un certo senso, a
proprio agio. Dopo quarantasei anni di matrimonio, a causa
della pi dolorosa delle ragioni, sto iniziando a conoscere
mia moglie.
Tornato a Quogue, mi incontro con Kevin Stakey, il muratore
che io e Ginny abbiamo assunto per trasformare il garage in
una casetta dei giochi per i nostri nipotini. Volevamo un posto
dove potessero dipingere, lavorare con l'argilla, giocare con le
automobiline, trasformare i Transformers e sfidarsi a carte in
giochi come Uno e Battaglia. L'avevamo pianificato la scorsa
fine estate, coinvolgendo anche Amy, Harris, Carl, Wendy e
John. Dopo la morte di Amy, portare a termine questa casetta
 stato terapeutico per me. L'ho fatto nella speranza che Amy
avrebbe approvato. E stato il mio modo per riportarla in vita.
Siccome non riuscivo a capire perch fosse morta, ho cercato
di rendere le altre cose meno confuse. Ho ripulito gli armadietti
pieni di cianfrusaglie, dato ordine a un caotico scaffale
pieno di CD e rimosso dalla zona del cortile le edere che lo
infestavano.
Kevin ha superato da un pezzo i quaranta e ha un fisico solido
come una di quelle cime che si usano per legare le navi ai
moli. Ha la testa grossa, i baffi e una barba spessa come una
spazzola da scarpe che gli copre il mento. Anche se  pi basso
di me, sul metro e sessanta,  largo il doppio. Quando ci stringiamo
la mano, la mia scompare nella sua. Ha accolto la notizia
della morte di Amy come se avesse conosciuto mia figlia
personalmente. Gli dico che, a causa delle mutate circostanze,
non star pi tanto spesso da queste parti. Molte decisioni riguardo
alla casetta dovr prenderle da solo.
Nessun problema, dice.
Ovviamente, se farai casini, ti far rifare tutto da capo.
Nessun problema.
E non farmi brutti scherzi col telo degli Yankees che copre
il barbecue, gli dico.  un regalo di Natale di Harris. Dato
che Kevin  un fan dei Mets, ha minacciato di sciogliere i lacci
in modo che il vento se lo porti via.
La costruzione della casetta  andata avanti senza bisogno
di grande aiuto da parte mia. Kevin ha trasformato il garage
ripartendo dalle vecchie travi dell'edificio originale, rivestendole
di cartongesso, rifacendo le vecchie finestre e sostituendo
il pavimento di cemento rotto e sporco con un rivestimento di
legno lucido. Una volta terminato, gli ho detto che il marrone
del legno era troppo arancione. Puoi sistemarlo?.
Nessun problema, ha detto.
Dimmi, Kevin. Se ti chiedessi di girare la casetta al contrario,
in modo che i bambini possano entrare dal tetto, sarebbe
un problema per te?.
Nessun problema, ha detto. Ha carteggiato il legno trattato
del pavimento fino a ottenere il colore pi scuro che volevo.
Abbiamo conosciuto Harris a Quogue, poco prima che lui e
Amy si fidanzassero. Amy aveva avuto uno stuolo di ragazzi
al liceo e all'universit, e uno di questi era stato un fidanzato
serio: un atleta dai modi amichevoli e rilassati che si era
trovato immediatamente a proprio agio con noi. Ci piacevano
lui e la sua famiglia, ed era facile immaginarsi Amy sposata
con lui come una naturale estensione di una relazione in
cui tutto sembrava funzionare. Ma qualsiasi minimo pensiero
rivolgessi al futuro, mi suggeriva che il loro non sarebbe stato
un matrimonio fra due persone che si sarebbero migliorate
l'un l'altra o provocate con profitto o messe in guardia a vicenda
verso le sorprese, le follie, i piaceri e le tragedie del mondo.
Non mi spinsi mai tanto in l da immaginarli con dei figli.
Invece, quando Harris entr nella vita di Amy, e nella nostra,
vidi in lui un marito, un padre e un uomo pienamente
cresciuto. A me, Carl e John apparve subito come uno di noi;
c'era in lui per dell'altro, un mondo interiore segreto. Le persone
eccezionali sono a volte bizzarre.
Harris sembrava aver limato gli spigoli delle sue eccezionali
qualit in modo da impedire loro di risultare offensive
agli altri o di isolarlo in s stesso. Rivedo qualcosa di simile in
Sammy, mentre si sforza di trovare una via di mezzo fra i suoi
momenti di silenzio e quelli di divertimento. Harris  entrato
in casa nostra senza portare un pezzo perfettamente combaciante
del puzzle, piuttosto un'estensione eccentrica al tutto.
Wendy aveva avuto lo stesso effetto su di noi un anno prima.
Non che tutto questo abbia impedito agli uomini della nostra
famiglia di trasformare l'arrivo di Harris in un'occasione
per coinvolgerlo nei nostri scherzi. Lo abbiamo coinvolto nelle
nostre trasandate, ma non per questo meno brutali, partite
di basket due contro due, nelle quali Harris si  fatto valere sia
in termini di trasandatezza che di brutalit. Poi  arrivata la
domanda fatidica. Carl era un fan accanito di Patrick Ewing,
il centrale dei New York Knicks. Ha chiamato il suo labrador
Ewing. Amavo quel cane, ma ero convinto che Ewing, l'essere
umano - che passava la palla ai compagni di squadra solo per disperazione o se sbagliava -, fosse il motivo principale
per cui i Knicks non avevano vinto nemmeno un campionato
in tutto il periodo in cui lui aveva giocato con loro. Senza dichiarare
le nostre posizioni agli antipodi, chiedemmo a Harris
che cosa pensava di Patrick Ewing. Ci guard entrambi, prima
l'uno e poi l'altro, poi rivolto a me disse: Terribile. E a Carl:
Una superstar.
Una sera d'estate del 2007, Harris arriv a casa nostra a Quogue
con Sammy e Jessie. Amy ci stava mettendo un po' di pi,
perch era in auto con Bubs. I due bambini pi grandi corsero
dentro e io e Ginny li accogliemmo inginocchiati con abbracci
e grida di gioia. Solo dopo qualche istante mi resi conto che
anche Harris era l, in piedi. Sollevai lo sguardo. Non ti preoccupare,
mi disse.
Harris mantiene il controllo delle proprie emozioni, della famiglia,
del lavoro, dei figli, perch deve. Ma ogni tanto lo
sforzo trapela. Un giorno un bicchiere  caduto sul pavimento
della cucina finendo in frantumi. Ho iniziato a raccogliere
i pezzi pi grandi per rendere pi facile aspirare i pi piccoli.
Mi ha intimato di uscire dalla cucina e lasciare che pulisse lui
il pavimento. Harris non alza mai la voce. Forse, come chirurgo
delle mani, si  preoccupato che potessi tagliarmi, ma quella
piccola crisi mi ha dato piuttosto l'impressione che cercasse
di affermare la sua autorit; non per mancanza di fiducia in s
stesso, ma come modo per tenere in piedi la propria vita.
Tuttavia, la presenza di un altro uomo in casa sua, uno che
come lui  abituato a fare le cose a modo proprio, non pu fare
a meno di sfidarne l'autorit, anche se non l'ho mai fatto
di proposito. Non voglio rappresentare un'ulteriore fonte
di pressione su di lui. E anche se mi  capitato di sentire il bisogno
di dire la mia, sarebbe stato inutile, perch Harris  in
grado di affrontare da s la maggior parte dei contrattempi.
Soltanto la prima settimana dopo la morte di Amy ha fatto affidamento
su di me perch lo aiutassi a gestire il funerale e la
sepoltura. Poi,  stato quasi visibile il processo con cui ha cercato
di indossare una corazza e calarsi nella parte.  sempre
stato robusto, anche se mai grasso, ma negli ultimi due mesi
avr perso dieci chili. Ha ridotto il caff al mattino. Con mio
rammarico, ha smesso di mangiare toast.
Come per tutti noi, il dolore fa da cornice a ogni sua attivit,
e il modo di Harris per mostrare i suoi sentimenti  farsi
molto silenzioso, come se stesse meditando su qualcosa. Gli
dico che se mai volesse confidarsi, sarei felice di ascoltarlo.
Apprezza l'offerta, ma risponde: Cosa c' da dire?.  vero,
ma non del tutto. Catherine Andrews, la psicoterapeuta dei
bambini, si occupa anche di adulti che hanno subito un dolore.
La mia idea  che Harris si rivolger a lei prima o poi, probabilmente
poi.
Anch'io potrei consultare Catherine, dal momento che la
rabbia e il vuoto restano i miei principali stati d'animo, soprattutto
quando sono lontano da Ginny e dai bambini, da
solo nella nostra casa di Quogue. Quello che mi trattiene dal
cercare l'aiuto di Catherine  che, a differenza di altri problemi
psicologici, ci che  successo a Amy, e a tutti noi,  reale.
Il mostro  reale. E anche se esistono strategie per aiutare
me e Ginny a stare un po' meglio, invece che un po' peggio,
non riusciremo mai a sentirci di nuovo totalmente bene. Nessuna
analisi o terapia cambier le cose. Penso che anche Harris
ne sia consapevole. E abituato a stare solo, ma non avrebbe
mai potuto prevedere l'intensit della sua solitudine attuale.
Fa male e lo confonde. Pu apparire enigmatico perch adesso
si rende conto che il corso della propria vita - non diversamente
da come succede a Ginny - lo ha preparato a vivere senza
quella che per lui era una delle fonti principali di felicit, facendo
di Harris un enigma per s stesso.
In un raro momento di pace, un pomeriggio di marzo, siedo
sul divano verde nella sala giochi al piano di sotto, rileggendo
Turista per caso di Anne Tyler. Sono circa le quattro e mezza
e la luce del giorno  svanita. Jessie scende e mi chiede perch
sono cos silenzioso. Sto leggendo, le dico. Prende uno
dei suoi libri dal tavolino e si siede accanto a me, stendendo le
sue lunghe gambe sulla parte anteriore del divano. Restiamo
seduti in silenzio, a leggere, a un paio di metri da dove Amy 
crollata a terra ed  morta. Alzo gli occhi di tanto in tanto, per
poi tornare al mio libro.
Sammy piomba al piano di sotto e vuole sapere dov' finito
il suo vestito da cavaliere. Sorprendentemente, rintraccio il
vestito, che  composto da un paio di pantaloni argentati, una
cotta di maglia, uno scudo, una spada e un casco con la visiera.
Sammy lo indossa subito, abbassa la visiera e sfila avanti e
indietro di fronte al divano.
Jessie abbandona il libro e mette a tutto volume nello stereo
una canzone di High School Musical 2. Balla davanti al
divano mentre Sir Sammy procede marciando. Bubbies scende
le scale, seguito da Ligaya. Anche Bubbies si mette a ballare.
Bubbies  affettuoso con me. Fra gli adulti di casa occupo solo
il quarto posto nei suoi affetti, dopo Harris, Ginny e Ligaya, e
continua a considerarmi, piuttosto a ragione, come un animatore
dilettante. Ma con il tempo ha capito che so fare alcune cose,
oltre a preparare i toast, e finch continuo a stare al mio posto
e a eseguire i pochi compiti di cui sono capace, tutto va bene.
Adoro la sua voce. Parla nel modo in cui mi immagino che
Paul Newman parlasse da bambino - con un lieve suono roco
- e ogni sua frase  pronunciata come se fosse un comando.
Anche le domande sono perentorie. Ha un buon orecchio,
e pronuncia tutte le sillabe anche delle parole pi lunghe, come
cioccolato. Spesso sembra un europeo del Sud che sta cercando
di imparare l'inglese: dice cioc-co-la-to, dando la stessa enfasi
a tutte le sillabe. Chiama sua sorella Jes-si-ca. Gli dico:
Jessica condivide la sua acqua con te. Come si dice, Bubs?.
Grazie, Jes-si-ca, risponde.
Ginny si acciglia quando vede che lo faccio scalmanare, ma
faccio quello che ho fatto con Carl, Amy e John. Facciamo il
gioco del bambino a testa in gi, che non  altro che quello
che dice il nome. Lo tengo a testa in gi sopra il letto e lo faccio
oscillare tenendolo per le caviglie. Facciamo anche il gioco
del bambino volante: mi sdraio di schiena sul letto con le
gambe sollevate e lo tengo in equilibrio con le piante dei piedi.
E ci sono anche le formiche, che  il modo per definire un
rapido solletico. Gli attacchi di solletico sono accolti volentieri,
tranne quando  indaffarato in altro, come arrampicarsi sul
divano per saltare gi o pulire il pavimento trascinando il tubo
dell'aspirapolvere. Se durante una qualsiasi di queste missioni
lo afferro per fargli le formiche, si mette a protestare
- No, Boppo! - come per ricordarmi che lui non  un giocattolo.
Se faccio il bravo e non c' nessuno di meglio in giro,
mi sale sulle gambe e mi prende il viso fra le mani.
Ecco un libro per Bubs. Little Fur Family di Margaret Wise
Brown. I disegni di Garth Williams sono nebulosi, con colori
tenui e soffusi.  la loro essenzialit a renderli vivi: la casa
sull'albero della famiglia degli animali pelosi, con le tendine
alle finestre, le persiane verdi, la porta rossa con il tettuccio
verde; il vicino torrente con i pesci sereni; i membri della famiglia,
che sembrano orsi con alcune parti di riccio. Bubbies
contempla le immagini mentre leggo il passaggio in cui il piccolo
della famiglia degli animali pelosi starnutisce e sveglia il
nonno, che vive in un tronco d'albero cavo. Il nonno ha l'aria
spettinata, gli occhi intorpiditi, il pelo grigio arruffato. Bubbies
fissa il disegno, poi me.
Il nonno emerge dal tronco e dice: Salute, nipotino mio,
ogni volta che starnutisci... Ecci!, e il piccolo animale peloso
dice: Salute, nonno e si addentra nel bosco scuro e soleggiato.
A Bubbies piace la frase con cui inizia il libro: C'era
una piccola famiglia di animali pelosi, calda come un toast.
La parola del mattino di oggi  riguardare.  stata scelta
perch Jessie e Sammy hanno litigato un po' troppo spesso
ultimamente. Non sopportano che uno interrompa l'altro.
Quando un adulto interviene, decidendo di dare ragione a
uno dei due, l'altro si mette a gridare: Non  giusto!. Voglio
far capire loro il legame che c' fra riguardare e riguardoso.
Collego le due parole sul post-it a colazione. Se riguardare significa
osservare con attenzione, cosa significa riguardoso?,
chiedo loro. Non rispondono. Insisto. Dunque, se riguardare
significa fare attenzione a qualcosa o a qualcuno, voi pensate
di essere stati riguardosi?, chiedo. Niente. Se riguardate una
cosa, fate attenzione a un'idea o a un problema. Se invece siete
riguardosi, fate attenzione.... Sammy interviene: Boppo?
Ci possiamo giustificare?.
Con Ginny proviamo a smaltire la pila di lettere che abbiamo
ricevuto, oltre ottocento finora. Harris, Carl, Wendy, John ne
hanno ricevute altre quattrocento, senza contare le e-mail. Le
lettere continuano ad arrivarci dai nostri amici, dai miei studenti
attuali e passati, dagli amici delle superiori e dell'universit
di Amy, da amici comuni di Amy e Harris, colleghi e
pazienti. Kate e Jim Lehrer, amici di lunga data, che hanno
messo a disposizione la loro casa per il ricevimento prima del
funerale, e che da allora si sono sempre mostrati premurosi
nei nostri confronti, ci hanno consigliato un posto che stampa
biglietti di ringraziamento. Ho lavorato per Jim al programma
televisivo News Hour per ventitr anni, e ho visto i Lehrer
impegnarsi ogni giorno nell'aiutare dignitosamente gli altri.
Quando abbiamo un po' di tempo libero, io e Ginny scriviamo
dei brevi messaggi su quelle cartoline.  come mandare un
biglietto d'auguri a un'assemblea formata da tutte le persone
che abbiamo conosciuto, volgendo lo sguardo indietro a un'intera
storia di amicizia. Peter e Judy Weissman, i nostri amici di
pi lunga data, hanno trascorso quattro o cinque weekend con
noi. Peter, che  endocrinologo, ha aiutato Amy con la chimica
organica quando si preparava all'esame di ammissione alla facolt
di medicina. Altri amici ci hanno fatto visita durante i
fine settimana, come gli Hale, i cui figli, Dylan e Ryan, sono
molto legati a Jessie e Sammy. Il giorno in cui Amy  morta,
Liz e James hanno preso un volo da New York e sono arrivati
prima di noi, prima anche di Carl e Wendy.
Mio fratello Peter ha preso il treno da New York. La madre
di Ginny, Betty, voleva mettersi in viaggio ma era troppo
debole. I fratelli di Ginny, Lee e Ricky, sono venuti: Lee insieme
alla moglie Nancy e i due figli grandi, Lee e Sarah. Brave
persone, riservate, ci sono rimasti accanto mentre eravamo
storditi e con il cuore a pezzi. Sarah ha portato a Jessie il suo
primo Webkinz, un animale di peluche che si usa per un gioco
interattivo con il computer. Dee, Howard, Beth, Rose e Bob ci
sono passati spesso a trovare e ci hanno aiutato con i bambini.
La gentilezza chiama gentilezza. Robyn Newmyer e Kay Allaire,
due amiche di Ginny, hanno portato l'auto di mia moglie
da Quogue, in modo che potesse usarla a Bethesda. Altri amici
hanno telefonato ripetutamente, e inviato libri e giocattoli
per i bambini. Il giorno dopo la morte di Amy, l'insegnante di
Jessie, Coleen Carone,  venuta a casa e ha riunito Sammy e
Jessie insieme ad altri sette o otto bambini intorno a s in cerchio.
Hanno fatto dei fiori di carta per un bouquet per Amy.
Diversi anni fa ho scritto un libro intitolato Regole per invecchiare,
e una di queste regole era: Nessuno pensa a te. Ancora
una volta mi sbagliavo.
Amy non mancava mai di prestare attenzione alle persone
che incontrava, e non faceva fatica a fare amicizia: con la gente
che incrociava portando a passeggio i bambini nel vicinato,
con le infermiere del carcere minorile dove aveva lavorato un
giorno alla settimana, con il capitano Ehab, che gestiva il servizio
di noleggio auto di cui a volte Amy si serviva, con il personale
dell'ospedale, con la poliziotta dalla parte opposta della
strada, con la commessa del reparto scarpe per bambini alla
Nordstrom, con il tizio dei pesticidi Terminix. Tutta questa
gente, il giorno del funerale, ha affollato la cappella, e le porte
sono state lasciate aperte in modo che chi non riusciva a entrare
fosse in grado di sentire la cerimonia. Un centinaio di persone
sono rimaste ferme sui gradini di pietra al freddo. Amici e
colleghi della Stony Brook, amici ed ex colleghi di Harvard, del
New Republic, del Washington Post, del Time, di News Hour,
dove ho lavorato fra gli anni Settanta e gli anni Novanta. Amici
di famiglia che arrivavano da Texas, Ohio, California, Messico,
New York, Massachusetts, Virginia, Pennsylvania, Florida
e Kentucky. Un vecchio amico  giunto direttamente in volo da
Oslo. Erik Kolbell, un amico di famiglia, ministro della chiesa
congregazionalista, che ha officiato al funerale, ha detto a pi
di cinquecento persone l partecipi: Non c' ricordo migliore
dell'impercettibile luce di Amy del fatto che oggi siamo qui a
illuminare a vicenda le nostre esistenze. John si  guardato intorno
e ha detto: Non ho mai saputo che avessimo cos tanti
amici. Nemmeno io, gli ho risposto.
Alcune amicizie si sono rinnovate, altre che si erano incrinate
si sono sistemate, e nuove ne sono arrivate. Telefono a Dean
Anthony Grieco alla facolt di medicina della New York
University. Dean Grieco dirige l'ufficio dedicato agli ex alunni
ed  responsabile della borsa di studio intitolata a Amy Rosenblatt
Solomon. Gli chiedo come la facolt intenda usare il
denaro che, come ho appreso, ha raggiunto una somma considerevole,
con contributi da pi di duecentocinquanta persone.
Mi dice che il fondo servir a finanziare borse di studio che saranno
assegnate esclusivamente in base a un criterio di necessit.
Amy avrebbe approvato. Gli dico quanto gli siamo grati
per l'attenzione che lui e la facolt ci hanno mostrato. Dean
Grieco, che  anche professore di medicina, si lascia andare
a un ricordo di Amy studentessa. Non passa giorno che non
pensi a lei, dice.
Nel suo elogio, Carl ha osservato che, quando le persone muoiono,
si dice che vadano in un posto migliore. Ha aggiunto che
non credeva che valesse anche per Amy. Il posto migliore per
te, ha detto guardando la bara,  qui. Aveva cominciato l'elogio
sostenendo che poteva quasi sentire Amy che gli diceva:
Non rovinare tutto.
La settimana del funerale di Amy  stata difficile, ma non
priva di distrazioni. Alle pompe funebri siamo stati accolti
da una donna briosa che ci ha chiesto se volessimo far lavare
l'auto come servizio extra. Al cimitero una signora dai
capelli fiammeggianti ci ha guidati in una sorta di tour immobiliare,
indicandoci i luoghi storici, fra cui la lapide di una
rockstar che si era suicidata e la tomba della persona che aveva
ispirato Kermit la Rana - o forse si trattava della tomba
di Kermit stesso, difficile stabilirlo. Il punto appartato da noi
scelto si trovava casualmente nella sezione ebraica del cimitero,
dove per essere ammessi, ci ha informato la donna, bisognava
essere di sangue ebraico. Le ho assicurato che non
me ne mancava. Ho sentito alle mie spalle John che diceva a
Carl: La domanda non  se pap esploder, ma quando.
Proprio nell'istante in cui la teoria di John stava per rivelarsi
corretta, la donna ha detto che anche lei aveva perso un
figlio.
Mi chiedo se avere una religione renda la morte pi facile
da accettare, essendoci tutta una prassi stabilita, e presumibilmente
protettiva, ad accompagnarla. Io e Ginny ci siamo
tenuti distanti dalle religioni e non ne abbiamo impartita nessuna
ai nostri figli. Ginny proviene da una famiglia legata alla
chiesa episcopale. Ci siamo sposati in una chiesa unitariana
a New York. Quando siamo andati a visitarla per valutare se
potesse andare bene, stavano dedicando un banco della chiesa
a un gatto, un elemento che ha indirizzato la nostra scelta.
Anche Carl e Wendy - lei  di famiglia cattolica - non sono religiosi,
e non lo erano nemmeno Amy e Harris. C' stata una specie di veglia funebre il giorno prima del funerale, e quando abbiamo accolto gli amici in casa  stato simile a una seduta di shiva. , Il periodo di lutto di sette giorni per parenti di primo grado osservato nella religione ebraica.
Ma questi eventi semplicemente accadono e Dio non c'entra nulla.
Senza guardarla, prendo in mano una penna per scrivere un
biglietto di ringraziamento per una lettera di condoglianze.
Spingo il tasto sulla parte superiore e la penna inizia a canticchiare
con voce metallica: Nobody's perfect. I gotta work it.
A sorridermi dal cilindro della penna a sfera musicale rosa e
viola, c' il viso scatenato di Hannah Montana. Prendo un'altra penna.
Poche cose fanno pi felici Jessie e Sammy dei racconti di
quando Amy era ragazza. Sono interessati all'adolescenza di
Amy a New York, dove abbiamo vissuto negli anni Ottanta
e parte dei Novanta. Alle superiori Amy correva parecchio
veloce. Batteva sempre Carl e John nelle gare, senza mostrare
il minimo affanno. E aveva resistenza. I fratelli le chiedevano
sempre di fare un gioco, dopo cena, che chiamavano senza
giri di parole: Placcare Amy. Il fatto che la sorella non ci
pensasse due volte ad accettare il loro invito era un segno del
suo sprezzo. I bambini sono particolarmente curiosi di sapere
com'era la madre alla loro et. Racconto quant'era bella e
profumata. Quando Amy comp quattro anni, Carl era cos
disperato per le attenzioni che la sorella stava ricevendo con
addosso il suo vestitino di compleanno, che and a buttarsi
nel cestino della spazzatura.
Amy e il baseball. Aveva scelto i Kansas City Royals come
squadra del cuore. Mi piace il nome, disse. Royals?, chiesi.
Kansas City, rispose. Amy e la televisione. Una sera la osservavo
mentre ammirava, paralizzata davanti allo schermo,
la donna bionica che saltava su una parete e ne attraversava
un'altra. Amy, ripetei tre o quattro volte fino a quando non
si gir verso di me. Amy, come fa a farlo?. Dall'alto dei suoi
cinque anni di et si degn di spiegarmi: E bionica. Amy in
pericolo. Quando aveva circa otto o nove mesi, e da poco aveva
cominciato a reggersi in piedi, Carl aveva l'abitudine di andarle
addosso con il triciclo. Il crimine di Amy era il fatto di
esistere. Forse per un minimo senso di correttezza, Carl segnalava
la propria intenzione di investirla canticchiando una
nenia priva d'intonazione che diceva: Amy ha preso la macchina,
Amy andava a casa. Ma ha avuto un incidente, e Carl 
arrivato.... Ancora sulle note della canzone, si fiondava contro
la sorellina. Quando lo sentivamo, io e Ginny ci precipitavamo
ad afferrare Amy, riuscendo di solito ad anticipare il
triciclo.
Amy che fa la ruota - il suo modo preferito di viaggiare.
Una volta, mentre camminavo dietro di lei arrancando per il
peso di tre valigie, Amy fece la ruota per tutto l'aeroporto Logan.
Amy all'asilo, alla Sidwell Friends di Washington, dove
vivevamo negli anni Settanta. Carl andava alla stessa scuola,
e Ginny insegnava alla materna e in prima elementare nello
stesso edificio. Ogni volta che Amy sorprendeva Ginny con un
altro bambino in braccio, si avvicinava e dava una gomitata
nelle costole alla madre per ricordarle chi venisse prima. Amy
e il caso del coniglio molto strano. Per il suo quinto compleanno
le regalammo, con una certa riluttanza, un coniglio che
ci era stato venduto come coniglio nano, ma che crebbe fino
a raggiungere dimensioni colossali, finendo quasi per non entrare
pi dentro la gabbia. Da dietro la rete metallica ti fissava
con i suoi occhi rossi. Era di un bianco purissimo. Amy lo
chiam Uvetta. E ancora: Amy e Carl che fanno a gara, Amy
e Carl che complottano qualcosa insieme. Quando avevano
uno dieci anni e l'altra sette, fecero una sorpresa a Ginny per
la festa della mamma portandole la colazione a letto. Avevano
preparato delle uova strapazzate senza mettere il burro nella
padella, e il piatto aveva l'aspetto e la consistenza della pelle
di un armadillo. Sorridendo e masticando lentamente, Ginny
mangi ogni singolo boccone.
Boppo che porta Amy in giro a fare shopping quando aveva
quattro anni, e le compra una Lacoste verde. (Amy fu contenta
quando portai anche Jessie a fare un giro simile a quello).
Boppo che porta Amy fuori a cena in un ristorante, sempre
quando aveva quattro anni, noi due soltanto. Si era messa un
vestito a quadri azzurri e bianchi e delle Mary Jane nere, e si
era fatta i capelli con la frangetta. Andammo al Billy Martin's
a Georgetown. Il capocameriere tenne la sedia di Amy per farla
accomodare. Ci sedemmo e parlammo per un minuto o due.
Poi mi disse che doveva andare in bagno. Torn al tavolo, ma
continu ad andare in bagno a intervalli di pochi minuti per
tutta la durata del pasto. Non aveva bisogno di andarci. La faceva
sentire sofisticata.
Una delle storie che Jessie preferisce  quella di quando Amy
aveva tre anni e vivevamo nella Dunster House a Harvard. Era
un sabato mattina e dovevo uscire per andare a un incontro
del comitato per assegnare le borse di studio per Cambridge,
in Inghilterra. A colazione, dissi ai bambini che era una borsa
di studio che esisteva da molto tempo - probabilmente non
la chiamai borsa di studio, ma premio -, ancora prima che il
nostro paese nascesse, e che i ragazzi che vincevano il premio
erano molto speciali. Amy, a tre anni, si indign. E le ragazze?,
disse.
Avevo trovato un modo semplice per battere Amy in una gara
di corsa. Si partiva su una pista lunga un quarto di miglio, e
subito dopo che lei era scattata dalla linea di partenza, allontanandosi
velocemente, mi mettevo a correre per una ventina
di metri, poi tagliavo l'ovale del tracciato e mi fermavo al traguardo,
in attesa di vederla arrivare con la sua espressione accigliata
di disgusto. Niente di pi facile!
Quando Wendy era incinta di Andrew, Ginny organizz per
lei una festa di buon augurio. Chiese a Amy e a tutte le altre
donne invitate di scrivere un ricordo della loro infanzia a cui
fossero particolarmente legate, memorie che Ginny raccolse
poi in un libro per Wendy. Amy scrisse: Uno dei miei ricordi
d'infanzia preferiti  quando uscivo a cena da sola con mio
padre. Indossavo il mio vestito migliore, passeggiavamo per
Georgetown e andavamo al Billy Martin's. Mi piaceva l'eccitazione
di sentirmi cos grande. E mi piaceva anche il semplice
fatto di stare con mio padre. La parte migliore, ovviamente,
era lasciare Carl a casa.
Ginny  perfetta, non  vero?, dice uno dei nostri amici, osservandola
cambiare Bubbies e spedire Jessie a fare un compito
per casa, mentre in modo efficiente gestisce una crisi di Sammy
che non vuole indossare una certa giacca. Nessuno  perfetto,
dico, e gli racconto una storia che fa da contraltare all'episodio
mio e di Hannah Montana. Vivevamo a Cambridge.
Carl aveva cinque anni, Amy due. Era la notte prima di Pasqua
e il coniglietto stava per fare la sua visita notturna. Carl era
molto angosciato dalla prospettiva che un mammifero gigantesco
girasse furtivo per casa trasportando delle uova. Alle undici,
io e Ginny stavamo per andare a letto. Carl usc dalla sua
stanza e chiese: Il coniglietto di Pasqua  arrivato?. No, gli
rispondemmo, e rientr in camera. Verso l'una riapparve davanti
al nostro letto. Il coniglietto di Pasqua  arrivato?. No,
gli rispondemmo. Torna a letto, gli disse Ginny. Andrai a
caccia di uova domani mattina. Alle due di notte Carl era di
nuovo l, con la stessa preoccupazione. Non credo che avesse
dormito. Alle tre, di nuovo. Verso le quattro si ferm di fianco
al nostro letto e ci svegli un'altra volta. Prima che potesse
sollevare di nuovo la questione, Ginny si mise seduta e grid:
Non c' nessun fottuto coniglio di Pasqua!. Invece di spaventarsi
perch la madre aveva detto una parola che forse non aveva
mai usato prima, un'espressione di sollievo comparve sul
viso di Carl. Torn nella sua stanza felice.
Una storia su Amy che non ho raccontato a Jessie e Sammy riguarda
il periodo in cui ci stavamo trasferendo da Cambridge a
Washington. Avevamo fatto richiesta a diverse scuole per Carl
e Amy, fra cui una che aveva una reputazione un po' snob e per
la quale nutrivamo poco interesse, ma non volevamo lasciare
nulla d'intentato. Mentre eravamo in taxi diretti verso quella
scuola, dove i bambini avrebbero dovuto sostenere un colloquio,
ci rendemmo conto che avevamo lasciato Nanny, la copertina
di Linus di Amy, in albergo. Dopo un po' se ne accorse
anche Amy. Sebbene fosse ridotta ormai alle dimensioni di una
scatola di fiammiferi, Nanny non aveva perso nessuno dei suoi
superpoteri. Dov' Nanny?, disse Amy. Aveva tre anni e mezzo.
Le dissi che avevamo dimenticato Nanny in albergo, ma di
non preoccuparsi. Avremmo parlato con le persone della scuola
e saremmo tornati da Nanny il pi presto possibile. Accolse
la notizia della nostra dimenticanza senza alcun segno di comprensione,
dal momento che la sola utilit di Nanny era proprio
di alleviare situazioni di tensione come quella. Quando ci
presentammo al colloquio con i bambini - Carl per la seconda
elementare, Amy per la materna - una donna, il cui atteggiamento
confermava la reputazione della scuola, venne da noi e
poi si allontan portandosi via una Amy parecchio contrariata.
Quando il colloquio fin, Amy sembrava ancora pi contrariata,
ed ebbe difficolt perfino a infilare le braccia nelle
maniche del suo cappottino verde. Mentre lasciavamo la scuola,
ancora combatteva con il cappotto e si mise a camminare
davanti a noi lungo il corridoio battendo i piedi e borbottando
in maniera udibile: Merda! Merda! Merda! - un'espressione
che doveva aver sentito pronunciare a sua madre. Alla fine la
scuola prese solo Carl.
Nel periodo primaverile tengo un solo laboratorio di scrittura,
sul racconto, perci raggiungo in auto Long Island la domenica,
faccio lezione il luned, e torno la sera del luned o il
marted. Il viaggio da Bethesda a Quogue sembra pi lungo
di quello di ritorno. Mentalmente l'ho diviso in quattro segmenti,
per far s che il tempo passi pi veloce. La prima tappa
del viaggio, la pi lunga,  da Bethesda fino alla New Jersey
Turnpike, attraverso il Maryland e il Delaware, per la quale di
solito impiego un'ora e trentacinque minuti, se non trovo traffico.
Dall'estremit sud della Turnpike al ponte di Verrazzano
ci vuole circa un'ora e mezza. La Belt Parkway a Brooklyn richiede
venticinque minuti e la Southern State Parkway, che si
estende verso la parte orientale di Long Island, altri trentacinque.
L'ultima tappa del viaggio, che comprende la Sunrise Highway
e le strade che collegano a Quogue, dura circa quaranta
minuti. Quando il segnale di una stazione radio sfuma, mi
sintonizzo su un'altra, avendo preselezionato i canali per ogni
parte del viaggio. Musica classica fino alla Turnpike. Jazz
mentre percorro il New Jersey e Brooklyn. Di nuovo musica
classica per la maggior parte della strada restante, fino agli ultimi
quindici minuti, quando ascolto rock. Sto imparando un
po' di cose sulla musica classica, viaggiando. Mi sono fatto
una scarsa opinione di Telemann e un'alta opinione di Haydn
e Hndel. In termini di emozioni, ho ampia scelta; ma nulla
batte Rachmaninov, la seconda sinfonia in particolare.
Le conversazioni telefoniche in viva voce con Carl e John,
con mio fratello Peter, con Pete Weissman, con la mia amica
di lunga data e assistente, l'artista Jane Freeman, e con il mio
amico e collega della Stony Brook, Bob Reeves, aiutano a far
sembrare il viaggio pi breve. Chiamo Ginny per sapere come
sta e lei fa la stessa cosa con me. Cerco di stare attento ai pericoli
della guida per quanto posso, anche se a volte mi accorgo
di distrarmi. Ogni volta che ho un colpo di sonno, mi fermo
e dormo per qualche minuto, ma accade raramente. Shirley
Kenny, la direttrice della Stony Brook, dopo aver saputo della
mia tabella di marcia al volante, mi ha scritto una lettera per
dirmi di non farmi distrarre dai pensieri mentre sono per strada.
Dieci anni fa, lei e il marito Bob hanno perso un figlio di
trentasette anni, Joel, per leucemia. La lettera, nella quale mi
ricordava tutte le complicazioni pratiche che avevano fatto seguito
al lutto, mi  arrivata una settimana dopo che avevo passato
un semaforo con il rosso, la prima volta che mi fosse mai
capitato.
Cerco di non fare pi di due soste: una alla prima uscita della
Turnpike, per una tazza grande di caff e un muffin ai mirtilli
da Starbucks; l'altra all'uscita 11, per fare il pieno. Nel
punto in cui la Turnpike si divide, prendo sempre le corsie per
auto e camion, mai quelle soltanto per le auto. Dato che parto
da Bethesda la domenica, ci sono pochi camion e il traffico
 scarso. Le deviazioni per lavori sono diventate una routine.
Quando finalmente imbocco la via in cui abito a Quogue, sono
sempre sorpreso di vedere casa nostra. Parcheggio l'auto
nel vialetto. Entrando in casa, accendo quasi tutte le luci.
Carl mi chiama al cellulare quasi ogni mattina mentre va al
lavoro. Lo sento di nuovo nel corso della giornata, e parlo anche
con John. Carl e John si chiamano anche fra loro, e sentono
Ginny. In famiglia ci siamo sempre sentiti con una certa
frequenza, anche prima della morte di Amy, ma da allora le
nostre conversazioni sono aumentate. Sembra quasi che vogliamo
accertarci che tutti gli altri stiano bene. Ho assunto il
ruolo di quello pi apprensivo di tutti, il che  strano da parte
mia. Prima, a meno che non ci fosse una ragione particolare,
non ero mai preoccupato di nulla. Ora il pi semplice e
casuale degli eventi che coinvolga la famiglia mi rende ansioso.
Mi preoccupo quando uno di loro  in viaggio. Mi preoccupo
quando Ginny va in auto fino a Bethesda. Mi preoccupo
quando figli o nipoti si prendono un raffreddore. Mi preoccupo
se John  in giro a piedi di notte a New York. Ginny accenna
soltanto a un dolore al ginocchio destro e io mi preoccupo.
Su mia sollecitazione, John ha richiesto un'angio-Tac per
verificare di non avere un'anomalia simile a quella di Amy.
Cos ha fatto anche Carl. Le possibilit che uno di loro sia
a rischio sono minime, ma nell'eventualit si pu ricorrere a
interventi correttivi cardiologici. Dato che  il nostro figlio
pi giovane e vive da solo, in generale sono preoccupato per
John, anche se cerco di non darlo a vedere. Quanto pi ci provo,
tanto pi lui se ne accorge. Tollera la mia agitazione con
buon umore. Gli chiedo se vuole che vada con lui dal radiologo.
Solo se mi compri un giocattolo, mi risponde.
Durante l'inverno e la primavera non c' quasi mai tempo per
niente se non per giocare, fare da baby-sitter, aiutare i bimbi
con la scuola, scarrozzarli in giro e, verso le nove di sera, andare
a dormire. Jessie ha gli allenamenti di calcio, Sammy ha
una festa, Jess e Sammy hanno il tennis, Sammy deve vedersi
con altri bambini per giocare, Jessie ha spagnolo, Bubbies
ha palestra (un'ora in cui i bambini trotterellano intorno a
un grande pavimento completamente lucidato, incuranti dei
comandi del loro istruttore e sbattendo l'uno contro l'altro),
Jessie comincia pianoforte.
Quando vivevamo a Washington, tenevo una rubrica settimanale
per il 'Washington Post. Un articolo, che intitolai Vietato
dormire, era il mio lamento di padre sulla pratica allora
in voga di affollare la giornata dei bambini con corsi e appuntamenti
vari. Ricevetti pi lettere intimidatorie in risposta a
quel pezzo che per qualsiasi altra cosa abbia mai scritto contro
la pena di morte o a favore del controllo sull'uso delle armi.
Chiaramente, non ero ben informato, come al solito.
Oggi sono felice che i bambini abbiano un calendario cos
fitto. Fra dicembre e giugno Sammy e Jessie hanno compiuto
gli anni, il primo cinque e la seconda sette, e Bubbies  passato
da quattordici a venti mesi. La sua trasformazione  sembrata
una di quelle sequenze accelerate che si vedono nei film.
In aprile abbiamo festeggiato il compleanno di Amy. Quando
abbiamo soffiato sulle candeline, Harris ha chiesto a Sammy
quale desiderio credeva che avrebbe espresso la sua mamma.
Essere viva, ha risposto Sammy.
Somiglia di pi a suo padre ora, con un viso in cui si mescolano
indipendenza e innocenza. Jessie ha assunto il sorriso
ironico di una donna adulta. Mentre Sammy preparava la lista
di invitati per la sua festa di compleanno, in pratica tutti i
suoi compagni di scuola, gli abbiamo chiesto se fosse sicuro di
voler includere anche il bullo della classe. S, ha detto. Non
vorrei farlo piangere. Quando, per una terribile coincidenza,
la madre di una bambina della classe di Jessie  morta improvvisamente,
Jessie ha detto: Pu venire a vivere con noi.
Jessie  seduta al pianoforte verticale nella piccola stanza, con
la schiena rivolta a me e Ginny. Una stampa con un campo di
lavanda in Provenza, con i bordi consumati, sovrasta il pianoforte.
I capelli di Jessie sono legati con una fascia verde acqua.
Indossa dei pantaloni neri e una camicia bianca con le maniche
nere lunghe, e la scritta sul davanti Color Me Happy,
ogni lettera un colore e una forma diversi. Magdalina, la sua
giovane insegnante,  seduta alla sua destra, leggermente pi
indietro, e le corregge il tempo. Jessie suona My Robot e Money
Can't Buy Everything. Un po' pi veloce, dice Magdalina
con pazienza, una punta di accento russo ancora nella voce.
La stanza  una delle tante dell'International School of Music,
che si trova in una piccola zona commerciale di Bethesda. I
bambini vengono qui per imparare il violino, il clarinetto e
gli altri strumenti, oltre al pianoforte. Nel lungo corridoio che
collega le diverse sale prove, sembra di sentire un'orchestra
messa insieme alla buona che prova ad accordarsi.
Magdalina fa segni di spunta sullo spartito di Jessie mentre
lei continua a suonare. Non si interrompe mai. Se Jessie suona
una nota sbagliata, si corregge da sola. Se un brano necessita
di pi pratica, Magdalina glielo dice. Jessie siede con la schiena
dritta. Quando termina uno dei tre spartiti, lo fa scivolare
con cura dentro una custodia nera e ne prende un altro. Io e
Ginny le guardiamo la schiena e le dita mentre suona Bravery
at Sea e The Happy Seal.
Il 2 maggio, poco prima di cena, mi chiama Kevin Stakey. Esita
e si scusa. La sua voce vacilla. Ho pensato a lei come a un
amico, mi dice.
Che succede, Kevin?.
Mio figlio  morto.
Il figlio diciottenne Stephen, matricola alla Stony Brook, 
collassato durante una regata goliardica nel campus. E uno dei
riti di primavera dell'universit, nella quale gli studenti attraversano
uno stagno dentro barche di cartone.
Non si sa ancora la causa, dice. Deve avere a che fare
con il cuore.
Il giorno dopo guido fino alla North Fork di Long Island
per stare con Kevin e la sua famiglia, che non ho mai incontrato.
La graziosa moglie, Cathy,  bionda, con un viso largo
e aperto e lo sguardo di chi porta a termine le cose: la versione
adulta della loro figlia quattordicenne, Laura. Laura mi saluta
educatamente, e cos fa anche l'altro figlio di nove anni,
Andrew. Cathy mi chiama Mr Rosenblatt, fino a quando le
chiedo di non farlo. Ci sediamo nel soggiorno luminoso e pulito
della casa grigia a due piani che Kevin stesso ha costruito,
e mi parlano di Stephen; con quale facilit stringesse amicizia,
come amava suonare la grancassa nella banda dell'universit.
Era stato il primo della sua classe alla Mattituck High School.
Cathy mi offre ripetutamente qualcosa da mangiare. Conosco
bene questo assurdo impulso di mostrarsi ospitali con chi  l
a condividere il lutto con te. Arriva anche il padre di Kevin. 
un uomo enorme, alto quasi due metri e pi massiccio di Kevin.
Si siede con noi, senza dire niente, e alla fine porta Andrew
a fare una passeggiata.
Prima di tornare a Bethesda, dico a Kevin di non preoccuparsi
per quello che resta ancora da fare della casetta dei giochi.
Due giorni dopo  di nuovo al lavoro.
A colazione Ginny ha un attacco di tosse, come se stesse soffocando.
Dura solo pochi secondi, ma Jessie  paralizzata. Sammy
esce correndo dalla stanza.
Nell'ultimo giorno di asilo di Sammy, la Geneva Day School
ha dedicato una panchina alla memoria di Amy. Jessie ha frequentato
la Geneva due anni prima, e l'anno prossimo sar il
turno di Bubbies. La panchina  stata un'idea di Leslie Adelman
e Laura Gwyn, e gli insegnanti e le famiglie della scuola
hanno contribuito. Leslie ha fatto mettere dei cespugli di piante
ornamentali e dei tulipani dietro la panchina, e Jim Bryla, il
costruttore che aveva rifatto il patio e la cantina della casa di
Amy e Harris, l'ha installata. Quando Jim e i suoi operai avevano
lavorato alla casa, Amy aveva fornito loro un frigorifero
con delle bibite e preparato le colazioni. La panchina  in
teak, e sul retro sono stati intagliati tre cerchi a rappresentare
i tre figli. C' anche una piccola targa di bronzo, donata da
un genitore della scuola, che dice: In affettuosa memoria di
Amy Solomon, madre di Jessica, Sammy e James. La panchina
 stata messa vicino a un recinto al centro del parco giochi,
in modo che i genitori possano sedersi e godersi la vista dei loro
bambini che giocano.
La cerimonia si  svolta a mezzogiorno in una luminosa e
calda giornata di fine maggio, il venerd del fine settimana del
Memorial Day. Dopo l'intitolazione della panchina, sono seguite
la festa di fine scuola e un picnic. Circa settantacinque
persone si sono riunite in cerchio. Sono intervenuti il maestro
di Sammy, Ed Bullis, un giovanotto allegro che intrattiene i
bambini con delle canzoni e che ha prestato particolare attenzione
a Sammy dopo la morte di Amy. Chiama Sammy Samalama. Anche Mrs Funk, la direttrice della scuola, ha parlato
e ha distribuito innaffiatoi alla famiglia per i fiori intorno alla
panchina di Amy. Jessie, Sammy e Bubbies hanno dato l'acqua
ai tulipani. Mrs Funk e Mr Bullis hanno detto che Amy
era una parte della scuola e che nessun luogo era migliore per
ricordarla pi che il parco giochi, circondata dai propri figli e
da quelli degli altri.
Carl ha fatto un discorso e anche Harris. Harris ha raccontato
quanto significasse per Amy essere madre e come questa
fosse la priorit della sua vita. Era molto seria - ha raccontato
- nella sua professione di medico, e faceva il suo lavoro per essere
utile alla gente; ma aveva rinunciato a una collaborazione
e a uno stipendio pi alto per poter dedicare pi tempo a fare
la madre. Anche Leslie ha parlato. Le sue parole sono state
queste: La notte prima che Amy morisse, ero con lei a casa
sua. Notai una candela che le avevo regalato quando James
aveva compiuto un anno e che stava ancora vicino al telefono
in cucina, anche se erano passati alcuni mesi. Mi disse che
adorava il profumo di quella candela e la teneva l cos da poterlo
sentire nel bel mezzo della frenesia della vita di tutti i
giorni. Poi scherzammo sul fatto che in realt non era riuscita
a trovare il tempo per accenderla. Leslie ha aggiunto che Amy
non aveva mai avuto alcun rimpianto per le sue scelte, n per
qualcosa che non avesse fatto o non stesse facendo. Per Amy,
la vita non si misurava mai in ci che le mancava.
Quando la cerimonia  finita, nessuno si  accostato alla
panchina, come se fosse consacrata. Poi un pap, con naturalezza,
si  avvicinato con il suo bambino. Si sono seduti per
mangiare dei panini.
Il weekend del Quattro Luglio ci troviamo con tutta la famiglia
a Quogue, come ogni anno, per festeggiare il compleanno
di Carl il 2 luglio. Quest'anno, non solo Carl e Wendy portano
Andrew e Ryan, per fare compagnia ai loro cuginetti, ma
invitiamo anche il fratello di Wendy, Scott Huber, con la moglie
Risa e le loro due bambine, Sydney e Caitlin, che anche
Jessie e Sammy considerano cugine. Sistemati in qualche modo
in casa nostra ci sono sette bambini sotto i sei anni e otto
adulti, incluso John. C' stata una piccola crisi da parte di
Jessie, che avremmo dovuto prevedere, quando si  resa conto
che erano presenti le mamme di tutti tranne la sua. Non 
giusto!, si  messa a piangere. Harris si  seduto con lei nello
spazio della casa che abbiamo adattato a dormitorio per
i bambini. Voglio i miei cuginetti, ha piagnucolato Jessie.
Carl  arrivato con il resto dei bambini e ha proposto che tutti
si mettessero a saltare da un letto all'altro. Jessie si  messa in
testa al gruppo.
A Jessie non piace vedermi in compagnia di Caitlin Huber,
la figlia di tre anni di Scott. Diverso tempo fa, vedendomi tutto
solo, Caitlin mi ha scelto come suo compagno di giochi. La
sua idea di gioco  darmi ordini. Mi d i libri da colorare e mi
dice di rimanere all'interno delle linee. La prima volta che ha
usato il vasino, ha detto alla madre che toccava a me svuotarlo.Jessie ha osservato il nostro rapporto senza commenti fino
a questo fine settimana, quando ha visto che avevo comprato
una scatola di kleenex con sopra l'immagine di una principessa.
Ha detto a Ginny: Boppo deve averla presa per Caitlin.
Scott e Risa, entrambi medici, andavano molto d'accordo
con Amy e Harris, cos come con Carl, Wendy e John. Fino alla
morte di Amy, li ho sempre visti come parte di una famiglia
allargata, ma non ho fatto nessuno sforzo per conoscerli come
individui. Ora sento il bisogno di farlo, e di conoscere anche le
due sorelle di Risa, Jayme e Allison, e i loro mariti, Michael e
Ray, e i genitori di Risa, Chuck e Ilene, che si sono sempre fatti
in quattro per Amy. Durante il weekend i bambini vanno in
bicicletta e nuotano nella piscinetta, per la quale ho comprato
un coccodrillo gonfiabile con un ghigno terrificante. Bubbies
guida la sua automobilina rossa, e cucina hot dog sul fornello
giocattolo. Noi intoniamo Buon compleanno per Carl.
La nostra camera da letto funge anche da galleria per le foto
di famiglia: il giorno delle nozze di Carl con Wendy, e di
Amy con Harris. C' una foto in cui io e Andrew siamo seduti
al piano; una di tutti e cinque i nipoti ognuno in una posa forzata;
una di John con tocco e toga il giorno della laurea; due
di Amy e Ginny, con le teste affiancate, che sembrano due sorelle.
In una foto, io e Jessie siamo sulla spiaggia a Quogue.
In un'altra, io e Amy siamo su una spiaggia a Cape Cod. Amy
ha l'et che ha Jessie adesso; ha un asciugamano sulle spalle
e sembra infreddolita dall'acqua. C' una foto di Amy con un
berretto da baseball blu che tiene in braccio Bubbies. Una foto
di Amy che stringe Sammy su un fianco e sorride, mentre lui
pare incuriosito. Un'immagine carismatica in primo piano del
viso di Bubbies a pochi mesi, e una di Amy, a due anni, che si
sta infilando o togliendo gli occhiali da sole di Ginny. Le foto
sono distribuite sulle pareti, sulla scrivania di Ginny, sulla
mensola del camino, sui comodini, sulla cassettiera.
A volte Ginny si deprime nel vedere queste foto o qualsiasi
reperto che sia collegato a un ricordo. A me capita pi spesso
di sentirmi abbattuto per problemi ordinari o preoccupazioni
momentanee, come scegliere una camicia da indossare o ricordarmi
di prendere una pillola - perch niente sar mai pi
normale. Sul tappeto beige ai piedi della cassettiera c' una
piccola macchia color ruggine. E successo il pomeriggio dell'8
dicembre, poco dopo che io e Ginny ricevemmo la telefonata
di Carl che ci disse di Amy. Ci stavamo preparando in tutta
fretta per partire per Bethesda, e nel cercare di avvitare il tappo
di un flacone di cardioaspirine, ho rovesciato alcune pillole.
Le ho raccolte diverse settimane pi tardi, e hanno lasciato
una macchia.
Abbiamo sempre amato Quogue per lo stile di vita che possiede
e che preserva: persone discrete che vivono vite tranquille.
Parecchi amici del posto ci hanno raggiunto per il funerale
di Amy, fra cui Susie e Denny Lewis. Il figlio Denny  rimasto
ucciso in Argentina, alla fine del college e prima di iniziare
la facolt di medicina. Era a bordo di un'auto guidata da un
autista spericolato e incosciente. Sono arrivate anche lettere di
decine di altre persone, molte delle quali non avevano mai conosciuto
Amy e a malapena conoscevano noi. Charlie e Anne
Mott ci hanno chiamato spesso. Il genero, Marc Reisner, 
morto di tumore all'appendice nel 2000. Anne e Charlie hanno
aiutato la figlia, Lawrie, con i due nipoti. Andrew Botsford ha
scritto un commovente necrologio di Amy sul Southampton
Press, di cui  condirettore. Christine Clifton e il suo staff della
biblioteca di Quogue hanno mandato dei fiori. Aurora Jones
del negozio Flowers by Rori conosceva Amy da quando
aveva preparato le rose per il suo matrimonio. Ci ha accolto
in lacrime al nostro ritorno, cos come Lulie Morrisey, un'altra
amica che ci ha abbracciato all'ufficio postale. Amy faceva
spesso un salto al Quogue Country Market per il caff del
mattino, scarrozzando prima Jessie, poi Sammy, poi Bubbies
nel passeggino. Chiacchierava con i proprietari, Bob e Gary, e
con i commessi dietro il bancone: Sue, Gerard, Lisa e la donna
che chiamavamo l'altra Ginny. Erano profondamente addolorati.
Ginny, che lavora in quel negozio da parecchi anni, ci
ha scritto un bigliettino molto delicato, e la piccola Sue  venuta
fuori da dietro il bancone per abbracciarci, a capo chino,
senza dire una parola.
 stata Amy a portarci a Quogue per la prima volta. Avevamo
trascorso parte di due estati affittando casa a East
Hampton e Bridgehampton, dove la sfrenata vita sociale non
ci dava un attimo di tregua. Amy, che era al secondo anno
di universit, lavorava nella cucina di un circolo di tennis a
Quogue, dove preparava e serviva hamburger e panini. Sapeva
che eravamo stanchi degli Hamptons e stavamo progettando
di trascorrere le estati future altrove, forse nel New
England. Prima di decidere, ci disse, dovreste dare un'occhiata
a Quogue. E uguale a voi. Intendeva dire noiosa.
La vedo ancora l al tavolo della cucina, mi ha detto
Ginny questo fine settimana. Con tutti quei libri di fisica e
chimica.
Amy si stava rimettendo in pari con i corsi di preparazione
per la facolt di medicina. Non aveva seguito un solo corso
di scienze al college, e aveva deciso di fare medicina solo dopo
due anni passati a fare la cameriera e la barista e a sognare
di diventare un'attrice. Chiedemmo a un amico attore se avesse
voglia di parlare con lei dei sacrifici e delle insidie della professione.
Dopo due ore di conversazione, Amy se ne salt fuori
che voleva diventare medico. Dicemmo al nostro amico che se
avesse tenuto la sua breve lezione per dissuadere ogni giovane
aspirante attore, i genitori l'avrebbero pagato una fortuna.
Vorrei che mio padre fosse vissuto abbastanza per vederla
iniziare a praticare la professione. Regalammo a Amy la borsa
da medico del nonno come dono di laurea. Su un lato della
borsa, appena sotto le maniglie, c'erano le iniziali di mio padre
impresse in lettere dorate. Avevamo fatto mettere le iniziali
di Amy sul lato opposto. Quando le consegnammo la borsa,
Amy la strinse al petto e sospir: Oh.
Nel 1996 ho scritto un articolo sulla figura del medico per un
numero del New York Magazine dedicato ai migliori dottori
della citt. Amy era al secondo anno di medicina e la intervistai
per il pezzo. Le chiesi come fosse cambiata la medicina
dall'epoca di mio padre alla sua. Mi rispose che in passato i
medici avevano una posizione sociale importante e un'aura di
mistero. Suo nonno era un Dottore, disse. Io sono soltanto
un dottore.
Perch l'importanza dei dottori non  cresciuta, visti tutti
i progressi che la medicina ha compiuto in questi ultimi anni?,
le chiesi.
 strano, disse. Ai medici di un tempo bastava avere
pochissime conoscenze per essere il non plus ultra. Ora che
sanno molto di pi, pare che questo vada a loro svantaggio.
Quando qualcosa va storto, la gente pensa: Be', avrebbero dovuto
rendersene conto. E il fatto che la gente comune ne sappia
cos tanto di medicina demistifica la professione. L'idea di
un secondo parere  una pratica diffusa ormai. Eppure sembra
implicare che il primo parere sia probabilmente sbagliato.
E poi, pu darsi che anche la morte fosse generalmente pi accettata
anni fa. La gente non crede nella morte ai giorni nostri.
Ma i medici s.
 pi un lavoro che una vocazione?, chiesi.
 pi un lavoro, ma un lavoro interessante, disse. Se la
vedessi come una vocazione, credo che ne rimarrei delusa. Ma
il lavoro in s  infinitamente affascinante. La forza trainante
per i medici  il semplice fatto di non sapere.
I momenti di non sapere potevano avere anche delle conseguenze
dolorose. Ricordo il viso abbattuto e impotente di
mio padre quando un paziente che aveva in cura da tempo
mor di cancro ai polmoni, la specialit di mio padre. Ricordo
la faccia di Amy qualche anno fa dopo la morte di un paziente,
un bambino di un anno e mezzo. Era nato prematuro
con numerosi problemi di sviluppo legati all'idrocefalia. Gli
era stato posizionato nel cervello uno shunt ventricolo-peritoneale
per scaricare la pressione del liquido in eccesso verso
la cavit addominale. Il bambino era stato abbandonato
dalla madre, ma quella adottiva, di cui Amy aveva grande rispetto,
era stata molto scrupolosa nei controlli medici. Si era
sviluppata un'infezione nello shunt. I sintomi erano appena
rilevabili, come spesso accade nei bambini con uno sviluppo
ritardato. Eppure Amy sentiva che avrebbe dovuto notare
qualche piccolo segno di cambiamento. I medici spesso dipendono
da una sorta di sesto senso nelle situazioni difficili, dal
momento che la maggior parte del tempo si occupano di disturbi
banali. Un pediatra vede principalmente fratture, ferite,
contusioni, tagli, raffreddori e streptococchi. Harris mi ha
detto: La prese molto male quando il bambino mor. Aveva
un ottimo sesto senso, ma pensava che l'avesse tradita. E biasimava
s stessa.
Tutto ci che Amy cercava nella medicina, come disse
nell'intervista per l'articolo sul New York Magazine, era far
sentire meglio la gente. La sua amica Liz Hale, dermatologa,
mi ha raccontato: Nell'arco di una sola serata, Amy mi
ha insegnato pi cose sui bambini che piangono durante l'allattamento
di tutti gli esperti di lattazione che abbia mai consultato.
La sua collega pediatra Gail Warner mi ha detto: La
maggior parte dei medici  intelligente, ma Amy aveva anche
giudizio. Quando avevo qualche problema, mi rivolgevo a lei.
Amy apprezzava anche la meraviglia implicita nel suo lavoro.
Quando Andrew era appena nato, ed eravamo tutti nella stanza
d'ospedale con Wendy, Amy prese il bambino appena nato,
lo capovolse, lo volt di qua e di l, e lo studi come un fotografo
che osserva un negativo alla luce.
 stata Amy a comprarmi il tostapane che ho a Quogue. Ha
sostituito un tostapane che nessuno sopportava, a parte me,
perch andava programmato in modo preciso altrimenti le fette
si bruciavano oppure uscivano non cotte o tostate solo su un
lato. Amy odiava quel tostapane pi di tutti, per come riduceva
i bagel. Io lo difendevo, soprattutto per il suo aspetto Art
dco. Era sottile, cromato e sfondato ai bordi. Ma Amy preferiva
la concretezza all'apparenza, e quando si tratt di decidere
un regalo per il mio compleanno, convinse Harris, Carl,
Wendy e John a unirsi a lei per comprarmi un nuovo, costoso
tostapane professionale Viking che funzionasse. Ha un quadrante
per regolare il calore e una forma pi squadrata rispetto
al precedente, che ho tenuto come tostapane di scorta. Mi
serve anche come rinforzo, quando devo preparare toast per
tutti i bambini. Ma il nuovo tostapane  il migliore che abbia
mai avuto.
Dopo il weekend del Quattro Luglio, Ginny, Harris e i bambini
ripartono per il Maryland. Jessie e Sammy non vedono
l'ora di tornare alla loro Wii, una piattaforma interattiva di videogiochi
che Harris gli ha comprato all'inizio dell'estate. Io
devo rimanere a Quogue per il Southampton Writers Conference,
che si svolge da met luglio fino alla fine del mese. Gli
scrittori, che tengono anche dei laboratori, fanno delle letture
serali a coppie. Quest'estate divido il palco con Frank McCourt.
Frank legger dei brani dal suo primo libro. Io avevo
pensato di leggere qualcosa dal mio romanzo Beet, uscito a
febbraio. Ma mentre rovistavo in un groviglio di fogli, mi sono
imbattuto in un pezzo che avevo scritto per Time ventun
anni fa, intitolato Discorso per un diplomato di scuola superiore.
Era un tentativo di scrivere un discorso per la consegna
dei diplomi, pensato in onore di Amy. Ho scritto cose simili
sul Time per Carl e John in occasione del loro diploma di
scuola superiore, servendomi del tropo di un padre che fa un
discorso personale ai figli per riflettere sul loro futuro.
Decido di leggere quello invece di un brano del mio romanzo.
Non l'avrei fatto se ad ascoltarmi ci fossero stati degli sconosciuti,
ma Bob Reeves, il direttore del convegno, ha fatto
in modo che negli anni si creasse un ambiente familiare, e
i partecipanti hanno sviluppato una certa intimit. Quando
Amy  morta, Billy Collins ci ha scritto: A volte non esistono
parole adatte. Frank, Matt Klam, Lou Ann Walker, Meg
Wolitzer e tutti gli altri si sono tenuti in contatto costante.
Melissa Bank ci ha inviato un pacchettino che conteneva un
fazzoletto ricamato a fiori per Ginny, degli audioracconti per
i miei viaggi in macchina, e una castagna che aveva trovato
nel vialetto di un ristorante in Toscana qualche anno prima,
un oggetto che le aveva dato conforto. Non credo che il pezzo
su Amy sembrer inappropriato. Cos, dopo che Frank ha terminato,
leggo quello che avevo scritto quando Amy aveva diciassette
anni.  interessante constatare come molti dei miei
desideri per lei si siano avverati: l'amore per i viaggi, gli animali,
la musica, la passione per la storia, l'entusiasmo per lo
sport, il rispetto per le tradizioni. La volevo feroce in battaglia,
ma la esortavo a non aggrapparsi a legami corrosivi. Le
auguravo di amare il proprio lavoro, prevedendo che avrebbe
avuto a che fare con l'aiutare gli altri. Le auguravo momenti
di solitudine produttivi e amici degni, anche se nel suo
caso quel desiderio era superfluo. Le auguravo il piacere di
scambiare battute con gli sconosciuti, e momenti di ilarit irrefrenabile.
Le auguravo di vivere in un luogo in cui si potesse
vedere un tratto di cielo. Lo scritto si conclude con la promessa
di non lasciarsi mai.
Ginny torna per l'inizio del convegno. Presto dovr rientrare
a Bethesda, dove Jessie e Sammy hanno cominciato il campo
estivo, ma per un paio di giorni possiamo goderci l'eccezione
di stare io e lei da soli. Verso il tramonto facciamo una passeggiata.
Ci sentiamo pi vecchi e pi inutili di quando stiamo
con i nipoti. Il cielo  arancio e rosa, le strade vuote tranne per
le voci dei bambini nelle case. Parliamo della campagna presidenziale
e di altre notizie.
Nelle sere d'estate degli anni precedenti raggiungevamo a
piedi l'oceano, a mezzo miglio da casa nostra. Oppure arrivavamo
soltanto fino al ponte sul canale di Shinnecock e tornavamo
indietro. Stasera rimaniamo sulle strade che corrono
come affluenti verso l'acqua. Conosciamo queste vecchie e
tranquille case, anche se non tutte le persone che ci abitano.
Alcune case le conosciamo molto bene, perch le abbiamo perlustrate
da cima a fondo quando erano in vendita. La nostra
casa era fuori dalla nostra portata, la prima volta che fu messa
in vendita, ma i proprietari ne avevano altre tre e alla fine
hanno accettato la nostra offerta, che per noi  stato un vero
sacrificio. Camminiamo verso il Penniman Creek, dove l'acqua
rovista fra i ciottoli.
Sto pensando di comprare un kayak, le dico.
Sai come si usa un kayak?, mi risponde.
Ci sono stato due o tre volte.
 pericoloso?.
No. Ne prender uno anche per te.
Penso che mi spaventerebbe, mi dice.
Se ce la faccio io, le dico, possono farcela tutti.
 quasi buio, e i toni delle strade sono passati dal grigio al
nero. Sentiamo il pop-pop delle palle da tennis. Ci teniamo
per mano, come facemmo al nostro primo appuntamento al liceo.
Prendo un appunto mentale di telefonare a un negozio di
Wainscott dove vendono kayak.
Su Quogue Street, passiamo davanti alla casa del nostro
amico e vicino Ambrose Carr, la cui moglie, Nancy, una donna
gentile e bella,  morta nel novembre di due anni fa. Era
malata da molto tempo. Amby  un po' pi anziano di noi, ha
una voce aristocratica e il volto di un personaggio degli anni
Trenta. Una mattina avevamo fatto due chiacchiere all'ufficio
postale. Quello stesso giorno, nel primo pomeriggio, si 
avvicinato dal suo cortile al nostro per dirmi che Nancy era
appena morta nel sonno. Quando Amy  morta, ha lasciato
un messaggio telefonico per me e Ginny: Vi voglio bene. In
questi giorni viaggia spesso, va a trovare figli e nipoti, si occupa
del giardino e ascolta jazz.
A Bethesda, Ginny scrive una poesia intitolata Arco d'ombra.
Rachmaninov e Mozart
Attraverso la foschia
Sulla River Road.
Due donne col cappello aspettano
Nel caldo l'autobus Ride On.
La Wii  il desiderio dell'estate
Che si avvera.
La culla dei tuoi bambini viene smontata
E portata via
Accettato
Con gratitudine
Di essere il letto per una nuova vita.
Mi volgo
Alla fila di mezzi pronti al viaggio
Pensando solo a te.
L'arco d'ombra aleggia
I raggi del sole caldo di luglio
Filtrano a macchie nell'arco di foglie
Per illuminare l'oscurit.
Sono qui.
Ginny ha iniziato a scrivere poesie tre anni fa e ne ha pubblicate
un paio. Sono molto simili a lei. Quasi tutte cominciano
con la descrizione di una scena piacevole, spesso bucolica,
per poi passare a un'idea o a una sensazione pi profonda.
 come se volesse darti il benvenuto nella poesia e, una volta
che sei entrato e ti senti a tuo agio, chiudesse la porta alle
tue spalle per rivelarti il suo vero proposito; che, in Arco
d'ombra,  illuminare l'oscurit. Devi rileggere i versi per
scoprire gli indizi inseriti a questo scopo, come le donne in
attesa al caldo e la culla smontata. Puoi dire non me ne ero
accorto, ma i segnali c'erano. Cos  anche Ginny. La sua
affabilit distrae le persone, che non notano quanto sia sensibile
ai lati oscuri della vita. Le piace cos. Le sue poesie colpiscono
nel segno, ma con delicatezza. Aprono l'uovo senza
romperlo.
Tutti e cinque i nipoti vengono a stare a Quogue per gran parte
del mese di agosto: Jessie, Sammy, Bubbies, Andrew e Ryan.
C' anche Ligaya, a garantire la nostra sopravvivenza. Arrivano
in due turni, a tarda notte, e dalle auto si fiondano subito
verso la casetta. Hanno gi decretato che  stupenda.
Kevin ha costruito anche un piccolo palco, e uno dei primi
spettacoli dei bambini  una rappresentazione di American
Idol. Io faccio la parte di Paula. Un'altra recita  ispirata al regno
immaginario di Moseybane, inventato da Sammy. La intitoliamo
Il re di Moseybane. Harris ha ordinato dei costumi
su internet per Sammy (il Re), Ryan (il Principe), Jessie (la Maga)
e Andrew (il Cavaliere). Per Boppo (il Drago) e Bubbies (il
Narratore) non c' bisogno di costumi.
La sera della prima (che  anche l'ultima) Ryan si fa accompagnare
sul palco dalla mamma Wendy. Andrew all'inizio non
vuole saperne, ma una volta convinto si ricorda le battute. L'appariscente
maga interpretata da Jessie  praticamente identica
al suo provino di American Idol. Il re sembra stordito dal suo
potere. Bubbies decide che la sua unica battuta, Dookies - la
parola che usa per nominare gli amati cookies -, avr maggiore
effetto se recitata dal vialetto d'accesso, a quasi venti metri
di distanza dal palco, con Harris che gli sta accanto. Il Drago
 costretto a compromettere la propria ferocia recitando tutte
le parti, a eccezione di quelle di Jessie e Andrew. Nonostante
queste divagazioni creative, il pubblico - composto da mio
fratello Peter, Bob e Beth Reeves, e il resto degli adulti di famiglia
- apprezza lo spettacolo. Il cast, sbigottito, riceve una standing
ovation.
Prima dell'estate, ho acquistato dei berretti da baseball di
Obama per me, Ginny, Harris, Carl, Wendy, John e i nostri
cinque nipotini. Li ho ordinati in un negozio specializzato nel
centro commerciale di Tysons Corner, in Virginia. Sono bianchi
con la scritta Obama in lettere blu, molto graziosi. Con
una breve ma pomposa cerimonia, ho donato a ciascuno un
berretto personalizzato di Obama. Harris ha osservato che lo
avrebbe fatto sembrare stupido di fronte ai colleghi medici.
John si  limitato a dire che gli dava un'aria da idiota. Carl ha
commentato che nessuno nella sua azienda sapeva chi fosse
Obama. Wendy  sembrata moderatamente compiaciuta. Tutti
e cinque i bambini hanno infilato il berretto per circa mezzo
secondo, poi lo hanno messo da parte, dimenticandosene
completamente. Io ho usato spesso il mio. Ginny, che ha trascorso
gli ultimi due anni a fare una vera e propria campagna
personale per Obama, lo ha indossato ovunque. Distratta dai
bambini, un giorno lo ha dimenticato in spiaggia. Il pomeriggio
seguente - sebbene sul cappello non ci fosse scritto il nome
di Ginny, ma quello di Obama - il bagnino glielo ha riportato.
Sarebbe stato benissimo indosso a Amy, con la coda di cavallo
a spuntare fuori dall'apertura posteriore.
Wendy annuncia alla famiglia di essere incinta. Jessie spera
che sia una femmina.
Con due avventori in pi a tavola mi trasformo in un cuoco
di piatti veloci, tempestato, dalla mia parte della barricata, di
ordini a ripetizione: cereali, niente cereali; cereali con latte e
senza; latte scremato, latte di soia e latte di mucca; minipancake
e miniwaffle, con e senza zucchero, con e senza burro,
con e senza sciroppo. Bubbies rimane coerente nella sua passione
per i toast.
Con il solo scopo di irritare Sammy, insegno a Andrew e
Ryan l'Inno nazionale di Boppo. Diventa subito la canzone
preferita di Ryan (non so quante altre canzoni conosca) e la
canta a squarciagola, con la sua voce potente. Andrew sembra
tollerare l'inno, ma  scettico sulle parole. Vuole sapere se sono
veramente grande. Guardo Sammy che sorride con aria di derisione.
Ormai Bubbies  abbastanza grande per riconoscere la
canzone. Jessie, sempre un'ottima compagna, si unisce a noi,
cos la gioiosa banda mattutina  composta dal baritono chiassoso
di Ryan, il tenore esitante di Andrew, il soprano forzato
di Jessie, il roco contralto di Bubbies, e Sammy che esclama:
Spero che non puzzi. Mi viene in mente che gli altri adulti
potrebbero non approvare questo esercizio di autoesaltazione,
ma  il prezzo che si paga quando si  veramente grandi.
La mia rabbia, essendo inutile, scoppia in luoghi sbagliati e
momenti sbagliati. Una sera me la sono presa con Ryan, che
ha solo tre anni. Ryan non ha soltanto la corporatura e la voce
cupa di un gangster, ma anche lo stesso modo di parlare, cosa
che diverte tutti, soprattutto Carl e Wendy. Quando vuole
l'acqua, ringhia, Ah-cqua!. Stava correndo al piano di sopra
e ha urtato Bubbies, facendolo cadere a terra. L'ho strillato e si
 spaventato. E corso a prendere il ciuccio. Gliel'ho tolto. Ho
esagerato. Gli ho chiesto scusa. Anche lui si  scusato. Vorrei
avere dei superpoteri, mi ha detto. Cos potrei volare sopra
Bubbies senza andarci a sbattere.
Wendy si  arrabbiata con me perch ho sgridato Ryan in
quel modo, ma non mi ha detto nulla, e questo non ha fatto
che raddoppiare il mio senso di colpa. Voglio bene a Wendy.
 sempre attenta e amorevole con Jessie, Sammy e Bubs.
Sa che le donne come lei, Liz Hale, Leslie Adelman e poche altre
dell'et di Amy, rappresentano un collegamento con Amy.
I bambini possono osservarle e ricordare com'era la mamma
con loro, vederle come una sorta di surrogato. So che succede
cos con la zia Wendy. Avevo promesso a me stesso di chiarirmi
con lei, ma non ce n' stato bisogno. Poco dopo il mio sbaglio
con Ryan, i rapporti sono tornati buoni senza che dovessi
fare nulla.
Amy e Harris si sono sposati nella nostra casa di Quogue nel
1998, in uno di quei giorni intensamente luminosi di giugno
che attirano gli artisti nella parte orientale di Long Island. A
Amy non  mai importato che non potessimo permetterci un
matrimonio in grande stile come quello delle sue amiche. Le
dissi quello che potevamo fare e ne fu entusiasta. Affittammo
un tendone bianco, che si gonfiava con il vento sul prato davanti
alla casa. Amy e Harris chiamarono un gruppo di New
York, che suon per lo pi musica degli anni Sessanta. C'erano
blazer blu con cravatte rosse e abiti blu scuro con dettagli bianchi,
e molte rose bianche. Il cielo era limpido come cristallo.
Avevamo chiesto a Amy che tipo di cerimonia desiderassero
lei e Harris. Ci rispose che avrebbero voluto che a sposarli fosse
il fumettista Garry Trudeau, un caro amico di famiglia. Dopo
una breve indagine, scoprimmo che lo stato di New York non
permetteva ai fumettisti (n a qualsiasi altro laico, del resto)
di eseguire cerimonie di nozze, cos decidemmo di organizzare
due cerimonie distinte: una celebrata dal fumettista e l'altra,
legale, da Erik Kolbell. La mattina del matrimonio, Amy,
Ginny e Jane Pauley, la giornalista televisiva moglie di Garry,
si recarono nel salone di bellezza di Quogue per l'acconciatura.
Jane aveva dato a Amy un paio di orecchini di diamanti da indossare
come qualcosa di prestato. Al salone di bellezza disse
a Amy che gli orecchini sarebbero stati in prestito soltanto
fino al fatidico s, dopo di che sarebbero diventati definitivamente
suoi. Garry spese parole molto belle sulla coppia, prima
di annunciare ai presenti che stava per sposare Amy e Harris in
virt del potere conferitogli dallo stato di Euforia.
Il giorno seguente, prima che Amy e Harris partissero per il
viaggio di nozze, servimmo un brunch per gli amici e la gente
invitata al matrimonio. Io e Amy facemmo una passeggiata,
da soli, abbracciati. Non ricordo quello che ci siamo detti.
Nel mio studio, Bubbies mi siede in grembo. Tiene le mani
dietro la testa quando si rilassa. Io faccio lo stesso. Stiamo seduti
su una sbilenca poltrona di pelle marrone; nella stessa
posizione, rivolti dalla stessa parte, come se fossimo su uno
slittino.
Una sera, mi indica la mensola alla sua sinistra e dice: Libro.
Il dito punta verso Le lettere di James Joyce, a cura di
Stuart Gilbert. Sembra una scelta ambiziosa per un bambino
di ventitr mesi, ma estraggo il libro dallo scaffale e lo appoggio
davanti a noi.
Caro Bubbies, comincio. Sono andato al mare oggi, e
ho giocato con la sabbia. Ho anche costruito un castello. Spero
che verrai a giocare con me al pi presto. Con affetto, James
Joyce.
Bubbies sembra contento, quindi gliene leggo un'altra:
Caro Bubbies,
sono stato al parco giochi oggi. Ho provato lo scivolo. Mi ha fatto
un po' paura. Preferisco l'altalena. So volare fino in alto, proprio
come te.
Con affetto,
James Joyce
Bubbies sfoglia le pagine. Di tanto in tanto mi diverto a leggergli
una lettera inventata pi vicina alla verit della vita e
della personalit di Joyce.
Caro Bubbies,
odio la Chiesa cattolica, e lascio l'Irlanda per sempre.
Con affetto,
James Joyce
Mi attrae l'idea che Bubbies abbia scelto di interessarsi a uno
scrittore che avrebbe calpestato volentieri un bambino pur di
ottenere una recensione entusiastica.
Cerco di rimettere a posto il libro, ma Bubbies lo interpreta
come un annuncio implicito che presto dovr andare a dormire
e protesta. Joyce!, dice. Alla fine si rassegna al fatto che la
giornata sia terminata. Rimette a posto il libro lui stesso, sussurrando
sottovoce: Joyce.
Quando Bubbies aveva pochi mesi, Amy se lo metteva spesso
sulle ginocchia, lo teneva sotto le braccia e lo guardava dritto
negli occhi con un senso indefinito di necessit. Poi gli cantava
una delle sue strane canzoni sulle note di Fra Martino, che
ora mi fa domandare se non avesse un presentimento inconscio
che non sarebbe potuta restare accanto a lui.
Siamo forti, siamo forti.
Pesi su, pesi gi.
Pesi grandi e piccoli,
Pesi grandi e piccoli.
Siamo forti.
Accompagno Ginny e Jessie a New York e mi unisco a loro
per una colazione a base di frittelle e french toast in un ristorante
dell'Upper Manhattan, poi me ne vado per i fatti miei.
Questo  il loro giorno in citt. Anche Sammy pi avanti avr
il suo. Durante la mattina Ginny e Jessie vanno da un parrucchiere,
dove Jessie si fa fare i capelli e le unghie. La manicurista
le chiede di che colore le vuole. Lei sceglie un blu elettrico.
Nel primo pomeriggio vanno al negozio dell'American Girl,
sulla Fifth Avenue, una mecca per le preadolescenti. Il negozio
vende le bambole American Girl, i loro vestitini e tutto l'armamentario:
abiti per poter essere uguali alle proprie bambole,
libri sulle bambole, modellini di carta delle bambole, una
sala da t dove pranzare o bere il t con la propria bambola
(oggi la sala  al completo, e Ginny e Jess pranzano da un'altra
parte) e un ospedale per le bambole. Jessie compra una felpa
dell'American Girl e una camicia da notte bianca per s e
per la sua bambola, pi due libri. Compra anche un videogioco
per la sua amica Oana.
Passeggiano e chiacchierano, assaporando la tranquilla magnificenza
di New York in un giorno di agosto. Scendono nel
West 20s, dove alcuni nostri amici, l'artista David Levinthal,
sua moglie Kate Sullivan e il piccolo Sam, abitano in un grande
appartamento. Kate  una pasticciera professionista. Lei e
Jess preparano insieme dei biscotti di varie forme, e Kate regala
a Jessie degli stampini per farne degli altri. Sulla via del ritorno
verso nord, Ginny le mostra la zona del Gramercy Park
dove sono cresciuto, e dove io e Ginny abbiamo trascorso parecchio
tempo negli anni delle superiori e dell'universit. John
ci raggiunge dopo il lavoro per cenare con noi. I bambini lo
hanno sempre adorato, attratti dalla sua gentilezza e riservatezza.
Quando arriva, Jessie esplode di gioia. Dichiara che
questo  il suo giorno perfetto.
Carl, Wendy e i ragazzi ritornano a Fairfax, lasciando me,
Ginny, Harris e i bambini a trascorrere qualche giorno insieme
prima che l'estate finisca. Sto in piedi davanti all'oceano,
e tengo Jessie per mano. Quando era pi piccola non voleva
mettere i piedi nella sabbia. Sammy ha avuto la stessa reazione
con la neve. Nessuno dei due si fidava delle superfici incerte.
Oggi Jessie si tuffa a capofitto nell'acqua. Harris  a pochi
metri da noi e sta costruendo insieme a Sammy un castello di
sabbia con il fossato. Ginny indossa il berretto di Obama. Lei
e Bubbies rimangono sotto l'ombrellone a strisce gialle e nere.
Ginny gli sta leggendo qualcosa, con la sua calma, la sua infinita
pazienza.
Mi viene in mente un'immagine di mia madre che legge a
Peter quando mio fratello aveva pi o meno l'et di Bubbies.
Anche lei era un'insegnante. Li guardavo mentre sedevano
sulle sedie a sdraio di un albergo dove alloggiavamo; mia madre
teneva il libro sotto i raggi del sole.
Ecco che arriva l'onda, dico a Jessie. Sta arrivando. Ci
bagner le ginocchia, le caviglie o le dita dei piedi?.
Le dita dei piedi, risponde Jessie.
Diverse miglia a est da qui, le spiagge di Southampton e East
Hampton sono affollate di gente, ma a Quogue la spiaggia 
sgombra, con un ampio spazio per giocare e camminare. Una
bambina che ha pi o meno l'et di Jessie si avvicina e si presenta:
Mi chiamo Schuyler, dice. Jessie la saluta con calore.
La bambina si allontana. Jessie fissa le barche contro il cielo
pallido. Guarda i ragazzi pi grandi sulle loro tavolette da surf.
Sorride stupita con la bocca leggermente aperta, mostrando i
buchi dei denti caduti, proprio come faceva Amy alla sua et.
Entriamo in acqua!, dice Harris. Io e lui, a turno, ci occupiamo
di acchiappare Jessie fra le onde. Lei nuota dall'uno
all'altro mentre ci allontaniamo di una decina di metri. Ginny,
a riva con i bambini, ci osserva ansiosa. Essendo una buona
nuotatrice, ha sempre diffidato dell'oceano. Anche Amy era
una brava nuotatrice. La nostra foto preferita risale a quando
aveva sei anni, ed  stata scattata in una piscina a Washington:
Amy  sott'acqua e nuota a rana verso la macchina fotografica.
Pap! Arrivo!.
Prima di tornare a casa, prendiamo un gelato. Sammy vuole
un cono con la vaniglia e gli zuccherini colorati. Jess e Bubbies
scelgono delle coppette alla vaniglia. Harris si astiene. Io
e Ginny prendiamo un variegato alla vaniglia. Costellazioni di
famiglie sono sparse lungo la spiaggia. La nostra non sembra
molto diversa dalle altre.
Alla fine di agosto torniamo a Bethesda per l'inizio della scuola
dei bambini. Bubbies comincia l'asilo nido alla Geneva. E
Ginny ad accompagnarlo. Il primo giorno piange, ma dopo
va bene. La scuola, per chi  alto meno di un metro, sembra
qualcosa di assurdo. Jessie inizia la seconda elementare alla
Burning Tree, Sammy la prima. E entusiasta, soprattutto di
prendere lo scuolabus. Il primo giorno, il pulmino rimane senza
benzina durante il viaggio di ritorno.
Qual  stato il momento pi bello della giornata?, gli
chiedo.
Quando lo scuolabus non riusciva pi a muoversi, risponde.
Harris commenta che per Sammy questo potrebbe rimanere
il momento preferito dell'intero anno.
Nel weekend andiamo al cimitero. Ogni volta ci vado con
un misto di necessit e trepidazione, perch so di poter crollare
alla vista di quel piccolo rettangolo di terra, con il bosso
a fare ombra, l'urna per i fiori, e la lapide, cos definitiva.
Quando abbiamo scelto questo posto, a dicembre, si vedevano
i palazzi degli uffici attraverso gli alberi appena potati. Con la
primavera il luogo  fiorito di cornioli e magnolie.
Jessie ha portato dei garofani bianchi; Sammy, un palloncino
dei Washington Redskins a forma di palla da football
gigante, che intende liberare in aria. Sembra fragile in questi
giorni, spesso assorto in silenzio, con lo sguardo lontano.
Tuttavia parla di pi della morte di Amy. Ieri mattina mi
ha chiesto ancora una volta com' morta. Il cuore si  fermato.
Giusto?, ha detto. Quando, il primo giorno di scuola,
a tutti i bambini  stato chiesto di fare un disegno delle
famiglie, in quello di Sammy c'era anche Amy, stesa morta
sul pavimento. Catherine Andrews, la psicoterapeuta dei
bambini, dice che Sammy esprime i ricordi per come gli arrivano,
ma che  un modo per espellerli, ed  difficile che possano
ripetersi.
Davanti alla tomba, Harris chiede a Sammy se ha qualcosa
da dire. Sammy si mette dietro la lapide e dice: Mi manchi,
mamma. Racconta a Amy della prima insegnante di Bubbies
al nido, Miss Franzetti, dell'insegnante di seconda elementare
di Jessie, Mrs Salcetti, e della sua, Miss Merritt. Le parla del
palloncino, e dice che i Redskins vinceranno il Superbowl. Jessie
non ha nessun messaggio per Amy oggi. Sammy chiede a
Harris se pu essere sepolto accanto alla mamma. Harris dice
di s, ma aggiunge che quel giorno  molto lontano.
Io e Ginny a turno teniamo Bubbies, che ha con s un piccolo
pinguino di plastica. Quando schiacci il bottone al centro
della pancia, apre e chiude il becco, facendo sbattere le piccole
ali, e starnazza. In una precedente visita al cimitero, Bubbies
si era rifiutato di scendere dal seggiolino dell'auto e aveva
gridato: No, no, no!. Oggi ha il suo pinguino e si accontenta
semplicemente di lanciare occhiate in giro.
Jessie mette i garofani nel vaso a forma di cono. Harris scrive
sul palloncino: Ti vogliamo bene, mamma. I bambini lo
lasciano andare. Il palloncino vola nell'aria pesante e si impiglia
su un albero lontano. Assicuriamo loro che il vento alla
fine lo liberer.
Il compleanno di Bubbies cade nel mese di settembre, come
il mio. Per il suo, ci siamo organizzati con Carl, Wendy e i
loro ragazzi, e gli abbiamo regalato un barbecue giocattolo
per incentivare la sua inclinazione culinaria. Quanti anni fai,
Bubs?, gli ho chiesto. Due!, ha risposto.
Per il mio compleanno, Ginny mi ha regalato il kayak.
Harris, un finto Andy Warhol che ha ordinato su internet: 
composto da quattro versioni diverse di una foto di me con
Bubbies a Disney World lo scorso gennaio, io appoggiato con
la schiena a una panchina, e Bubbies dietro che mi tira i capelli.In ogni riquadro, i capelli, gli occhi e la pelle hanno colori
differenti. Io e Ginny l'abbiamo appeso nella nostra camera da
letto, dove a Bubbies piace venire a guardare la sua immagine
con i capelli verdi e la mia con i capelli blu. Continua a venire
nella nostra stanza per rubare e poi nascondere i bigodini di
Ginny, per cercare di prendere le chiavi della macchina, o per
chiedere Cos' questo? riguardo a tutto. La nostra stanza 
diventata una casa, con spazi per i libri, le scarpe, le valigie,
le foto di Amy e dei nipoti sulla mia scrivania, e i bambini che
continuano a fare dentro e fuori. Sammy guarda la tv sul nostro
letto quando Jessie si impadronisce di quella al piano di
sopra. Jessie vuole sapere come funziona la mia macchina da
scrivere IBM Selectric. L'affascina vedermi mentre scrivo: un
oggetto antico che usa un oggetto antico.
Una sera, Sammy si precipita nella stanza nudo dalla testa
ai piedi. Boppo!, dice, dopo aver appena visto un dvd della
Carica dei 101. I cuccioli dalmata sono stati salvati!. Sammy,
gli chiedo, dove sono finiti i tuoi vestiti?. Mi risponde:
I cuccioli stavano per essere scuoiati per farci dei cappotti!.
Lancia un'occhiata alla foto di Amy. Mi manca la mamma,
dice. Anche a me, rispondo.
Alle numerose attivit dei bambini si sono aggiunte le arti
marziali per Sammy, una nuova palestra con travi per tenersi
in equilibrio e strutture per arrampicarsi per Bubbies, e lo yoga
per Jess. Il sabato mattina, in autunno, Jessie ha calcio. La
sua squadra, le Flames, indossa una divisa di un giallo sfolgorante.
Le partite si svolgono contemporaneamente su tre campi
adiacenti. Rob Hazan, l'allenatore delle Flames,  sposato
con Jill, un'amica delle superiori di Harris. Jill e le altre madri
siedono insieme sui seggiolini pieghevoli nell'aria fredda d'autunno,
e Ginny sta seduta insieme a loro.
 come quando i nostri figli erano piccoli, con i genitori
che si ritrovavano per recite, spettacoli, concorsi, partite di basket,
la Little League di baseball. In Vermont, dove abbiamo
condotto vita di campagna per un anno nel periodo fra il mio
impiego al Washington Post e quello al Time a New York,
applaudivamo dalle tribune delle palestre scolastiche piene di
spifferi, con John nel passeggino, mentre Carl faceva un canestro
decisivo nel torneo di basket locale e Amy segnava i punti
che aveva fatto durante una partita delle scuole elementari:
quattro. A Bethesda succede proprio quello che ha detto Ginny:
sta conducendo la vita di Amy. Con una madre progetta
una visita al National Zoo, con un'altra un appuntamento
per vedere Madagascar. Le donne parlano degli insegnanti dei
loro figli. Elogiano, si lamentano, collaborano, spettegolano.
Per Halloween andiamo alla Burning Tree per ammirare
Sammy, Jessie e gli altri bambini nei loro costumi e guardare
la sfilata. L'insegnante di seconda di Jessie, Deirdre Salcetti,
 una donna bionda sulla quarantina, creativa e perspicace,
con un sorriso rassicurante che si abbandona facilmente alle
risate. Ha un fisico da ginnasta. Insegna yoga. E vestita da
ape oggi, ha le antenne sulla testa e delle ali trasparenti, e un
cartellino che recita: Dont worry. Bee happy (Gioco di parole fra be happy, sii felice, e bee happy, ape felice).
Mrs Salcetti sta in piedi davanti alla classe. Non inizieremo fino a quando
non ci sar silenzio da parte di tutti. I bambini si preparano a presentarsi ai visitatori.
Una bambina si fa avanti e si presenta come Indiana Jones,
spiegando chi . Un'altra  vestita da Jedi. Katie, che non
ha i capelli, fa la parte della maga. Suppongo che stia facendo
un trattamento per il cancro, ma mi viene poi spiegato che
si tratta di un disturbo genetico. Il suo viso  incredibilmente
bianco.  comunque sorridente. Una bambina di nome Amy 
vestita da strega con un gatto e una scopa.
Cavalcherai la tua scopa pi tardi?, le chiede Mrs Salcetti.
Sono una strega buona, risponde Amy.
Arriva Dorothy, trasportando Toto in un cesto e indossando
delle scarpette rosse scintillanti. Fa sbattere i tacchi tre volte.
Poi  il turno di Michael, l'incredibile Hulk. Jaraad  un
alieno con la faccia verde. Ne arrivano altri: una Tootsie Roll,
una Eloise, uno zio Sam, una moglie di Frankenstein con una
ciocca bianca fra i capelli. Non riesco a vedere bene con questo
casco, dice un altro personaggio di Star Wars. Sei candidato
alla presidenza?, chiedo a un bambino con una maschera
di Obama. No, mi risponde. Compare Jessie. Con decisione
ed energia, annuncia di essere un Power Ranger.
I genitori, Ginny e io siamo invitati a spostarci all'esterno
per la parata di Halloween. Passiamo davanti a simboli, motti
e aforismi di incoraggiamento disegnati sulle pareti della
scuola. C' un cane dipinto che tiene una palla in equilibrio
sul naso, e sotto c' scritto: Nessuno pu fare tutto, ma tutti
possono fare qualcosa. Saluto Andrew, un bambino autistico
che era in prima elementare con Jessie lo scorso anno.
Aveva un'insegnante di sostegno che lo aiutava. Mi chiedeva
sempre: Sei tu il mio pap?. Non so dire se mi riconosca, ma
mi abbraccia.
La classe di Sammy  in fila nel corridoio, guidata da Pam
Merritt. Miss Merritt ha l'aria indipendente ed elegante della
zia preferita, la postura regale, la voce fumosa di una cantante
di blues, e porta delle scarpe da ginnastica rosse. Sammy
 Ironman, il suo nuovo supereroe numero uno. Ci vede e ci
saluta.
Gitani, angeli, Spiderman, Superman sfilano davanti alla
folla e calpestano le foglie cadute. Harris, che  uscito presto
dal lavoro, si unisce a noi. Jessie e Sammy ci marciano
davanti e si illuminano quando lo vedono. Padri e madri escono
dalla folla per scattare foto. I bambini si mettono davanti
al muro di mattoni rossi o sotto gli alberi con i loro silenziosi
colori autunnali. Alla comparsa di una bambina vestita da
Sherlock Holmes, io e Ginny ci scambiamo un'occhiata. Per
un Halloween di tanto tempo fa, quando Carl aveva otto anni
e Amy cinque, avevano litigato ferocemente su chi dovesse
vestirsi da Sherlock Holmes e chi da Watson. Io sono il pi
grande, quindi sono Holmes, diceva Carl. Anche il dottor
Watson era il pi grande, gli aveva risposto Amy. Quindi tu
sei Watson. Finirono per vestirsi entrambi da Holmes, accusandosi
a vicenda di essere degli impostori.
Bubbies canta e balla ascoltando un disco di canzoni per bambini.
Ginny lo accompagna. Dov' Pollicione? Dov' Pollicione?,
cantano. Sono qui. Sono qui. Ginny ha il tono di voce
incredibilmente preciso dell'ex insegnante. Conosce tutti i gesti
delle mani che accompagnano le parole. Sono qui. Alza
i pollici di fronte a s. Come sta oggi, signore? Molto bene,
grazie. Agita i pollici come se stessero parlando fra loro.
Scappa. Scappa. Nasconde i pollici dietro la schiena. Bubbies
 ipnotizzato, e anch'io.
Come fai a conoscere quella roba?, le chiedo.
Sono organizzata, dice. Spaventoso, non  vero?.
Io tendo a fare tutto ci che dice Bubbies, invece Harris gli
parla come se avesse vent'anni. (Ha iniziato anche a chiamarlo James ora che va a scuola e, con un po' di resistenza, sto
cercando di adattarmi anch'io). Un luned mattina, prima che
facessi i bagagli per il mio viaggio a Quogue, James era al suo
solito posto al tavolo della cucina, e ordinava agli altri dove
sedersi. Lo fa spesso. Se occupi un posto che non approva, ti
punta contro il pugno. Seduto qui!, dice, indicando un altro
posto. Soltanto lui sembra conoscere le assegnazioni corrette.
Quella mattina Ginny aveva occupato la sedia sbagliata, cos
James le ha mostrato quella giusta.
Mimi seduta qui!, ha esclamato, indicando l'altro lato del
tavolo. Harris  entrato e gli ha detto: Non devi dire agli altri
dove sedersi. Il tono disinvolto del comando di Harris mi
ha fatto sorridere per gran parte del viaggio. L'ho chiamato
da Quogue, nel tardo pomeriggio. Ma lo sai, gli ho detto,
che dicendo a James di non ordinare alla gente dove sedersi,
gli hai tolto il sessanta per cento dei suoi argomenti di
discussione?.
Sar pure cos, ha commentato Harris. Fatto sta che non
ha pi detto a nessuno dove sedersi per tutta la giornata.
Boppo! Guarda qui!. Jessie mi mostra il suo nuovo Libro dei
record. Ci sono gli Yankees!. Davvero?, le dico. Allora,
quante World Series hanno vinto gli Yankees?. Non ha bisogno
di controllare il libro. Ventisei, dice. Mi basta questo,
le dico. Prendi i bagagli, andiamo a Parigi per il weekend!.
Solleva i pugni serrati lungo i fianchi come se stesse portando
delle valigie, e trotterella verso la porta d'ingresso.
Sai, Jessie, quando ero una bambina come te....
Oh, Boppo!, mi fa lei.
Il mio lavoro d'insegnamento nel periodo autunnale si limita
a due corsi, quindi  abbastanza lieve. Il luned tengo un corso
di poesia moderna al campus principale della Stony Brook,
sulla riva settentrionale di Long Island, e il marted un laboratorio
di scrittura nella sede di Southampton. Il campus di
Southampton si trova a quindici minuti d'auto da casa. Kevin
passa a trovarmi il marted mattina, prima che io esca per
andare a fare lezione, e ci sediamo in cucina a parlare. Non
vuole mai un caff o qualcosa da mangiare. Restiamo seduti
al tavolo, uno di fronte all'altro, e parliamo degli Yankees,
dei Mets, dei Jets (su questi ultimi andiamo d'accordo) o di
qualsiasi cosa ci venga in mente. Di tanto in tanto ci sentiamo
anche per telefono.
Vengo da un ambiente di chiacchieroni. Lui no. Crede nei
medium?, mi domanda una mattina. Gli dico di no, ma senza
essere sprezzante, perch  chiaro che lui e Cathy vogliono
crederci. Cathy vede un medium, che la mette in comunicazione
con Stephen. E convinta che lo spirito del figlio si trovi nelle
vicinanze e sorvegli la famiglia. Dice che le luci si accendono
e spengono da sole in casa per segnalare la sua presenza. Sono
andato alla Stony Brook e ho guardato i luoghi dove camminava,
e sapevo che lui era con me, mi dice Kevin. Mi limito
ad ascoltare. Continuo a pagare per il suo cellulare, aggiunge,
per poter sentire la sua voce.
Shirley Kenny, la direttrice della Stony Brook,  stata gentile
e premurosa con gli Stakey, cos come con la nostra famiglia.
Ho saputo della morte di suo figlio dopo che  morta
Amy. Allo stesso modo ci  capitato di sentire molte persone
nel corso dell'anno che hanno perso un figlio, giovane o adulto;
molti erano stati nostri amici o conoscenti per anni, ma
non avevano mai parlato di quelle morti, come se appartenessero
a un club segreto.
Kevin passa da casa anche quando non ci sono. Da quando
ha completato la casetta dei giochi, ha apportato altri miglioramenti,
rifacendo parte del terzo piano, in modo che potessimo
disporre di uno spazio confortevole per Ligaya in estate, e
puntellando le assi del soffitto della cantina, un intervento che
ha reso necessario rifare gran parte della veranda sovrastante.
Gli ho detto che non amavo quel genere di lavori di riparazione
perch non era mai possibile stabilire quanto fossero costati.
Mi ha risposto che avrebbe messo una targa sulla veranda,
con l'indicazione dei costi. Spesso passa soltanto per controllare
che tutto sia a posto.
Oggi  preoccupato per i suoi colleghi costruttori e operai
di Long Island. Nessuno costruisce laggi, nessuno ha bisogno
di falegnami. La segheria di Riverhead ha licenziato oltre
la met del personale, dice. Non sa come potranno sopravvivere
i suoi amici con la recessione. Pensa che Obama ci aiuter?,
mi chiede. Rispondo di s. Rimaniamo in silenzio per un
po'. Poi dice: Le ho detto che ho visto un video di Stephen che
suonava la batteria nella sua band?.
Di solito non credo negli insegnanti che permettono agli studenti
di entrare troppo nella loro vita privata. Ma volutamente
ho parlato di Amy con i miei studenti e della situazione della nostra
famiglia. Gli studenti sentono le voci che circolano, quindi
affrontare di petto il problema mi serve per fare maggiore
chiarezza ed escludere la possibilit che si interessino troppo a
me e non agli argomenti di cui discuteremo. Non voglio recitare
la parte del misterioso professore con un dolore inespresso.
Soprattutto, mi piacerebbe far capire loro che siamo tutti nella
stessa barca. Ognuno di loro ha vissuto un dolore di un tipo o
di un altro. Racconto loro di Amy soltanto una volta.
Mi piacciono gli studenti di questa sessione, il che contribuisce
a rendere le lezioni migliori, con discussioni pi libere, di
pi ampia portata, e la possibilit di sorprese. Un giorno, una
ragazza molto riflessiva e silenziosa della mia classe di poesia
moderna stava facendo un riferimento ai metafisici. Di punto
in bianco ha affermato: Non mi piace John Donne. Non le
piace John Donne? Non ha nulla di originale da dire, ha aggiunto.
Le ho spiegato come la forma arricchisca il contenuto,
ma  rimasta sulle sue posizioni, e devo ammettere che potesse
avere ragione.
Agli inizi di novembre, a lezione parliamo di Anne Sexton.
Non sono mai stato un suo grande ammiratore, giudicandola
minore rispetto a sue contemporanee come Sylvia Plath e
Adrienne Rich. Ma con gli studenti ci siamo messi a discutere
di La verit che i morti conoscono e la poesia mi  piaciuta
pi di quanto ricordassi. Il verso che dice In un altro paese la
gente muore, che cosa significa?, ho chiesto alla classe. Significa
che la morte accade agli altri, ha risposto un ragazzo.
Allora, cosa accomuna le parole superficie e violoncello?,
chiedo a Jessie e Sammy a colazione. (La parola del mattino 
superficie. Quella di ieri era violoncello). Nessuna risposta.
Pensate alla c, suggerisco. Jessie dice: In superficie c'
una i dopo la c e prima della e, in violoncello no. Sammy
aggiunge: Per si pronunciano allo stesso modo. Sorrido.
Ogni volta che vado a New York, io e John ceniamo insieme.
Mi parla di Amy con una malinconia particolare. Amy e Carl,
avendo meno di tre anni di differenza, erano legati fra loro come
lo sono in genere un fratello e una sorella. John era legato
a Amy in modo diverso. Dato che Amy aveva nove anni pi di
lui, oscillava fra l'essere una tutrice, un'insegnante e un'amica.
Quando Carl and al college, gli altri due unirono le forze.
Ascoltavano la stessa musica. Guardavano Beverly Hills
90210 e Melrose Place in maniera devota, vietandomi di guardarlo
con loro perch facevo troppi commenti irriverenti. Una
semplice osservazione era gi di troppo. Giocavano insieme
al videogioco Sonic. Amy prendeva in giro John quando era
piccolo: Perch vuoi esprimere la tua opinione?, gli diceva.
Non sei nemmeno una persona. John ha imparato da Amy
i vantaggi di parlare in modo schietto e il valore dell'amicizia.
Ha mantenuto i suoi amici, non solo quelli dell'universit
e delle superiori, ma anche quelli delle elementari. Io e Ginny
abbiamo una foto di loro due, quando Amy aveva dodici anni
e John tre, che leccano lo stesso cono gelato a Central Park.
John  ancora meno incline di me e Harris a parlare dei propri
sentimenti, ma se mi capita di accennare a un momento di
tristezza che ho provato pensando a Amy, confessa che anche
lui ha momenti simili. Tiene dentro di s a tal punto le emozioni,
che ogni volta che dice qualcosa che rivela la sua intimit
 come se si liberasse di un peso gravoso. Durante una cena
nel nostro solito ristorante giapponese, un paio di settimane
dopo la morte di Amy, mi ha detto: Sto iniziando a non pensare
a lei ogni giorno. Mi sento in colpa per questo. La mattina
fredda e buia in cui Amy  stata sepolta, ognuno di noi si
 avvicinato alla bara, ancora in superficie. John  rimasto l
per molto tempo, sussurrandole una sorta di ringraziamento,
dicendole quanto avesse significato per lui.
La morte di Amy potrebbe aver avuto un effetto salutare
su John, instillandogli una nuova fiducia. Negli ultimi anni
si  barcamenato come assistente legale in un'azienda dove 
ben voluto da persone che rendono piacevole il suo lavoro. Ma
tutti sanno che ha altre ambizioni, che premono dentro di lui
rendendolo ironico e critico. Ha sempre voluto scrivere. Da
quando Amy  morta, ha finito la sua prima sceneggiatura,
un'acuta satira della sua generazione.
Il 25 novembre  un mattino umido e freddo a Quogue. Ginny
mi chiama al cellulare mentre sto parcheggiando l'auto fuori
dall'ufficio postale. Mi dice che la notte prima James ha
pianto fra le braccia di Harris. Mamma, ha detto, come se
la chiamasse. Quando torna mamma?. Non ha mai detto
una cosa del genere. Aveva appena cominciato a parlare quando
Amy  morta. Per tutto questo tempo ha pensato che fosse
semplicemente andata via? Ginny dice che Harris gli ha spiegato
che la mamma  morta e non torner a casa, e la mattina
James sembrava tranquillo. Subito dopo aver riagganciato,
mi telefona un amico. Mi chiede dove sono. Gli dico che devo
guardarmi attorno per dargli la risposta giusta. Pensa che
stia scherzando.
Una consuetudine nella nostra famiglia, come in molte altre, 
dire Ti voglio bene alla fine delle conversazioni telefoniche.
Ti voglio bene, con il tono che si alza e si abbassa come fossero
due note musicali. Io e Amy ci chiamavamo almeno due o
tre volte alla settimana. Di rado parlavamo di cose realmente
importanti. Ogni tanto mi chiedeva consiglio se dovesse ridurre
o aumentare i giorni di lavoro, o mi raccontava di un'ingiustizia
in ufficio. A volte le chiedevo di leggere qualcosa che
stavo scrivendo, come facevo con altri della famiglia. Per lo
pi chiacchieravamo dei bambini, o pianificavamo di vederci
prima o poi. La settimana prima che morisse, parlammo in
un paio di occasioni del fatto che volevamo andarla a trovare
a Bethesda per Natale. Ti voglio bene.
Carl e Wendy dicono: Ti voglio bene, cos come i loro ragazzi
e anche Jessie e Sammy. Persino Bubbies lo dice ora. Ti
voglio bene. Anch'io ti voglio bene. Anche Harris. Ultimamente
faccio la stessa cosa con alcuni amici. Le nostre chiacchierate
si accendono e poi si attenuano, e faccio attenzione
all'istante in cui si esauriscono per volgere al termine. Ti voglio
bene.  un bisogno che sento in maniera pi forte in questi
giorni, e tendo a chiudere prima le conversazioni.
Dialoghi dallo spazio: Pap, dice Sammy una sera in cui
Harris torna a casa dopo una lunga giornata di lavoro. Io
adoro i pinguini! Prima li odiavo, ma adesso mi piacciono.
Perch?, chiede Harris. Perch ho imparato che i pinguini
hanno dei nemici!, risponde Sammy.  per questo che ti
piacciono?, chiede Harris. S, e pensavo anche che vivessero
solo in un posto, dice Sammy, invece vivono sulle coste sabbiose
e su quelle rocciose!.
Jessie a Ginny, mentre siamo in macchina. Mimi! Cosa ti
piacerebbe di pi? Cenare alla Casa Bianca o un picnic con
tua nipote?. Ginny risponde: Un picnic con la mia nipotina.
Jessie agita il pugno verso terra. S!.
Boppo!, dice Sammy, presentandomi il suo compagno
di classe che  venuto per giocare. Lui  Cameron! E cinese!
Mangia gli insetti!. Cameron sorride e annuisce. E le api!,
aggiunge Sammy. Prima le uccide, e poi le mangia!.
Riceviamo la prima relazione su Bubbies dalla Geneva: James
Solomon. Data di nascita: 20/09/06. Due giorni a settimana,
orario della mattina - Miss Franzetti. Autunno 2008.
Maria Franzetti  stata anche l'insegnante di Jessie e Sammy.
 bella, magra e con gli occhi scuri, con la voce da ragazza e
la r arrotata alla francese. Canta molto bene. Nella relazione
scrive: James si  adattato velocemente alla classe.  felice
e sorridente quando arriva. Dice subito ciao alla nonna e
mette le sue cose a posto prima di andare nella cucina a cercare
gli hot dog [giocattolo] e a preparare per noi i toast [giocattolo],
Non ha difficolt a esprimersi e mostra il desiderio di
partecipare alle varie attivit. Assorbe tutto ci che gli sta intorno.
Si diverte a imitare quello che fanno i suoi insegnanti.
Una settimana pi tardi, Jessie e Sammy portano a casa le loro
relazioni, che sono davvero eccellenti. Mrs Salcetti e Miss
Merritt, cos come Miss Carone, Mr Bullis e Miss Franzetti
prima di loro, sembrano avere un debole per Jessie e Sammy,
non per quello che i bambini hanno dovuto attraversare, ma
per quello che sono. Insieme a Harris e Ginny leggiamo le relazioni
ad alta voce. La mamma sarebbe molto fiera di voi,
diciamo ai bambini.
Il 6 dicembre io e Ginny andiamo al cimitero da soli.  un
sabato. L'anno scorso l'8 dicembre era sabato. Luned sar
l'anniversario della morte di Amy. I due giorni di differenza
sono dovuti all'anno bisestile. Harris e i bambini verranno
al cimitero domani, insieme a Carl e Wendy. Nessuno di
noi vuole onorare l'anniversario esatto. Ci piacerebbe ricordare
Amy nel giorno del suo compleanno, ed  improbabile che
io e Ginny torneremo al cimitero in questo periodo il prossimo
anno o negli anni a venire.
La temperatura  sotto lo zero, il cimitero deserto, i pini
carichi di ombre. Quando ci fermiamo davanti alla bara che
stavamo cercando, nessuno di noi due piange. Fissiamo il terreno.
Mi bagno due dita con la saliva e pulisco i segni lasciati
dagli uccelli su un angolo della lapide. Ginny ha portato un
piccolo mazzo di fiori. Non diciamo nulla, e rimaniamo in
piedi per cinque minuti, forse dieci. Dimmi quando sei pronta
per andare, chiedo. Ginny si volta e dice: Ora.
Ecco un'altra cosa dei bambini che avevo dimenticato: si divertono
a imitare le tue qualit meno gradevoli. Sono attratti
in particolar modo dal sarcasmo, perch richiede abilit e faccia
tosta. Ginny ha appena chiesto a Jessie per la quarta volta
se desidera altre frittelle. La sua ostinazione  ammirevole,
ma pu anche rivelarsi una gran rottura di scatole. Per quarantasei
anni di matrimonio ha continuato a chiedermi se mi
andasse del t, ottenendo sempre la stessa risposta. Di recente
ho preso a ripetere quello che dice un adorabile perdente, rispondendo
alla stessa domanda, in La vita a modo mio: N
ora, n mai. Altre frittelle, Jess?, domanda Ginny. Jessie mi
guarda con una maliziosa allegria dipinta negli occhi. Mimi,
risponde, in quanti altri modi posso dirti di no?.
Ginny non ha sempre una visione della vita cos instancabilmente
positiva come pu sembrare, ma questo suo lato prevale
in questioni come il t e le frittelle. Alla sua festa di compleanno
a sorpresa, lo scorso anno, durante un brindisi Wendy
ha ricordato quella volta, a una festa del Ringraziamento, in
cui lei e Ginny erano nella cucina di Amy, e Wendy aveva fatto
cuocere troppo una torta di mirtilli, bruciando il bordo. Ginny
le aveva detto di non preoccuparsi. Sar come mangiare
della crme brule, aveva aggiunto.
Un sabato sera io e Harris andiamo a cena in un ristorante indiano
di Bethesda. Beviamo un paio di bicchieri di vino rosso
e parliamo di tutto ci che ci viene in mente: la famiglia, la
partita di basket fra Georgetown e Memphis a cui abbiamo
assistito il pomeriggio; parliamo anche un po' di Amy. Non
c' nessuna logica nel rapporto fra suocero e genero. La figlia
o il figlio che ami sceglie una persona da amare, e il resto
tocca a te e a quella persona. Io e Ginny ci sentiamo vicini a
Wendy e Harris, non come genitori, ma nemmeno come amici
- come chi  unito dalla presenza, o assenza, di una terza
persona. Il ricordo di Amy lega me e Harris pi che se lei fosse
ancora viva.
Non abbiamo mai avuto nessuna discussione sui bambini,
se non di tipo giocoso. Eppure, siamo sempre pronti a bisticciare
su altri argomenti. Harris sottolinea spesso la mia scarsa
praticit. Gli ricordo come da sei anni si ostini a darmi una
diagnosi sbagliata per il mio pollice destro rotto. Chiunque
pu vedere che  rotto. E fa male come l'inferno. Non importa
quante volte mi lamenti, Harris continua a liquidare il caso
come artrite. Deve essere molto facile diventare un chirurgo
delle mani di questi tempi.
La settimana scorsa ha sorpreso tutti tornando a casa con
un quadro nuovo. E entrato a grandi passi in casa e lo ha appeso
nella sala tv sopra il divano. Il dipinto raffigura un paesaggio
invernale al tramonto. Gli alberi sono neri e senza
foglie. Un fiumiciattolo congelato fra due colline conduce verso
un campo spoglio. Il cielo rosso sembra in fiamme. Un'altra
volta, sempre di recente, ha portato a casa un'enorme fotografia
incorniciata di Muhammad Ali in posizione da combattimento,
che si ammira nello specchio di una palestra, con sotto
le scritte: I campioni hanno dentro qualcosa di profondo e
La volont deve essere pi forte del talento. L'ha appesa in
sala. Ha anche spostato il tavolo della cucina. Il tavolo era parallelo
al bancone che separa la cucina dalla sala tv. Harris lo
ha messo in posizione perpendicolare. Penso che stia cercando
di dare alle cose un aspetto diverso, o meno statico.
Tuttavia, sembra voler bilanciare ci che  cambiato con
quello che si  conservato. Durante una cena di beneficenza
per medici a cui lui e Amy avevano partecipato, un caricaturista
fece loro un disegno ritraendoli alla tipica maniera dei
caricaturisti, con la testa gigante e i corpi minuscoli. Sono in
costume da bagno e Harris trasporta Amy fra le braccia, in
una classica posa da bagnino. Qualche giorno fa Harris ha
fatto incorniciare questo disegno e l'ha appeso alla parete del
pianerottolo al secondo piano, insieme con le caricature dei
tre bambini, che sono state fatte di recente. Salendo e scendendo
le scale,  possibile vedere la famiglia di nuovo tutta
insieme.
In un certo senso vorrei che io e lui potessimo parlare dei
nostri sentimenti nello stesso modo in cui ci prendiamo in giro.
Ma la sua tendenza a vedere il lato positivo delle cose, per
lui cos utile, gli rende difficile cambiare marcia, anche se lo
volesse. E in questo io non sono migliore. Penso di essere portato
a vedere pi ombre rispetto a lui. Ma non sono propenso
a parlare dei miei sentimenti con nessuno a parte Ginny, e
anche con lei solo di rado. C' qualcosa nello slancio attuale
delle nostre vite che  buono e ci impedisce di affondare. Dovendo
scegliere fra confessarsi il dolore, con effetto catartico,
o pi semplicemente portarcelo dietro, preferiamo quest'ultima
soluzione. Spero solo che il dolore per la perdita di Amy
non finisca per consumare Harris. Non ci sono segnali finora,
ma durante gli eventi di famiglia nei quali un tempo Amy era
la luce che brillava, Harris non riesce a nascondere la propria
nostalgia. Il suo volto  teso. Non voglio fargli da padre. Ha
gi un buon padre a consigliarlo. Ma, come un padre, mi preoccupo
per questa sua debolezza.
Dopo quasi un anno, io e Ginny ci interroghiamo se sia il caso
di chiedere a Harris se vuole ancora che restiamo. Noi lo desideriamo
tantissimo e siamo abbastanza sicuri che ci direbbe
di s. Ma evitiamo di domandarglielo perch non vorremmo
dargli la minima impressione di volercene andare. Questa 
la nostra vita. Senza Harris e i bambini a riempirla, staremmo
seduti a Quogue a improvvisare stralci di conversazione
in mezzo a vuoti silenzi. So che rappresentiamo un diversivo
per i bambini, che diamo alla loro vita un'impostazione differente
da come sarebbe stata. Ma stiamo facendo la stessa cosa
con noi. Quando Amy  morta, io e Ginny non abbiamo avuto
bisogno di consultarci per stabilire dove avremmo voluto e
dovuto essere. Dovevamo chiederlo a Harris, non a noi stessi.
A questo punto, dovremmo chiederglielo di nuovo? Decidiamo
che sar lui a dirci quando andare. E fino ad allora varr
ci che ho detto a Jessie la prima volta: Per sempre. Se una
nuova donna dovesse entrare a far parte della sua vita, come ci
auguriamo che prima o poi accada, sappiamo che Harris avr
fatto la scelta giusta. E quando questo si verificher, non avremo
nemmeno bisogno di chiedergli cosa fare.
Mrs Salcetti mi invita a parlare di scrittura alla classe di Jessie.
Ne deduco che non abbia consultato Miss Carone riguardo
alla mia precedente esperienza. Conosco dall'anno passato
soltanto Luxmi, Arthur e Jaraad. Dico ai bambini che ho
memorizzato tutti i loro nomi, e mi invento un nome nuovo
per ciascuno di loro, chiamando i maschi Phyllis e le femmine
Ralph, e cos via. Le loro grida di protesta si portano via
una decina di minuti. Guardo Mrs Salcetti. Va bene cos?,
le chiedo. Sorride e indica l'orologio. Mancano ancora quaranta
minuti.
Su insistenza dell'insegnante racconto ai bambini la trama
del mio primo romanzo, Lapham Rising, rivedendola in parte
ma rimanendo fedele ai fatti essenziali. Naturalmente i bambini
si dimostrano pi svegli di me. Analizzano i personaggi
che io mi sono limitato a descrivere, osservando le possibili
sfumature. Mi spiegano il tema del mio libro. Non faccio altro
che annuire. Li invito a iniziare loro stessi un romanzo. Scrivete
una prima frase, dico. E ricordatevi, il vostro obiettivo
 che il lettore sia interessato fin dall'inizio. Jessie scrive:
C'era una volta una classe con i bambini pi bravi del mondo.
Mi rivolgo agli altri: Leggendo la frase di Jessie, che
cosa pensate che accadr?. Quasi in coro esclamano: Diventeranno
tutti cattivi.
Poich  chiaro, ancora una volta, che non ho nulla da insegnare
loro sulla scrittura, decido di dirigerli in una travolgente
versione corale di Boppo il Grande. La cantano con cos tanta
passione che quasi mi vengono le lacrime agli occhi. Chiedo
loro di cantarla di nuovo, pi forte, sperando che Sammy
ci possa sentire.
Durante un'altra giornata alla Burning Tree, sono andato nella
classe di Sammy, ma prima mi sono diretto verso quella di
Jessie per un saluto. Arthur, il compagno di Jessie, mi ha visto
nel corridoio ed  corso in classe ad annunciare: C' Boppo!.
Gli amici di Jessie e Sammy mi chiamano tutti Boppo.
Anche i loro insegnanti. Un pomeriggio ero in piedi accanto
alla mia auto, in attesa di riprendere Jessie dopo la scuola
e portarla a lezione di pianoforte, quando una maestra che
non conoscevo mi ha gridato: Boppo! Anche Sammy viene
a casa con lei?. Sono diventato Boppo anche nella scuola di
Bubbies, dove una mattina mi  stato chiesto dal preside di recitare
la parte del Dr Seuss per festeggiare il compleanno del
dottore. Mi sono seduto su una sedia a dondolo, in testa il cilindro
floscio a strisce rosse e bianche, e ho letto Il gatto col
cappello a bambini di due e tre anni. In questi momenti, sarebbe
tutt'altro che divertente vedere Amy in piedi a un lato
della classe, con le mani sui fianchi, che fa una smorfia beffarda.
Suo padre, Boppo il Chiassoso e l'Assurdo. Boppo nella
parte di Boppo. Dopo la visita alla Burning Tree, ho camminato
fino al parcheggio asfaltato, illuminato dal sole e pieno
di automobili. Tutto era silenzio. Nessuno in giro, tranne
Boppo il Grande.
Mentre accompagno Carl a fare la spesa, mi chiedo come faccia.
I bambini sono bravi, eccitati dal nuovo arrivo. Wendy  al
sesto mese. Sta per avere un altro bambino, un maschio (Jessie
ha accolto la notizia coraggiosamente). La conta piastrinica
di Wendy  bassa, come quando era incinta di Andrew
e Ryan, ma viene monitorata. Nessun problema, pap, dice.
Stanno progettando di comprare una casa pi grande. E
come stai affrontando la mancanza di Amy?, gli chiedo. Come
Ginny, mette s stesso per ultimo. Dice che a volte scoppia
in lacrime, soprattutto mentre guida. Le canzoni di Natale gli
fanno un particolare effetto. Ma una o due volte al mese, dice,
ascolto il messaggio che Amy aveva lasciato a Wendy sui
regali di Natale per i bambini e mi aiuta molto. La mamma lo
ha ascoltato. Credi che adesso ti piacerebbe sentirlo?. Gli dico
di no, non ancora.
Carl mi racconta una storia a proposito di Andrew, che sta per
compiere sei anni. Andrew  esigente e molto duro con s stesso.
Se sbaglia anche solo una lettera quando scrive il proprio
nome, cancella e riscrive Andrew da capo. Oppure prende
un altro foglio e ricomincia da zero. Carl cerca di rassicurarlo:
Tutti sbagliamo. Ma Andrew non lo accetta.
Un pomeriggio stava facendo dei disegni ed  caduto in preda
alla disperazione quando li ha firmati e si  accorto di aver
scritto male le lettere del proprio nome. Tutti sbagliamo, gli
ha detto Carl. Eric Carle no, ha risposto Andrew, parlando
dell'autore e illustratore di uno dei suoi primi libri, Orso bruno,
orso bruno, cosa vedi? I disegni di Eric Carle sono perfetti.
Quando i libri vengono pubblicati e noi li leggiamo, gli
errori sono gi stati tutti corretti, ha spiegato Carl. Tutti
sbagliamo.
Ryan, che stava giocando l vicino,  intervenuto: Dio no.
Dio non sbaglia. Andrew ha replicato: Dio ha fatto uno sbaglio
con la zia Amy.
E passato del tempo da quando ho chiamato la facolt di medicina
della New York University. Dean Grieco mi dice che il
fondo di Amy ha raccolto pi di un quarto di milione di dollari,
e che si aspettano una crescita del cinque per cento ogni anno.
Alan e Arlene Alda, vecchi amici di famiglia, hanno dato
un contributo generoso. So che altri soldi sono in arrivo, perch
diversi amici ci hanno detto che per Natale i loro familiari
si regaleranno dei versamenti per il fondo. Ma sarebbe molto
meglio avere Amy qui con noi, commenta Dean Grieco.
Gli chiedo se  possibile comunicare alla nostra famiglia
qualche informazione sui primi destinatari delle borse di studio.
Gli stanziamenti iniziali saranno a fine gennaio 2010.
Dice che chieder all'ufficio per le ammissioni e gli aiuti finanziari
e mi far sapere. Mi informa che in primavera si terr
un ricevimento nella facolt per coloro che hanno contribuito
alle borse di studio. Ci piacerebbe partecipare? Rispondo che
ci farebbe molto piacere.
Boppo, ti faccio un indovinello, dice Jess. Arriva al galoppo
venerd, si ferma due giorni, e poi riparte venerd. Com'
possibile?.
Perch Venerd  un cavallo, rispondo.
Giusto, dice lei. Un altro indovinello. In tre cadono in
acqua da una barca, ma solo due si bagnano i capelli. Com'
possibile?.
Perch Venerd  un cavallo, rispondo.
Giusto, dice lei.
James si sveglia verso le dieci di sera e chiama pap. Non 
contento quando vede che sono io a entrare nella stanza e a
prenderlo per portarlo al piano di sotto. Pap, dice. Gli dico
che pap  a cena con degli amici e torner a casa molto presto.
Borbotta ancora una volta pap, ma non si dispera. Lo
scorso inverno, se Harris era fuori la sera, per qualsiasi motivo,
e James si svegliava e non lo vedeva, si metteva a piangere
senza sosta fino a non farcela pi. Stasera si  limitato a mugugnare
il suo dispiacere, anche se l'ansia non  sparita. Sentiamo
il garage?, mi dice, riferendosi al fatto che Harris entrer
in casa dal garage dopo aver parcheggiato l'auto. Cos guardiamo
per un po' dalla finestra sul davanti, in cerca di Harris,
poi James poggia la testa sulla mia spalla. Restiamo in ascolto
dei rumori dal garage.
Stare senza i bambini  pi difficile per Ginny che per me, perch
io sono pi abituato agli effetti della solitudine. Forse io
passo troppo tempo da solo, ma Ginny, e anche Harris, ne
passano troppo poco. Stiamo insieme per qualche giorno io e
lei a New York, dove siamo stati invitati a cena a casa di vecchi
amici. Sono passati molti mesi dall'ultima volta che abbiamo
fatto qualcosa del genere. La mattina del giorno della
cena, Ginny siede all'estremit di un divano, con il viso rivolto
alla finestra. Le chiedo a cosa stia pensando, non a chi. Mi
dice che le  venuto in mente un pomeriggio quando Amy era
al liceo ed erano andate a fare spese folli da Saks. Una carrozza
trainata da cavalli era ferma davanti al negozio. Decidemmo
di salire e farci portare a casa, dice.  stato cos
stravagante.
 preoccupata del fatto che Jessie, crescendo senza madre,
non possa vivere esperienze come quella. Quando Amy comp
ventun anni, Ginny si fece scrivere delle lettere da una trentina
di sue amiche per raccontare a Amy che cosa significasse
essere donna. Anche lei scrisse una lettera, e raccolse tutto in
un elegante libro delle dimensioni di un voluminoso album
di fotografie, con delle tasche in ogni pagina in modo da poter
estrarre le singole lettere. Jessie non potr fare queste cose
che si fanno fra madre e figlia, dice. Ha te, ribatto. Hai
portato Jess in giro per New York e a vedere Lo schiaccianoci
proprio come avevi fatto con Amy. Ginny distoglie lo sguardo.
Non  la stessa cosa.
Rimane in silenzio per un minuto o due. Sai cosa mi ha
detto Harris quando lo abbiamo abbracciato il giorno in cui
Amy  morta? Ha detto:  impossibile. Ed  cos. Non pu
essere.  impossibile.
Nella lettera per il ventunesimo compleanno di Amy, Ginny
scriveva di aver sempre ammirato il tempismo della figlia. Il 19
aprile del 1969 Amy era nata un'ora prima del tempo previsto
per l'induzione al parto. Ricordava anche il viaggio signorile
di Amy verso l'ospedale di Boston. Io e Ginny giungemmo a
bordo di una macchina della polizia di Harvard. Fu un arrivo
in grande stile. Gli studenti della Dunster House illuminarono
la torre quella sera: uno dei pochi avvenimenti non politici
in quella primavera di protesta a Harvard.
Io e pap non riuscivamo a credere che avremmo dato alla
luce una bambina, proseguiva la lettera. Ginny aveva tre fratelli
maschi, io uno, e avevamo gi avuto Carl. Pensavamo che
nel nostro destino ci fossero solo maschi. La prima reazione
di pap fu:  impossibile che sia una femmina! Non abbiamo
mai avuto femmine!.. Quando ho visto per la prima volta
Amy, rannicchiata nel minuscolo lenzuolo bianco dell'ospedale,
mi sono ricordato di quello che John Kelleher, docente di
studi irlandesi a Harvard, padre di quattro ragazze, mi aveva
detto riguardo ai padri e alle figlie: Non esiste bambina che
non guardi fuori dalla culla e vedendo il proprio vecchio non
pensi: Che babbeo!..
La lettera di Ginny si soffermava su tutto ci che c'era di
amabile e particolare in Amy, dunque era una lettera lunga.
Era scritta con una mano pi sicura di quanto non lo sia oggi
la mano di Ginny. Da quando Amy  morta, la sua scrittura
 peggiorata, uno dei pochissimi segni esteriori della sua sofferenza.
La lettera si chiudeva cos: Ti auguro un lavoro che
ti soddisfi. Ti auguro la gioia di un matrimonio pieno d'amore.
Ti auguro la bellezza e l'appagamento che deriva dall'essere
una madre.
Fin dall'inizio, Ginny mi ha detto di sentire lo spirito di Amy
intorno a noi. Mi  capitato di ripetere questo pensiero ai bambini,
ma solo di sfuggita sono riuscito ad avvertire lo spirito
di Amy. La mia rabbia verso Dio rimane senza tregua, e pu
darsi che non voglia concedergli niente di buono o gentile, come
l'idea che la presenza di mia figlia aleggi attorno a noi. Conosco
il conforto che d alla gente pensare che i morti siano
ancora vicini. Sarebbe bello anche pensare che i morti siano
pi felici di restarci intorno. Ma sono semplicemente pi propenso
ad accettare l'idea di Lewis Thomas di un aldil basato
sul principio che nulla in natura scompare, senza spingermi
oltre. L'unico pensiero spirituale che ho avuto  stata una specie
di preghiera a Amy per dire che stiamo facendo quello che
lei avrebbe voluto.
Nel giorno del Ringraziamento, che abbiamo festeggiato a
casa di Dee e Howard a Bethesda, Howard mi ha chiesto di
rendere grazie. Ho detto: Il meglio che si possa dire di questa
famiglia  che Amy sarebbe contenta di noi.
Poi, un pomeriggio, io e Ginny stavamo aspettando John alla
Union Station. Veniva a trascorrere le vacanze di Natale da
noi. Sedevamo in auto, cercandolo con lo sguardo. Il suo treno
era in ritardo di pochi minuti. Ho sentito una mano che mi
toccava il polso destro - non in modo lieve, che si potesse confondere
con un soffio di brezza sulla manica della camicia, ma
in maniera netta, come un colpetto di incoraggiamento che
una persona potrebbe dare a un'altra. Ho guardato Ginny per
accertarmi che non fosse stata lei, ma era girata dall'altra parte
e stava cercando John fra la folla. Ho sperato di sentire di
nuovo quel tocco, ma non  successo. E non l'ho pi sentito da
allora. Forse si  trattato di un piccolo spasmo, un movimento
involontario dell'avambraccio. Una specie di contrazione.
Una sera, all'ora in cui i bambini devono andare a dormire,
Ginny trova Sammy sdraiato di schiena sul pavimento dello
studio di Harris. Ha le braccia aperte e la lingua gli sporge da
un lato della bocca. Il giorno in cui Amy  morta, Sammy  rimasto
da solo con lei, mentre Jessie andava a chiamare Harris.
Sammy ha provato a far respirare Amy. Ha cercato di aprirle
gli occhi.  cos che mi fissava la mamma, dice. Non lo
dimenticher mai. Era cos giovane, la persona pi giovane
che sia mai morta. Ginny dice di s, Amy era molto giovane
ed era una mamma meravigliosa. Sammy si alza dal pavimento
e va a letto.
I genitori di Wendy, Rose e Bob, regalano ai bambini un libro
intitolato L'elfo sullo scaffale, corredato di un pupazzo
di elfo alto una ventina di centimetri. Il libro spiega che l'elfo
si metter seduto in diversi punti della casa per controllare il
comportamento dei bambini e poi riporter tutto direttamente
a Babbo Natale. L'elfo dovr cambiare ogni sera posizione
e punto di osservazione, e Harris, Ginny e io dovremo dargli
una mano. Ha un cappello a pois rossi, gambe sottili e lo
sguardo furbetto. Credo che sia poco pi che uno spione. Ma
Harris nota che dal suo arrivo il comportamento dei bambini
 stato impeccabile. Vorrebbe prolungare il soggiorno dell'elfo,
ma non sa come giustificare la cosa.
Il giorno di Natale aiuto Jessie ad attaccare degli adesivi di High School Musical sulle pareti e sulle ante dell'armadio nella
sua stanza. La mattina passa pi lieve di quanto  successo
l'anno scorso. La notizia che di questi tempi nessuno spende
pi evidentemente non ha raggiunto i bambini di Clearwood
Road. Oltre agli adesivi, Jessie ha ricevuto dei libri, una palla
di vetro con la neve, un karaoke, diversi vestiti e un computer
tutto suo. Sammy, che non considera i vestiti dei regali, ha ricevuto
una moto telecomandata con motociclista, il Lego della
missione su Marte, degli elicotteri telecomandati Air Hogs
che terrorizzano tutti in casa e, per la Wii, Mario Baseball e
un gioco di Star Wars nel quale  possibile guadagnare molti
punti e, in un attimo, perdere tutto. La Wii  un gioco incredibilmente
creativo, e anche in quel suo modo che crea dipendenza,
riesce comunque a insegnare che le sconfitte vanno e
vengono, e che c' sempre la possibilit di un'altra partita. I
due bambini pi grandi hanno ricevuto un set per giocare a
basket che consiste di un canestro, un supporto e un piano di
sostegno, pi una tabella automatica che segna i punti ogni
volta che si fa centro. Il basket ha temporaneamente sostituito
il calcio come attivit del sabato di Jessie, e anche Sammy
gioca a basket. Un altro regalo in comune sono gli Shrinky
Dinks, adesivi da colorare e mettere nel tostapane, dove si restringono
e si trasformano in ragni e altri animali. Io sono incaricato
delle operazioni legate al tostapane. Oltre al camion
della spazzatura Caterpillar, la stazione di servizio, il banco di
lavoro e il garage, James ha ricevuto anche un tostapane giocattolo.
Per fare i toast come te, Boppo, mi ha detto.
A parte il raglio penetrante dei Wiggles, a cui James ha finito
per appassionarsi - Macedonia! Yum! Yum! -, il giorno
trascorre piacevolmente. James passa di attivit in attivit, come
un pittore ispirato che svolazza su una grande tela, dando
colpi a qualcosa in un punto della casa, spostando qualcos'altro
da una stanza all'altra. John gioca a Sorry! con Jessie e dice
a Ginny che si ricorda di quando da piccolo ci giocava con
Amy. Nel pomeriggio andiamo tutti a fare visita alla sorella di
Harris, Beth, nella sua casa di Capitol Hill. Beth, che lavora
come head hunter a Washington, porta spesso Jessie e Sammy
a fare un giro nel suo ufficio. Approfitta della riunione natalizia
per sostenere una raccolta fondi per i figli dei carcerati, invitando
gli ospiti a contribuire alla causa. Lo fa in modo cos
riservato che la met di noi si dimentica di fare una donazione.
Beth ha ereditato il suo intelligente entusiasmo per i progetti
di beneficenza dai genitori. Howard e Dee passano gran
parte dell'anno a prestare il loro aiuto al parco nazionale di
Acadia, nel Maine. La loro Volvo station-wagon ha un adesivo
che recita: La mia seconda auto  una bicicletta. Ho detto
loro che ho intenzione anch'io di farmi fare un adesivo con la
scritta: La mia seconda auto  un Suv pi grande. Hanno
sorriso con indulgenza.
Quando scende la sera, io, John, Harris e Ginny ci sediamo
a cena. Harris ha l'aria stanca, io anche. Nessuno accenna
all'assenza di Amy, ma la conversazione ha un'aria inquieta.
Sento Bubbies nella stanza accanto che mette a ripetizione un
CD di Hannah Montana al karaoke. Canta I Can't Wait to See
You Again.
La passione di Sammy per l'Empire State Building  iniziata
quando io e Ginny lo abbiamo portato a fare una gita speciale
a New York, e ha visto il grattacielo per la prima volta mentre
ci avvicinavamo all'Holland Tunnel. Cos' quell'altro palazzo
pi alto?, ha chiesto. Aveva intravisto una porzione del
Chrysler Building proprio dietro l'Empire State.
Lo sapevi che una volta un gorilla  salito in cima all'Empire
State Building?, gli ho detto. Non ci credo!, ha risposto.
Dopo avergli parlato di King Kong, sono stato costretto
a comprargli il dvd della versione originale del 1933, che ho
fatto passare come regalo post-natalizio. Un pomeriggio io,
Sammy e Jessie lo abbiamo guardato. James e Ligaya facevano
ogni tanto capolino nella stanza. Ero un po' preoccupato per
alcune scene che ricordavo, come quella in cui King Kong afferra
con noncuranza una donna, strappandola dalla camera
da letto dell'appartamento in cui vive, e la scaraventa in strada.
Non ero sicuro che i bambini avrebbero trovato qualcosa
di bello nella bestia. Ma ho pensato che alla fine le dimensioni
del gorilla sarebbero state l'elemento vincente. Jessie  riuscita
a sostenere quasi tutto, a parte i dinosauri che sanguinavano.
Alla vista del sangue scuro che usciva dalle ferite, si  nascosta
sotto il copriletto. A Sammy  piaciuto ogni particolare,
specialmente quando King Kong si batte il petto in segno di
vittoria. E la scalata dell'Empire State Building ha mantenuto
le promesse. James ha commentato che King Kong era davvero
grande.
Nel 1970 c'erano almeno due cinema d'essai a Washington
che trasmettevano film come King Kong. Nei fine settimana
io e Ginny portavamo Carl e Amy al Biograph e al Key a vedere
la serie dei Road to... con Bob Hope e Bing Crosby, i
film di Sherlock Holmes con Basil Rathbone e Nigel Bruce
(origine della loro zuffa a Halloween), La signora scompare
e I 39 scalini di Hitchcock. Il preferito di Amy era Scandalo a Philadelphia. Non fu pi facile allora convincere i nostri
figli della bellezza di quei film in bianco e nero di quanto lo
sia stato adesso spiegarlo a Sammy e Jessie, ma una volta entrati
nel clima della pellicola i bambini si sono entusiasmati a
King Kong. Perch si  portato via la donna?, mi ha chiesto
Sammy. Gli ho risposto che voleva sposarla. Che cosa pensi
di King Kong?, ho domandato. E cattivo, ma  anche gentile,
mi ha detto.
La reazione serena e ragionevole di Jessie alla visione di King
Kong mi ha svelato che, senza perdere il suo instancabile ottimismo,
anche lei sta cominciando ad accettare l'esistenza di
cose spaventose. Un paio d'anni fa, un'amica di Amy, Betsy
Mencher, chiese se lei e suo marito Andy potevano portare
Jessie, insieme alla figlia Julia, della sua stessa et, a una rappresentazione
teatrale della Bella e la bestia. Come sempre,
Jessie era entusiasta. Ma Amy previde che avrebbe avuto qualche
problema con la bestia. Jessie non era ancora in grado di
affrontare qualcosa di cattivo o minaccioso.
Amy conosceva alla perfezione i suoi figli, mi ha spiegato
Betsy. Quando part la musica introduttiva, leggermente
inquietante, Jessie cominci ad agitarsi, e dopo pochi
minuti scoppi a piangere. L'ho accompagnata in fretta fuori
dal teatro, ha raccontato Betsy, e ci siamo rifugiate da
McDonald's.
Amy conosceva bene anche Betsy. Dopo il college, Betsy
era stata lasciata dal fidanzato dell'epoca. Veniva ogni giorno
a casa nostra a New York, e Amy le ripeteva che quel ragazzo
non contava nulla e che Betsy meritava molto di pi, e
altre rassicurazioni di questo tipo. Per confortarla con il cibo
oltre che con le parole, preparava per lei i maccheroni al formaggio
che compravamo per suo fratello piccolo John, a forma
di dinosauro. Anni dopo, durante una visita a casa di Amy
a Bethesda, Betsy vide nella dispensa una confezione di maccheroni
a forma di dinosauro e le chiese come mai li tenesse
di scorta. Per consolare i miei figli quando sono tristi, rispose
Amy.
Riesco quasi a sentirla mentre lo dice. Spesso aveva un modo
di parlare scandito, come quello di un comico, anche quando
diceva cose che non erano divertenti. Come in ogni comico
bravo, riuscivi a scorgere dei frammenti di tragico nella storia
pi leggera, e quando diceva qualcosa di davvero esilarante,
la sua voce sapeva toccare le note giuste. Una volta eravamo a
cena con tutta la famiglia a Quogue e stavamo prendendo in
giro Harris per aver dormito in terra durante un viaggio alle
Hawaii per andare a giocare a golf. Harris si arrangia alle
Hawaii, disse Amy, come se stesse declamando il titolo di
una serie di libri per bambini. Poi si mise a ridere, rise anche
Harris, ridemmo tutti.
 strano come mi sembri di conoscere Amy in modo pi completo
adesso che  morta rispetto a quando era in vita. Non
la conosco meglio (dubito che potrei farlo), ma c'erano tantissimi
particolari della sua vita che non conoscevo fino a oggi,
quando parlando con amici e colleghi vengo a sapere di una
sua decisione saggia o di qualche piccolo gesto premuroso.
Jean Mullen, ex capo di Amy, mi ha raccontato che lei e Amy
si erano ritrovate ad avere lo stesso servizio di piatti e spesso
si lamentavano delle scodelle poco fonde. Un giorno Amy
si  presentata a casa mia, mi ha raccontato Jean, con delle
nuove scodelle fonde per entrambe. Puoi osservare molte
qualit positive nei tuoi figli una volta che sono diventati
dei buoni adulti, ma il loro vero valore spesso  impossibile
da scorgere, perch per apprezzarlo bene devi poter vedere le
persone da una certa distanza. La distanza della morte mi ha
rivelato il valore di Amy. Mia figlia ha avuto un ruolo nelle
storie degli altri. Saperlo non mi ha impedito di ritrovarmi,
senza motivo apparente, con gli occhi inondati di lacrime l'altro
giorno da Ledo Pizza. Ma  comunque qualcosa.
Carl, Wendy e i ragazzi ci raggiungono una domenica e insieme
andiamo all'Air and Space Museum all'aeroporto di Dulles.
Harris rimane a casa per recuperare un po' di lavoro arretrato.
Il museo  una versione ridotta di quello dell'istituto Smithsonian,
ma  pi facile per noi da raggiungere e, speriamo, meno
affollato. C' parecchia gente e ci sono un sacco di attrazioni
per i bambini: biplani, vecchi aerei, bombardieri stealth e giochi
che simulano capsule spaziali e mandano in subbuglio lo
stomaco. Sammy lancia occhiate furtive a una bancarella dove
tutto, dal pi insulso portachiavi a un enorme modello di razzo,
sembra costare ventisei dollari. Mi compri quello, Boppo?.
Indica il razzo. Decido che  il momento per stabilire dei
limiti. Ha gi tante cose. Durante l'estate, a Long Island, quando
abbiamo visitato l'acquario di Riverhead, ha voluto uno
squalo di peluche grigio e bianco, che gli ho comprato senza
esitazione. In questo caso, per, ho deciso di porre un freno.
Afferra il razzo e lo solleva in aria per farmi vedere che oggetto
fantastico sia. Non cedo. Non ne hai bisogno, Sammy,
gli dico. E poi non ne abbiamo uno simile a casa?. Ma voglio
questo, Boppo, mi risponde. Non oggi, gli dico. Andiamo
a vedere i vecchi aeroplani. Fa planare il razzo con la
mano. Carl si avvicina. Che succede, Sam?, dice.  questo
enorme razzo, dice Sammy. Lo vuoi?, gli chiede lo zio. Cos,
prima che io possa intervenire, Carl ha gi sborsato i ventisei
dollari. Quella sera racconto la mia sconfitta morale a
Harris. Frustrante, non  vero?, mi dice, guardandomi dritto
negli occhi.
Ligaya scivola sul ghiaccio. La botta la costringe a rimanere a
letto per la prima parte della settimana. Quando torna, James
le corre incontro. Lei lo stringe a s mentre lui si aggrappa alla
sua testa, esamina e riesamina il suo viso e si appoggia alla
sua spalla. Per due minuti non la lascia andare.  stata via solo tre giorni. Io e Ginny ci scambiamo uno sguardo preoccupato.
Ad aprile e maggio Ligaya ha programmato di tornare
nelle Filippine per fare visita alla famiglia. Pensa di trattenersi
sei settimane. La minaccio di farle revocare il passaporto.
La festa per i sei anni di Andrew si tiene al Laser Nation di
Sterling, in Virginia. Jessie e Sammy sono eccitati. Anche James
 invitato, ma  troppo piccolo per giocare ai laser con gli
altri bambini. Al Laser Nation i ragazzi vengono dotati di armi
laser, che sono collegate a dei grossi giubbotti che si accendono
quando vengono colpiti dai raggi di un altro laser. I bambini
si danno la caccia dentro una specie di catacomba scura con
tubi e pareti grigie e nere. Sembra l'interno di un sottomarino.
Il legno  dipinto in modo da somigliare all'acciaio. Le squadre,
rossa, arancione, blu e gialla, che si distinguono grazie alle
luci proiettate dai giubbotti, si muovono nel labirinto dopo
che i bambini hanno ricevuto istruzioni nel punto di raccolta:
non si corre, nessun contatto fisico, vietati i comportamenti
antisportivi. Uno dei genitori presenti, Graeme, che viene
dall'Australia, dice: Nessun comportamento antisportivo?
Cos discriminate gli australiani.
 in questo modo che si svolgono oggi le feste dei bambini,
anche se non sempre l'ambiente  cos militare. L'anno scorso
Jessie ha organizzato la sua festa da Dave &C Buster's, una specie
di casin per ragazzi, dove i bambini si divertono con i giochi
interattivi, mentre Sammy ha festeggiato il compleanno al
Little Gym, dove i bambini saltano e si rotolano su dei materassi.
Il vantaggio di questi luoghi  che i genitori non devono
rimettere a posto nulla ed  il personale a occuparsi di gestire
lo spettacolo. Li trovo strani ma innocui, anche se il Laser Nation
pu risultare eccessivo.
Gioco con Bubbies, poi lo lascio a Harris quando mi sposto
nella sala dei videogame, dove Caitlin mi acciuffa e mi trascina
in giro per un po', prima che mi premuri di restituirla alle
cure della madre. I videogiochi sono Extreme Hunting e Virtual
Cop. Non avendo mai giocato a nessuno dei due, provo
Virtual Cop. Estraggo la pistola blu di plastica dal supporto
e cerco di abbattere tutti i cattivi che compaiono sullo schermo.
Ci prendo la mano. Il mio punteggio  Eccellente. Appare
una scritta. Quando sono esaurite tutte le vite, il gioco
 terminato.
Dopo aver sparato al maggior numero di persone possibili,
Jessie, Sammy, il festeggiato e altri quindici bambini depongono
le armi e mangiano la torta di compleanno. Bubbies si unisce
agli altri, e sebbene la sua testa sia a malapena visibile da
sopra il lungo tavolo, osserva, ascolta e non mostra alcun segno
di sentirsi fuori posto in compagnia di bambini pi grandi.
Jessie conosce Ella, la figlia di Graeme, l'australiano. Ella
non ha ancora compiuto sei anni. Hai un accento strano, dice
Jessie. Sei francese?. Se fossi francese, risponde Ella,
parlerei francese.
La lista delle cose da fare di Jessie, appuntata al leggio della
sua tastiera. Ci sono delle caselline da riempire:
? VESTIRSI
? LAVARSI I DENTI
? SPAZZOLARSI I CAPELLI
? RIFARE IL LETTO
? LAVARE I PIATTI DOPO I PASTI
Un giorno, mentre sono fuori, Harris mi telefona per dirmi
che James ha scarabocchiato il divano con un pennarello e per
punizione  stato mandato in camera sua.
Ha un avvocato?, chiedo. Come gran parte dei dottori,
Harris odia gli avvocati.
 gi stato condannato, dice.
Senza un giusto processo?, insisto. Penso che mi occuper
io di rappresentarlo in appello. Questo caso sar un gioco
da ragazzi. Puoi cominciare a prepararti per una brutta causa
civile.
Non disturbarti. Abbiamo dei testimoni, dice.
Minori?, chiedo. Ci sono impronte digitali sul pennarello?
Ha confessato?.
In un certo senso, dice Harris. Ma non  ancora a conoscenza
della gravit del suo crimine.
E allora perch  stato processato come un adulto?, dico.
Il che mi fa venire in mente un'altra cosa: gli  stata concessa
la telefonata che gli spetta di diritto?.
S, risponde Harris. Vuole chiamare te.
Da tempo avevo abbandonato ogni speranza di poter imparare
qualcosa di nuovo: troppo poche cellule cerebrali rimaste.
Oggi, grazie alle letture che faccio con Sammy prima di
andare a dormire, mi ritrovo ad avere accumulato un sacco
di informazioni su camion, barche, aerei, gru e macchine perforatrici.
Ieri sera, dopo aver discusso con Sammy dei diversi
punti di forza di stabilizzatori e carrelli elevatori, sono rimasto
sdraiato per un po' con Jessie. Ginny aveva appena terminato
di leggerle due capitoli di James e la pesca gigante,
mentre Harris era in stanza con James. Jessie era gi pronta
con un altro libro, Harold e il pastello viola, che mi ha letto.
Harold crea il suo mondo, ha commentato. Come gli
scrittori, le ho detto. Jessie ha espresso di volta in volta il desiderio
di diventare una scrittrice, un medico, una modella,
una direttrice d'orchestra. Se decidi di diventare una scrittrice,
Jess, puoi creare qualsiasi cosa ti piaccia: amiche, principesse,
mostri.... Anche nuovi mondi, ha detto lei, nuovi
pianeti. Harold non solo crea un suo mondo, le ho detto,
ma ci vive. Succede anche agli scrittori. Un altro modo per
dirlo  che gli scrittori fanno dei loro mondi la propria dimora.
Dimora, ha ripetuto Jessie. Scegliamo questa come parola
del mattino per domani. Va bene, le ho detto.
Abbiamo continuato a parlare di tutto quello che uno scrittore
pu creare, come Harold. Ho detto che a volte, quando
si crea, non si trova subito ci che si sta cercando, e cos bisogna
continuare a creare finch quello che si cerca non compare.
Si pu anche averlo creato in precedenza e poi perso, e a
quel punto bisogna immaginarlo di nuovo. Come la finestra
di Harold, ha detto Jessie. Con il suo pastello, Harold disegna
prima una finestra, poi due, e infine un'intera citt di finestre
nello sforzo di trovare la finestra che ha perso. Proprio
come la finestra di Harold, le ho detto.
Sammy dice che da grande vuole fare il sommozzatore, ma ha
anche un'inclinazione per le invenzioni. Vorrebbe creare un dispositivo
da mettere in cima a un casco che permetta alle persone
di vedere le cose invisibili. Come i raggi ultravioletti,
dice. E la mamma. Gli ho comprato dei libri su Thomas
Edison, che ha attirato la sua attenzione quando gli ho parlato di
alcune delle sue invenzioni. Una sera leggiamo un libro che
parla degli anni giovanili di Edison. Sammy rimane molto colpito
dal fatto che i capelli di Edison fossero diventati bianchi
quando aveva solo ventitr anni. Leggendo con lui le pagine
sul telegrafo e il fonografo, cerco di rendergli comprensibili
quegli antichi strumenti. Scorro in avanti con gli occhi una pagina
e scopro che la moglie di Edison  morta quando lui aveva
trentasette anni, lasciandolo con tre bambini piccoli. Esito, poi
leggo il brano a Sammy. Mi ascolta pensoso ma non dice nulla.
La mattina di Capodanno, Jessie  la prima a scendere a colazione.
Ho fatto un sogno bellissimo, dice. Ho sognato che
la mamma era viva e stava per avere una bambina. Le dico
che dopo la morte di mio padre anch'io sognavo che fosse ancora
vivo.
No, dice. Non  la stessa cosa. Io ho sognato che tiravano
fuori la mamma dalla terra e scoprivano che era viva. Aveva
solo un piccolo taglio nel cuore e riuscivano a curarlo.
Hai parlato con lei nel sogno?, le chiedo.
Lei mi parlava a voce bassissima. Non riuscivo a capire
quello che diceva. Non c' tristezza nella voce di Jessie, sembra
piuttosto il racconto di qualcosa di meraviglioso. Parliamo
di altre cose. Poi guarda la parola del mattino, che oggi 
rinnovare.
Catherine Andrews, la psicoterapeuta dei bambini, ha l'ufficio
nella casa in cui abita, una delle tante, apparentemente
infinite, belle case che si allineano sulle strade tranquille e alberate
di Northwest Washington.  la casa in cui  cresciuta,
spiega a me e Ginny, e dove  tornata da adulta per prendersi
cura del padre malato. Il suo ufficio  attrezzato per accogliere
i bambini, con scaffali per i peluche, materiale per disegnare e
un tavolino al centro. Su una parete, vicino alla porta,  appeso
un diagramma con sopra delle facce stilizzate di bambini in
differenti stati d'animo. Prima di andarsene, ai bambini viene
chiesto di scegliere lo stato d'animo che provano.
Ci sediamo intorno al tavolino. Catherine  una donna piccola
e curata, sulla cinquantina, il tipo di persona a cui poter
confessare dei segreti. Ha un modo di esprimersi amabile,
capace di metterti a tuo agio, e una voce rassicurante, ma
non troppo dolce o priva di autorit da risultare soporifera.
Ci dice che stiamo facendo pi o meno tutto quello che si deve
fare, ma io e Ginny siamo espressamente venuti da lei per
sapere se ci sono cose che dovremmo fare di fronte a episodi
come quello di Sammy sdraiato a braccia e gambe divaricate
sul pavimento. Una cosa che potreste fare, dice,  mostrare
ai bimbi, tutte le volte che hanno un ricordo di Amy negli
ultimi istanti di vita, delle foto della madre quando era viva
e felice. Ci parla di tre aspetti della morte che risultano difficili
per un bambino cos come per chiunque altro, e con cui
bisogna fare i conti: la sua universalit, la sua inevitabilit, e
il fatto che i morti non sono in grado di intervenire. Alcuni
bambini, dice, non riescono a capire il motivo per cui un
genitore morto non faccia qualcosa per tornare da loro. Trovano
incomprensibile, ci spiega, che la morte non possa essere
risolta.
Con mia sorpresa, dice di credere nella presenza dei morti
sotto forma di spiriti. Cita esempi di prove, tattili e no.  chiaro,
inoltre, che crede in Dio, e che il suo Dio non intercede nelle
tragedie.
Ma piange per esse, dice. Ascolto con rispetto. Io e Ginny
le parliamo della nostra ammirazione per Harris. Parliamo
degli equilibri delicati del nostro accordo di famiglia, e del nostro
tentativo di ritagliarci un ruolo che sia a met fra quello
di nonni e quello di genitori. Riconosce l'insolita natura della
nostra situazione, e tuttavia non rileva problemi che non siamo
in grado di gestire.
Accenno al fatto che sono preoccupato perch Harris mi
sembra piuttosto stanco negli ultimi tempi, e anch'io mi sento
provato. Il mese di dicembre  stato molto pesante. Le spiego
che continuo a fare il nome di Amy quando vorrei dire Jessie
o Ginny, e che spesso mi sento distante dagli amici nelle occasioni
sociali. Mi dice che una delle illusioni delle persone che
vivono un lutto  che basti un anno perch le cose inizino a migliorare.
Ci ricorda quello che ha detto a Harris la prima volta,
cio che il dolore  un processo che dura un'intera vita, non
solo per i bambini ma per ognuno di noi. Per quanto riguarda
il passaggio del primo anno, in realt dopo  anche peggio.
Lei, Ginny e Harris state realizzando adesso la dura realt,
che questa d'ora in poi sar la vostra vita. Un anno non  nulla
in termini di tempo.
Verso la fine dell'ora di colloquio, ci parla di Jessie. Ci dice
che i maschi, come Sammy, tendono a mostrare i loro sentimenti
e poi lasciarseli alle spalle, come ci ha spiegato riguardo
al disegno di scuola di Sammy in cui Amy era sdraiata sul pavimento.
Ma le bambine, dice, sono pi propense a tenere i
sentimenti dentro un involucro, aspettando fino a quando non
si sentono sicure di esprimerli. Jessie si  trattenuta per un po',
dice, ma durante il loro ultimo incontro ha fatto un disegno
che Catherine definisce un buon segno. Uno dei fondamenti
dell'arteterapia, ci spiega,  che quando i bambini si disegnano
in piedi sul terreno con sopra il cielo, vuol dire che si sentono
sicuri. Jessie si  disegnata in piedi su una collina, con il
cielo sopra e un arcobaleno intorno.
Sammy mi chiede perch esistono gli anni. Parliamo di che cosa
sia un anno sulla Terra. Consultiamo il suo Planetario Interattivo,
una mappa parlante del sistema solare che risponde
alle domande. Impariamo che gli anni differiscono da un pianeta
all'altro. Un anno di Giove  pari a circa undici anni e
dieci mesi sulla Terra. Un anno su Nettuno equivale a quasi
centosessantacinque anni terrestri.
20 gennaio. James!, dice Ginny. Sai chi  il presidente degli
Stati Uniti?. Bubbies risponde: O-ba-ma!.
Pochi giorni dopo, comincio il nuovo semestre alla Stony
Brook. Sono tornato ad avere un solo corso, e ho deciso di tenere
un laboratorio dal titolo Scrivere in ogni forma, nel quale
chiedo agli studenti di scrivere un racconto, un saggio, una
poesia e un testo teatrale. Vorrei aiutarli a riflettere sull'utilit
delle esigenze richieste da ciascun genere per gli altri generi.
 passato un mese dall'ultima volta che sono stato a Quogue.
Quando arrivo a casa, Kevin mi ha lasciato un regalo sul tavolo
della cucina: una targa in ottone con numeri neri in stile
rtro che indicano la cifra a cui  ammontato il lavoro per la
veranda. Quando gli telefono per congratularmi dello scherzo,
dice che mi mander il conto anche per la targa.
Ho un dvd di Stephen che pronuncia il suo discorso di commiato
dopo il diploma, mi dice. Le andrebbe di vederlo?.
Durante una delle sue consuete visite del marted mattina,
porta un lettore dvd portatile. Ci sediamo uno accanto all'altro
al tavolo della cucina, con le spalle rivolte al sole, e guardiamo
la cerimonia dei diplomi del 2007 alla Mattituck High
School. Il piccolo schermo mostra i diplomati: le ragazze in
bianco, i ragazzi in blu lucido. Stephen sale sul podio. Nell'aspetto
ricorda in parte la madre, in parte il padre, ma ha una
bellezza tutta sua e una voce ricca e musicale. La medaglia
d'oro gli pende dal collo, legata a un nastro bianco.  a proprio
agio nel parlare in pubblico, non fa riferimenti a s, si
rivolge piuttosto ai compagni. Usa la metafora del gioco del
Monopoly per ricapitolare i loro anni di liceo, le
banconote della loro educazione, le propriet del patrimonio intellettuale
acquisito. Quantomeno, conclude, la maggior parte
di noi ha evitato la casella della prigione.
Si toglie il tocco e lo sostituisce con delle orecchie di Topolino
per ricordare il viaggio che gli studenti dell'ultimo anno
hanno fatto a Disney World. Gira le spalle al pubblico e fissa i
suoi compagni seduti dietro di lui. Tutti ridono e applaudono.
Dove eravate tu e Cathy?, chiedo a Kevin. In prima fila,
dice. Abbiamo registrato tutto quello che ha fatto a scuola,
anche il concerto pi noioso. Ha gli occhi lucidi.
Dormi, dormi, piccolo cucciolo peloso,
Al riparo dal freddo,
Al riparo dal vento impetuoso.
Dormi al calore del tuo pelo
Tutta la notte come un re,
Con la tua piccola famiglia di animali pelosi.
Questa canzone  per te.
Da Little Fur Family
I morti hanno occupato gran parte del mio tempo in quest'ultimo
anno: libri e poesie sui morti, conversazioni con altre famiglie
riguardo ai loro morti. Vedo la morte anche nelle frasi e
nei testi pi innocenti. Al momento sembra una cosa casuale,
ma so che non lo . Dovrei cercare di tenermi lontano dall'argomento.
Non  poi cos interessante, visto che ogni riflessione
non pu che concludersi con una cupa alzata di spalle. In ogni
caso, c' di meglio da fare. E comincio a stancarmi della mia
rabbia.
Ginny e Harris potranno anche avere la sensazione che la
vita li abbia in qualche modo preparati allo stato attuale delle
cose. Io no. Dubito che la vita mi abbia mai preparato a qualsiasi
situazione, perch fino a quando Amy  morta ho sempre
creduto che le cose positive semplicemente accadessero.
Fatta eccezione per un paio di delusioni, probabilmente meno
di quanto avrei meritato, ho avuto una vita fortunata. Sto
imparando solo adesso quello che la maggior parte delle persone
apprende in et molto pi giovane: che la vita richiede
capacit di sopportazione e che le ricompense bisogna guadagnarsele.
Dal momento che in questi giorni la mia ricompensa
consiste nella sopravvivenza della mia famiglia, sono soddisfatto
di provare a guadagnarmela.
Ma tutto questo avviene lentamente. Non sono mai stato un
corridore da lunghe distanze, e adesso che le mie gambe sono
deboli e il vento in poppa  diminuito, mi trovo a dover affrontare
un percorso lungo, che va in direzione opposta alla mia
natura. Devo allenarmi ad affrontare il mondo cos com', come
ha fatto Amy, senza vedere il compito come un'incombenza.
Uno dei pochi pezzi che sono riuscito a scrivere dopo la
morte di Amy  stata la recensione di un libro per il Washington
Post. Il romanzo era Il prof  sordo di David Lodge, su un
professore di linguistica in pensione, Desmond Bates, che sta
perdendo l'udito ed  diventato sordo anche alla vita, fino a
quando, contro la propria volont, visita Auschwitz, dove il
silenzio gli insegna ad ascoltare. Legge la lettera di un prigioniero
del campo alla moglie, scoperta in mezzo a un mucchio
di ceneri umane. Una frase colpisce Desmond: Se in vari momenti,
ci sono state insignificanti incomprensioni nella nostra
vita, adesso capisco quanto si fosse incapaci di dare il giusto
valore al tempo che passava. Per quanto ne so, questo significa
vivere, dare il giusto valore al tempo che passa.
Carl e Wendy hanno scelto il nome: Nathaniel A. La A non ha
niente dopo, perch non  l'iniziale del secondo nome.  semplicemente
A.
Iniziamo il nuovo anno, come ogni famiglia, segnando su una
parete della sala giochi di quanti centimetri sono cresciuti i
bambini. Jessie ormai ha quasi smesso di fare capricci. Non
confonde pi la delusione con la catastrofe, e si riprende in fretta
dai vari contrattempi. Sa leggere molto bene, e posso fare
con lei giochi pi sofisticati con la parola del mattino.  in grado
di disciplinarsi da sola. Aveva perso interesse per le lezioni
di piano, ma ha perseverato. Una nuova insegnante, Maja,
la loda e la incoraggia. In una delle ultime prove, ha suonato
usando non solo le dita, ma anche le proprie emozioni.
 anche meno gelosa. Mi dice che capisce perch gioco con
Caitlin: Non c' nessun altro della sua et. Lei e Ginny hanno
legato ancora di pi. Harris confessa a Ginny quanto Jessie
senta la sua mancanza ogni volta che non c'. Eventi come
i compleanni e le recite scolastiche, che sembrano quasi gridare
l'assenza di Amy, lasciano il segno. Jessie  apparsa scura e
silenziosa dopo la recita, dove ha riscosso un grande successo.
Ma la sua natura esuberante prevale. E si prende cura dei fratelli.
Litiga raramente con Sammy ed  tenera con lui quando
ne ha bisogno. Una sera, mentre stavo leggendo un libro con
lei, Sammy  entrato con le lacrime agli occhi perch doveva
aver sognato qualche mostro. Jessie gli ha detto di restare a
dormire con lei. Se James  agitato, gli canta Siamo forti. James
ha avuto di recente un virus intestinale e ha vomitato per
tutta la cucina. Jessie  andata subito a consolarlo.
Durante la mia ultima visita alla classe di Jessie, Mrs
Salcetti mi ha chiesto di parlare di Children of War, un libro degli
anni Ottanta in cui avevo raccolto le domande fatte ai bambini
in cinque diverse zone di guerra. Nel presentare l'argomento,
ho detto ai compagni di Jessie che una delle cose pi tristi e
difficili per i bambini di tutto il mondo  il fatto di non avere
nessun potere. Jessie ha alzato la mano. Non  vero, Boppo,
ha detto. Abbiamo il potere del pensiero e della gentilezza.
Sammy se la cava in cos tante cose che spesso si scontra con
i propri stessi standard. Anche lui legge molto bene. Io e Ginny
siamo stati nella sua classe, dove molti bambini leggono gi
a un livello avanzato. Sammy mostra un apprezzamento quasi
da studioso per le cose imparate. La sua uscita con Harris
riguardo ai pinguini nasceva da un progetto scolastico che 
culminato in un museo dei pinguini creato dalla classe. Sammy
mi ha portato in giro a vedere la mostra come se fosse un
docente. Questo  il pinguino imperatore! Si capisce dall'arancione
e dal giallo, e perch  pi alto!.
Non trascura gli incarichi che Pam Merritt gli ha affidato.
Lui e la sua amica Diana devono prendere e poi riportare in
mensa il carrello con i cestini del pranzo per i loro compagni.
Sammy impila con molta attenzione i cestini accanto agli armadietti.
Ha anche smesso di imitare il rumore di una puzzetta
infilando la mano sotto l'ascella e alzando e abbassando il
gomito, come la pompa di un pozzo. Sapeva fare lo stesso rumore
anche avvicinando fra loro le mani o le ginocchia. Per
qualche settimana  stato il suo hobby principale. Miss
Merritt ha accusato me e Harris di averglielo insegnato, ma n io
n Harris saremmo stati capaci di farlo. Le abbiamo detto che
Sammy era un autodidatta, un talento naturale.
James  un ragazzino, ormai. Continua a mostrare temperamento
e volont. Una sera in cui Harris non c'era, ha insistito
per dormire con Jessie. Anche Jessie ha bisogno di dormire,
gli ho detto riportandolo nella sua stanza. Si  messo a gridare:
Cattivo Boppo! Cattivo!. Ma gran parte del suo essere bambino
sta svanendo velocemente. Ne sento la mancanza. Ha iniziato
a non volere pi il seggiolino, anche se questo lo costringe
a mangiare in ginocchio sulla sedia. Sta iniziando a bere dal
bicchiere dei grandi invece che dalla tazza di plastica con il
beccuccio. Chiede (e gli  concessa) una sua parola del mattino.
Prima voleva che a colazione gli tagliassi il toast in tanti
quadratini. Adesso vuole un vero toast, cio tagliato in due.
Ha cominciato a giocare a Perfection e a Forza Quattro. Ha
sempre un sacco di progetti in testa: infilare e sfilare le chiavi
dalle porte e dai cassetti della scrivania; trascinare da un punto
all'altro della casa la stufetta tre volte pi grande di lui, continuando
ad accenderla e spegnerla; fermarsi accanto al karaoke
ad ascoltare; prendere il telecomando da un televisore e sostituirlo
con un altro, rendendo impossibile per chiunque guardare
la tv.  la persona pi impegnata che abbia mai conosciuto.
A scuola gioca in modo autonomo. Una mattina, io e Ginny
siamo andati a prenderlo con qualche minuto d'anticipo e lo
abbiamo osservato dalla macchina senza che potesse vederci.
Lui e i suoi compagni erano nel parco giochi. E salito a bordo
di un gioco a forma di nave, grande, alta, di legno, non lontana
dalla panchina dedicata a Amy. Aveva un cappellino di
lana azzurro della squadra di Georgetown e un giubbino invernale
color argento, che teneva aperto. Miss Franzetti, salita
anche lei sulla nave, gli ha tirato su la cerniera. Alle undici
e mezza i bambini si sono messi in fila per rientrare nell'edificio.
Gli insegnanti li guidavano, muovendosi fra i bambini
come dei giganti. James si studiava i piedi mentre seguiva la
linea gialla. Hanno fatto una foto di classe in cui sembra uno
studente di Eton in miniatura, con una maglia da rugby a righe
verdi e nere, il colletto bianco e un finto stemma sul petto.
L'espressione  vulnerabile eppure gi matura, sembra avere
cinque o sei anni, non due. Abbiamo appeso la foto sopra il
bancone della cucina. Chi  quello?, gli chiedo. Io!, esclama
felice e orgoglioso. Non mi piace quella foto.
Harris si  iscritto a golf. Golfista con handicap 12 (sempre
che di questi tempi abbia avuto occasione di occuparsi di punteggi),
si  ritagliato il gioved pomeriggio per prendere lezioni
da un professionista. Siccome sa che non considero il golf
uno sport, fingo di essere annoiato dalla sua decisione. In realt
io e Ginny siamo molto felici di vederlo fare qualcosa per
s. Ha ripreso anche a fare snowboard. Ogni tanto si ferma a
bere una birra a tarda sera con gli amici. Ultimamente ha partecipato
a una serie di festeggiamenti dei suoi compagni del
liceo di Bethesda, che stanno tutti compiendo quarant'anni.
Alla festa per il suo quarantesimo compleanno - una sorpresa
organizzata da Carl - l'ho visto insieme a Matt Winkler,
Scott Craven e Ramy Ibrahim, oggi uomini d'affari che, al
tempo, hanno frequentato la Walt Whitman con Harris. Hanno
scherzato sulle vecchie fidanzate, facendo battute di cattivo
gusto con l'aria di essere tornati sedicenni. Nei primi tempi
aveva preso l'abitudine di cenare in movimento, mentre faceva
il bagno ai bambini e li preparava per andare a letto. Ora lui,
Ginny e io in genere ceniamo al tavolo della cucina come adulti
civili, mentre Sammy e Jessie fanno la doccia.
E Ginny? Dopo una giornata che consiste nel preparare e
confezionare il pranzo per scuola di Jessie e Sammy, controllare
che Jessie abbia messo i compiti nello zaino, fare in modo
che sia pronta per la lezione di spagnolo alle otto del mattino,
assicurarsi che Sammy si sia messo la giacca pi pesante
e non la felpa che preferisce, accompagnare Bubbies alla
Geneva e poi tornare alla Burning Tree per dare una mano nella
classe di Sammy; dopo aver ripreso Bubbies e avergli dato da
mangiare ed essere tornata per la terza volta in auto alla Burning
Tree per accompagnare Jessie dalla sua amica Danielle
per giocare; dopo aver fatto la spesa per la cena ed essere tornata
a casa per controllare Sammy e Bo, che  venuto a giocare,
essere andata a riprendere Jessie alla fine del pomeriggio,
aver giocato con Bubs mentre va sul triciclo, aver preparato
la cena per Bubbies, Sammy e Jessie; dopo essere scesa in sala
giochi per leggere qualcosa a Bubbies e aver risalito le scale
per controllare gli esercizi di ortografia di Jessie, aver preparato
le lezioni di Sammy e Jessie per il giorno seguente, aver
parlato al telefono con la madre di uno degli amici di Sammy
che vuole invitarlo per la settimana successiva; dopo aver preparato
la cena per Harris, per me e per s stessa, aver giocato
soltanto un'altra partita con Jessie a Uno, aver controllato
che Jessie e Sammy siano andati in bagno prima di mettersi a
dormire, aver letto qualcosa con Jessie e aver preparato i vestiti
per lei, Sammy e Bubbies per la mattina dopo... alla fine di
tutto questo, d ai bambini il bacio della buonanotte.
Una mattina tardi, sono solo in casa. Non riesco a ricordare
un'altra volta in cui sia successo. Harris  al lavoro. Ginny 
a fare la spesa. Sammy e Jessie sono a scuola. Bubbies  nella
sua palestra con Ligaya. Dovrei scrivere. Invece mi aggiro fra
le stanze vuote: la sala giochi, le camere da letto dei bambini, i
corridoi. L'unico rumore  il ronzio del frigorifero.
Si notano a malapena gli oggetti in una casa quando ci sono
le persone. Ora osservo il cestino della carta dei Redskins
di Sammy, la vaschetta dei pesci di Jessie, la trapunta di James
con sopra i trenini. La casa mi d una sensazione di freddo.
Vado alla tastiera di Jessie e suono per un po'. Dietro di
me ci sono le sedie dei bambini di Pottery Barn, con sopra i loro
nomi. Vado nella stanza dove c' la televisione, ma non l'accendo.
Vado nella camera da letto di Harris e guardo le foto
di famiglia sulla cassettiera. Torno in cucina. Lo sportello del
frigorifero  ricoperto di altre foto di famiglia e biglietti da visita
per le cose di cui si pu avere bisogno in casa, come il numero
del fabbro e il servizio taxi, il numero per le emergenze,
souvenir di luoghi dove Amy e Harris sono stati in gita con i
bambini. I tovaglioli di carta giacciono molli nel portatovaglioli
di legno. I cereali sono ammassati dentro un contenitore
di vetro.
Ciao, Wend. Sono A. Stavo da Toys R Us e, mmh, ho preso
una cosa per i ragazzi... Non so se lasciarla nella tua auto,
ma magari sentono il messaggio [ride]. Comunque richiamami.
Devo parlarti di questa cosa che ho preso, perch in parte
l'hai vista a casa mia, e la reazione  stata: Oh, ma guarda! I
ragazzi li adorano!. E insomma... ti avevo detto che insieme
cera tutto il costume. Comunque, ho preso quelli... non so.
Ma se ci avevi gi pensato tu, li riporto indietro. Volevo solo prima controllare con te. Be', spero che tu ci abbia capito
qualcosa [scoppio di risa]. Dopo te ne parlo. Ciao.
 il primo marzo del 2009. Alle sei del mattino il cielo  cupo.
Ho preparato la tavola per la colazione e guardo la tv, mentre
aspetto i bambini. Il meteo parla del gelo che attanaglia
il Midwest e di una gigantesca tempesta di neve in arrivo dal
Sud. Bubbies avanza a piccoli passi dalla sua stanza. Ha un pigiama
rosso dentro cui si infilano anche i piedi. Scende gran
parte della scala, poi apre le braccia verso di me e salta. Guardiamo
fuori dalla porta a vetri.
Viene la neve, dice.
Cos sembra, Bubs. Ti va una banana stamattina?, gli chiedo.
Toast, mi dice. Un vero toast.
Vada per un vero toast, allora.
Va al tavolo e si mette in ginocchio sulla sedia. Gli porto
una banana tagliata a fettine e un toast, insieme a un toast e
un caff per me. Mangiamo.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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Una nuova vita  apparso per la prima volta in forma di saggio sul New Yorker nel dicembre del 2008. Sono grato a Dorothy Wickenden e Andrea Thompson della rivista, e soprattutto al suo direttore, David Remnick, che mi ha dato preziosi consigli. La mia gratitudine va anche a Dan Halpern, prezioso tanto come amico quanto come editor, il che  tutto dire.
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FINE.